Consumi di carne avicola, +24% in cinque anni

Consumi carne avicola

Negli ultimi anni i consumi di carne avicola (pollo e tacchino) sono aumentati del +24%, confermandosi prima fonte di proteine degli italiani, scelte regolarmente dal 54% della popolazione (21 kg a testa nel 2017). Il settore gode in generale di un giudizio positivo per il 70% degli italiani, più della metà dei consumatori (il 61%) si fida dei produttori e il 51% promuove l’impegno sulla sostenibilità. Questa in estrema sintesi la fotografia dell’indagine Ipsos presentata da Nando Pagnoncelli, presidente Ipsos, in occasione della VI assemblea nazionale Unaitalia svoltasi a Roma il 14 giugno.
Un dato evidenziato dall’indagine sul quale riflettere è che la carne bianca è l’unica fonte proteica di origine animale che vede aumentare i consumi, affiancando legumi e prodotti vegetali nelle abitudini alimentari degli italiani.

Produciamo più carne avicola di quanta ne consumiamo. Aumentano le esportazioni +29% rispetto al 2016.
Fonte: Elaborazione Unaitalia su dati Unaitalia/Istat.
Dati Ue 28. Nel 2018 le proiezioni prevedono +2,7% per l’Italia (rispetto al 2017) contro un incremento dell'1% in Europa
Fonte: Unaitalia

Perché le carni bianche

Consumi carne avicola«Gli italiani scelgono le carni bianche per il loro ottimo profilo nutrizionale, ma anche perché esiste una straordinaria capacità delle nostre aziende e dei nostri allevatori di offrire un prodotto di assoluta qualità, che risponde perfettamente alla domanda dei consumatori che vogliono alimenti buoni e sani, alleati della salute e del benessere e prodotti in modo sostenibile». Ad affermarlo, il neopresidente di Unaitalia Antonio Forlini (nella foto), che ha sottolineato l’intento di voler portare avanti nei prossimi anni il lavoro intrapreso da Unaitalia nel valorizzare la sostenibilità degli allevamenti e il benessere animale. «Sarà nostro impegno – ha incalzato Forlini – creare una sinergia con tutte le Istituzioni competenti per valorizConsumi carne avicolazare ancora di più l’intera filiera. Noi siamo eccellenza dell’agroalimentare italiano. La nostra è una filiera che genera valore per tutto il Paese sia in termini di occupazione, valori sociali ed economici, sia in termini di benessere dei consumatori e del territorio». Eccellenza che tradotta in numeri, 18.500 allevamenti, di cui 6.400 professionali, che impiegano 38.500 addetti, rappresenta sicuramente un modello positivo per la zootecnia nazionale.
Ribadito dunque nel corso dell’assemblea l’impegno dell’associazione di assicurare agli italiani un prodotto che sappia coniugare gusto, qualità, sicurezza e convenienza, a favore del benessere animale, biosicurezza e sostenibilità dei processi produttiva, continuando ad affrontare le difficili sfide come quella (vinta) della razionalizzazione dell’uso del farmaco negli allevamenti (-63% di antibiotici negli allevamenti dall’applicazione del piano di riduzione del 2015).
Altra sfida da intraprendere è quella riguardante la comunicazione. In primis, informare il consumatore su un dato fondamentale: il 100% del pollo consumato in Italia è made in Italy. Questo dato potrebbe aumentare il consumo di carne avicola.

Consumi carne avicolaIl valore sociale della filiera

Dalla ricerca Ipsos emerge anche un valore sociale della filiera, come l’equa remunerazione degli allevatori (grazie al contratto di soccida) e un concreto sostegno all’occupazione. Il settore, vista anche la forte vocazione locale delle aziende, non delocalizza la produzione e registra tassi stabili di accesso al lavoro e favorisce una forte integrazione sociale. A questo si abbina l’attenzione alla formazione e alla specializzazione del personale mirata ad assicurare la massima sicurezza dei prodotti e sul luogo di lavoro.

Quali aspettative per il futuro

Il 43% chiede più cura del benessere animale, il 42% più informazioni in etichetta e il 29% una maggiore attenzione all’etica.
Il presidente pro tempore uscente di Unailtalia Alberto Waldner durante il suo intervento ha messo l’accento sulla sostenibilità e sull’innovazione che caratterizzano il sistema zootecnico italiano: «Oggi il settore vanta un modello vincente di integrazione di filiera che si accompagna a sistemi altamente automatizzati. Le nuove generazioni di allevatori fanno scuola e infondono nuova linfa vitale al settore. Contiamo sulle Istituzioni affinché nell’ambito della Pac e dei fondi di sviluppo rurale sostengano gli avicoltori che vogliono investire in sostenibilità e benessere animale. Inoltre chiediamo alle Istituzioni di promuovere il settore e i suoi prodotti nei mercati internazionali, sempre più competitivi».

Necessario un piano strategico di comunicazione efficace

Lo scenario ampiamente descritto pare confermare dunque un futuro roseo per il settore avicolo italiano, che ancora manca, però, di un piano strategico di comunicazione efficace.
È fondamentale comunicare in modo appropriato la virtuosità del settore avicolo italiano, ponendo particolare attenzione nel contrastare le fake news che circConsumi carne avicolaolano in rete e in particolare sui social media. L'obiettivo deve essere quello di veicolare una informazione positiva, autorevole e scientificamente corretta, che diffonda messaggi chiari e trasparenti su come si produce pollo in Italia e sull’elevato livello di qualità e sostenibilità raggiunto dal settore avicolo italiano.

 

Il premio Unaitalia “Avicoltore dell’anno” scelti i 5 allevatori più bravi d’Italia

Con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze di un settore tecnologicamente avanzato, sensibilizzare l’adozione di pratiche sempre più virtuose, premiare le idee più innovative ed esaltare il saper fare italiano, Unaitalia ha promosso la seconda edizione del premio “Avicoltore dell’anno: migliori pratiche di allevamento del settore avicolo italiano”. Le categorie premiate sono tre: benessere animale, sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica.
I cinque vincitori sono stati scelti dalla giuria di esperti composta dal direttore di Unaitalia Lara Sanfrancesco, dal vicesegretario generale di Altroconsumo Franca Braga e da Maria Caramelli, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta.
Per la categoria benessere animale sono stati premiati: Giuseppe Belloni, Vincenzo Petitti e  Lorella Scotton.
Per la categoria sostenibilità ambientale è stato premiato Giuseppe Ciarciello e per la categoria innovazione tecnologica è stato premiato Marco Lavarini.

 

Per conoscere le loro storie leggi l'articolo completo su Informatore Zootecnico n. 12

 

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