Polli da carne, la Ue: sì allo stordimento Laps

polli da carne
L’acronimo Laps sta per stordimento a bassa pressione atmosferica. È un metodo che prevede la progressiva eliminazione dell’aria. La conseguente mancanza di ossigeno induce lo stordimento

Dopo molti anni di studi e di approfondimenti la Commissione, con il Regolamento (Ue) 2018/723 del 16 maggio 2018 ha autorizzato lo stordimento dei polli da carne destinati alla macellazione con il metodo dello stordimento a bassa pressione atmosferica.
Il metodo è stato adottato dopo che l’Efsa ha accertato che il metodo della bassa pressione atmosferica, può essere considerato, in termini di risultati per il benessere degli animali, perlomeno equivalente ad almeno uno dei metodi di stordimento attualmente disponibili.
I macelli avicoli si avvalgono principalmente del metodo di stordimento detto “del bagno d’acqua multiplo” (o bagno d’acqua). Tale metodo consiste nell’agganciare i volatili a testa in giù a dei dispositivi di sospensione e nell’immergerli poi fino alle ali in bagno d’acqua, dove sono esposti a una corrente elettrica. La corrente attraversa il loro corpo e li stordisce prima che vengano dissanguati.
Il principale metodo alternativo è quello dello stordimento in atmosfera controllata (Cas), in base al quale il pollame è stordito in una camera atmosferica in cui è esposto a miscele di gas.
Nell’Ue, l’80% dei polli da carne è stordito con il metodo dei bagni d’acqua e il 20% con il metodo Cas.
Il metodo a bassa pressione atmosferica conosciuto con l’acronimo Laps è un metodo basato su un principio simile a quello dello stordimento a gas, solo che prevede, invece della sostituzione dell’atmosfera con un gas, la progressiva eliminazione dell’aria; la conseguente mancanza di ossigeno induce lo stordimento. Il Laps non era ancora consentito nell’Ue, ma è impiegato largamente negli Stati Uniti.
Il Regolamento della Commissione che ora ha reso il metodo adottabile negli Stati membri il metodo che però è valido solo a determinate condizioni, in particolare se sono rispettate le specifiche tecniche come la velocità di decompressione, la durata di ciascuna fase e il tempo totale di esposizione, le caratteristiche degli animali e cioè solo polli da carne e alcune condizioni ambientali come la temperatura e l’umidità dei locali dove viene applicato.
Oltre che ai fini della macellazione commerciale, il metodo è considerato adeguato ai fini dell’abbattimento di polli in caso di spopolamento
Il metodo è inoltre adeguato in altri casi in cui è necessario l’abbattimento di un elevato numero di polli per ragioni diverse da quelle di salute pubblica, salute animale, benessere animale o ambientali.

Unaitalia: al via la seconda edizione del premio “Avicoltore dell'anno”

Al via la seconda edizione del premio “Avicoltore dell’anno”, dedicato ai migliori allevatori italiani di pollo e tacchino. Il riconoscimento, promosso da Unaitalia – l’Associazione che rappresenta oltre il 95% dei produttori di carni avicole – premia le più virtuose pratiche di allevamento e mira a valorizzare il ruolo degli allevatori italiani, i veri protagonisti di un percorso produttivo capace di offrire prodotti sempre più rispondenti alle esigenze dei consumatori.
«L’avicoltura italiana – commenta Lara Sanfrancesco, direttore Unaitalia – è un modello per la zootecnia nazionale. Attraverso questo riconoscimento intendiamo valorizzare l’ambizioso e ampio percorso che il settore ha avviato già da alcuni anni, attraverso il quale puntiamo a sensibilizzare i nostri avicoltori ad adottare pratiche di allevamento sempre più virtuose. Raccontiamo il nostro impegno attraverso un premio dedicato proprio ai suoi protagonisti: gli allevatori. Siamo soddisfatti del cammino svolto finora ma consapevoli che molto ancora si può fare».
Con 18.500 allevamenti, di cui 6.400 professionali, che impiegano 38.500 addetti e un fatturato di 5,4 miliardi di euro, la filiera avicola italiana rappresenta un modello per la zootecnia nazionale. Parliamo di un’eccellenza tutta italiana: nel nostro Paese, infatti, viene prodotto il 103,6% delle carni di pollo consumate a livello nazionale, addirittura il 121,3% delle carni di tacchino. E gli italiani si dimostrano sempre più amanti del pollo, tanto che nel 2017 il consumo pro-capite è salito a 15,48 kg (+0,7% rispetto all’anno precedente).
Per partecipare ogni allevatore dovrà raccontare una “storia di pratica virtuosa” di allevamento legata a una di queste aree: benessere degli animali, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. A valutare le cinque storie più significative sarà una giuria di esperti composta da Lara Sanfrancesco, direttore Unaitalia, Franca Braga, vice segretario generale di Altroconsumo e Maria Caramelli, direttore generale dell’Istituto zooprofilattico perimentale di Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta. In palio un voucher dal valore di 1000 euro per accedere ad un corso di formazione specialistico o per adottare ulteriori miglioramenti nel proprio allevamento.
Commenta Franca Braga, vice segretario generale di Altroconsumo, l’organizzazione indipendente di consumatori più diffusa in Italia con 370mila soci: «Essere vicini e sinergici con il mondo della produzione che pone al centro della propria attività il consumatore è una priorità per noi di Altroconsumo. In un mercato maturo si lavora insieme per premiare le eccellenze e promuovere modelli positivi per il consumatore e per il mercato».
Il premio è aperto a tutti gli allevatori avicoli delle aziende associate Unaitalia. La proclamazione dei vincitori del concorso avverrà a Roma il 14 giugno 2018, in occasione dell’assemblea annuale Unaitalia.

La produzione e i consumi del settore avicolo italiano

Secondo i dati su produzione e consumi di carni bianche diffusi da Unaitalia, nel 2017 il consumo pro-capite di pollo è salito a 15,48 kg pro-capite, in aumento dello 0,7% rispetto alla soglia dei 15,33 kg raggiunta l’anno precedente. In leggero calo invece il consumo delle altre specie avicole: nel 2017, infatti, sono stati consumati complessivamente 20,92 Kg di carni bianche pro-capite, dato sostanzialmente stabile con le performance raggiunte nel 2016, quando i consumi avevano raggiunto la soglia dei 21,01 kg.
Nell’ultimo anno la produzione di carni avicole nel nostro paese è stata pari a 1.354.000 tonnellate, in diminuzione rispetto al 2016 (-2,5%). Il calo di produzione ha riguardato sia la carne di pollo (970.000 tonnellate, -1,1%) sia, in maniera più consistente, quella di tacchino che, con 309.000 tonnellate, ha fatto segnare un -6,6% tornando ai livelli di produzione 2015.
Complessivamente nel 2017 il fatturato del settore avicolo è stato pari a 5.850 milioni di euro, in leggero aumento rispetto ai 5.450 milioni del 2016.

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