Mercato avicolo, peggio rispetto all’anno scorso

Secondo i dati rilevati da Crefis a ottobre, la variazione dei prezzi degli avicoli rispetto al mese precedente è migliorata ma, rispetto al 2017, l’andamento risulta sfavorevole

Dai mercati avicoli di ottobre escono segnali in due direzioni. Da un punto di vista contingente, ovvero rispetto al mese precedente, i dati sono relativamente positivi; ma da un punto di vista tendenziale, cioè nei confronti dell’anno scorso, l’andamento risulta perlopiù sfavorevole. Vediamo i numeri, da poco pubblicati da Crefis, Centro ricerche economiche sulle filiere sostenibili dell’Università Cattolica.

Polli

Il prezzo medio dei polli vivi allevati a terra (animali destinati a carne), sulla piazza di Milano, è stato a ottobre pari a 1,088 €/kg, in aumento rispetto a settembre del 4,8%.
Uguale tendenza si è registrata anche per la stessa categoria di capi quotati a Verona (1,140 euro/kg per un +7,5%) e a Forlì-Cesena (1,120 euro/kg per +8%). Ma rispetto a ottobre 2017 – e salvo il mercato di Verona che ha mostrato un +1,8% – a Milano e a Forlì-Cesena si rilevano variazioni negative; infatti i prezzi dei polli vivi sono risultati in calo del 2,2% a Milano e del 2,6% a Forlì-Cesena.

Galline

Questa stessa dinamica, con variazioni congiunturali positive e tendenziali negative si registra, sempre a ottobre, anche nei mercati delle galline (femmine di età superiore ai polli e destinate a produrre uova).
Le quotazioni a peso vivo mostrano infatti rialzi rispetto a settembre su tutti i mercati; ecco i dati: 0,330 €/kg a Milano (+3,1%); 0,320 €/kg a Verona (+1,6%); 0,320 €/kg a Forlì-Cesena (+4,9%). Come detto, i confronti con l’anno scorso sono invece, e talvolta pesantemente, negativi: -5,9% per Forlì-Cesena, -11,1% per Verona e -15,4% per Milano.

Tacchini

Passando ai tacchini, a ottobre sulle tre piazze di riferimento le quotazioni sono rilevate in aumento. Sia i mercati di Verona che di Milano hanno registrato un prezzo medio di 1,423 €/kg, con variazioni congiunturali rispettivamente pari al +3,1% e +3,8%; mentre il valore osservato a Forlì-Cesena è stato pari a 1,410 €/kg, in crescita del 2,2% rispetto a settembre.
Anche in questo caso, sono invece negative le variazioni tendenziali: -5,5% per Verona; -6,6% per Forlì-Cesena; -3,6% per Milano.
In sintesi, dunque, sia per polli che galline che tacchini, se da un lato si possono considerare positivamente i rialzi di prezzo che a ottobre si sono mostrati rispetto a settembre, dall’altro lato va tenuto presente che le quotazioni a ottobre sono state generalmente meno remunerative di quanto visto nel 2017.

Tab . 1 - Prezzo medio mensile (euro/kg) degli avicoli

Prezzo medio mensile (euro/kg) Var. %
PRODOTTI e MERCATI ottobre - 2018 settembre - 2018 ottobre - 2017 mensile annua
Polli
Milano - taglia leggera allevati a terra 1,088 1,038 1,113 4,8 -2,2
Forlì-Cesena - allevamento nazionale 1,120 1,038 1,150 8,0 -2,6
Verona 1,140 1,060 1,120 7,5 1,8
Galli e galline
Milano - pesanti 1° 0,330 0,320 0,390 3,1 -15,4
Forlì-Cesena - taglia pesante allevate a terra 0,320 0,305 0,340 4,9 -5,9
Verona - pesanti 0,320 0,315 0,360 1,6 -11,1
Tacchini
Milano 1,423 1,370 1,475 3,8 -3,6
Forlì-Cesena 1,410 1,380 1,510 2,2 -6,6
Verona 1,423 1,380 1,505 3,1 -5,5

Uova
A ottobre, anche i mercati delle uova non sfuggono alla dinamica che sembra accomunare tutto il settore avicolo: andamenti sostanzialmente favorevoli rispetto a settembre ma avversi se confrontati con l’anno scorso.

Tab . 2 - La classificazione delle uova in funzione della dimensione

Sigla Classificazione Peso
XL uova grandissime minimo 73 grammi
L uova grandi minimo 63 grammi
M uova medie minimo di 53 grammi
S uova piccole inferiore a 53 grammi

Uova intere da gabbia

Nella categoria delle uova intere da gabbia arricchita (ovvero gabbie migliorative in termini di benessere animale) di categoria L, i prezzi a ottobre sono infatti saliti a 11,375 €/100 pezzi a Milano (+0,7% rispetto al mese precedente) e a 11,350 €/100 pezzi a Forlì-Cesena (+0,9%), mentre per Verona il dato è rimasto stabile a 11,200 €/100 pezzi.
Ma su base annua, cioè operando il confronto tra ottobre scorso e ottobre 2017, le variazioni di prezzo diventano pesantemente negative: -24,0% a Milano, -25,7% a Verona e -25,3% a Forlì-Cesena.
Le uova di categoria M hanno mostrato dinamiche simili. Ovvero, da un lato il prezzo si è registrato al rialzo (+1%) sulla piazza di Forlì-Cesena, raggiungendo 10,450 €/100 pezzi e stabile sia su Milano (10,100 €/100 pezzi) che su Verona (10,200 €/100 pezzi).
Anche in questo caso, su base annua le variazioni sono fortemente in diminuzione: -27,2% a Milano; -25,9% a Forlì-Cesena; -27,0% a Verona.

Uova intere da allevamento a terra

Sono risultati invece pressoché stabili, a ottobre, i mercati delle uova intere da allevamento a terra, che comunque confermano un livello di prezzo superiore rispetto a quello delle uova intere in gabbia.
Per la categoria L il prezzo medio maggiore per il mese di ottobre è stato quello delle piazze di Forlì-Cesena e di Verona (13,900 €/100 pezzi per entrambe), dato invariato rispetto al mese precedente. Milano ha riportato, invece, un prezzo di 13,875 €/100 pezzi, in aumento dello 0,5% rispetto a settembre. Per la categoria M non sono stati evidenziati scostamenti congiunturali e i prezzi sono rimasti stabili a 12,800 €/100 pezzi per Milano, a 13,200 €/100 pezzi per Forlì-Cesena e a 13,000 €/100 pezzi per Verona.
Le variazioni tendenziali sono risultate negative per tutte le categorie di prodotto.

Tab. 3 - Prezzo medio delle uova - €/100 PZ

Prezzo medio mensile (euro/100 pezzi) Var. %
PRODOTTI e MERCATI ottobre - 2018 settembre -     2018 ottobre - 2017 mensile annua
Intere da gabbia arricchita
Milano - (L) 11,375 11,300 14,975 0,7 -24,0
Milano - (M) 10,100 10,100 13,875 0,0 -27,2
Forlì-Cesena - (L, selezionate) 11,350 11,250 15,200 0,9 -25,3
Forlì-Cesena - (M, selezionate) 10,450 10,350 14,100 1,0 -25,9
Verona - (L) 11,200 11,200 15,075 0,0 -25,7
Verona - (M) 10,200 10,200 13,975 0,0 -27,0
Intere, da allevamento a terra
Milano - (L) 13,875 13,800 15,875 0,5 -12,6
Milano - (M) 12,800 12,800 14,875 0,0 -13,9
Forlì-Cesena - (L, fresche colorate e selezioante) 13,900 13,900 16,100 0,0 -13,7
Forlì-Cesena - (M, fresche colorate e selezionate) 13,200 13,200 15,400 0,0 -14,3
Verona - (L) 13,900 13,900 15,975 0,0 -13,0
Verona - (M) 13,000 13,000 14,975 0,0 -13,2

Camera, Cassese (M5S): iniziato l’esame Risoluzione su marchiatura uova

La Commissione agricoltura della Camera ha iniziato l’esame di una risoluzione presentata da Gianpaolo Cassese (M5S) in materia di marchiatura delle uova (testo al link https://goo.gl/z1vrPw). «La risoluzione - ha spiegato Cassese - muove dalla convinzione che sia necessario “impedire che entrino in Italia uova provenienti dall’estero senza marchiatura. Così come è necessario che anche le uova prodotte nel nostro Paese circolino solo dopo che vi sia apposto, sul luogo di produzione, il timbro che ne indica la provenienza e la tipologia di allevamento. La circolazione di uova non marchiate diventa infatti terreno fertile per facili truffe”.

Aviaria, la Commissione Ue approva il regolamento. in arrivo i fondi

«Finalmente arrivano anche le risorse europee per sostenere gli allevatori del comparto avicolo danneggiati dall’aviaria. Secondo una prima stima, sui 22 milioni di euro totali di sostegno al comparto, in Lombardia arriveranno circa 6 milioni di euro. Anche in questo settore, infatti, siamo tra le prime regioni italiane». Lo ha detto l’assessore regionale lombardo all’Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi Fabio Rolfi, commentando l’approvazione, da parte della Commissione europea, del Regolamento di esecuzione n. 2018/1506, relativo alle misure eccezionali di sostegno del mercato nei settori delle uova e delle carni di pollame in Italia.
Le risorse - Il regolamento mette a disposizione 11,1 milioni di euro, il 50 per cento del totale, a cui vanno aggiunte le risorse nazionali, per indennizzare le imprese avicole interessate dai provvedimenti di contrasto all’influenza aviaria, riguardante il primo periodo dal 30 aprile 2016 sino al 28 settembre 2017.
Per il secondo periodo è stata ultimata la raccolta dei dati per un secondo provvedimento dell’Unione europea.
Sostegno a comparto, anche attraverso innovazione. «L’aviaria ha causato danni enormi, era più che doveroso aiutare i produttori di pollame e uova - ha aggiunto Rolfi -. Un settore di estrema importanza per la nostra economia: la Lombardia produce più di quanto consuma con un utilizzo molto basso di antibiotici. Un comparto che intendiamo sostenere - ha concluso - anche attraverso l’innovazione, per la quale in sede di bilancio abbiamo stanziato 2 milioni di euro in più».

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