Azienda Stramare, record produttivo provinciale anche grazie all’attenta alimentazione

stramare
Saverio Stramare, con il padre Dario, nella loro stalla.
Grandi soddisfazioni dal proprio allevamento per questi imprenditori zootecnici trevigiani. Il segreto nelle scelte tecniche adottate

L’allevamento di razza Bruna dell’azienda Stramare è stato, nell’anno 2014, il 1° classificato nella produzione di latte per capo della provincia di Treviso e, a livello nazionale, è il miglior allevamento come Indice Genetico di questa razza. Un bel traguardo per il titolare Dario, che, insieme al figlio Saverio, alleva nella propria azienda a Segusino (Tv) 80 splendidi esemplari di Razza Bruna, di cui 40 capi in lattazione, con grande professionalità e passione per questa razza.

In questa zona, l’allevamento della Bruna Alpina è sempre stato particolarmente diffuso ma, come precisa Saverio, perito agrario di 29 anni, «molti l’hanno abbandonata per dedicarsi alla Frisona Italiana. Noi, invece, abbiamo puntato sul miglioramento genetico e sulla qualità del latte e abbiamo fatto crescere la nostra stalla mantenendo la Bruna che ci ha sempre dato buone soddisfazioni».

L’attività zootecnica familiare è iniziata nel lontano 1919, subito dopo la fine della grande guerra, quando al bisnonno di Saverio, orfano di guerra, venne consegnata una vacca come risarcimento. Da allora, il latte non ha mai smesso di scorrere nelle vene degli Stramare, che hanno raggiunto grandi soddisfazioni professionali.

Ottime performance riproduttive

In azienda, grande attenzione è riservata alla genetica: tutti i capi sono iscritti al Libro Genealogico della razza Bruna e la rimonta avviene tramite fecondazione artificiale, investendo sui migliori tori a latte. Qualità e sanità della mandria sono due obiettivi chiave per gli Stramare e le caratteristiche delle loro vacche ne sono la testimonianza: vita media di 7-8 anni, con oltre 3,5 parti medi per capo, primo parto a 26 mesi con 133 gg di intervallo parto/concepimento e rimonta del 25%.

Per quanto riguarda le strutture, nella stalla edificata nel 1997, la stabulazione è libera, con cuccette, e la sala di mungitura è a spina di pesce (3+3), con stacco automatico e misuratore elettronico del latte munto.

L’azienda può contare inoltre su 15 ettari di terreno (dove vengono distribuiti i liquami prodotti dall’allevamento), coltivati prevalentemente a prato stabile (con tre sfalci annuali) e mais da insilato, utilizzati entrambi per le razioni degli animali.

La razione

Sul piano alimentare, la razione delle vacche in lattazione, distribuita con il carro unifeed, resta abbastanza stabile nell’arco dell’anno ed è composta da:

- 20 kg di silomais,

- 6 kg di un mix di mais farina e fiocchi

- 5 kg di prato stabile fieno o fasciato

- 4 kg di fieno di erba medica

- 3 kg di nucleo Purina (Top Performer 31)

- 1,5 kg di farina di soia

- 0,5 kg tra integratori e bicarbonato.

In base alla produzione del latte, è previsto un premio alle vacche fresche di 1-3 kg/capo di mangime Purina (HI Performer PR). Mediamente, l’indice di conversione della sostanza secca ingerita in latte prodotto è pari a 1,36.

Per le manze in accrescimento e il reparto asciutta, l’alimento principale della razione è il fieno di prato stabile (6-7 kg/capo), a cui vengono aggiunti 5 kg/capo di silomais, 2 kg di mix aziendale, 1,5 kg di paglia e 0,15 kg di Dry Complement Purina.

L’assistenza tecnica

«Siamo assolutamente consapevoli di quanto la qualità dei foraggi influisca sulle performance e sulla salute dei nostri animali, oltre che sulla qualità del latte prodotto. Per questo prestiamo la massima attenzione alla scelta dei foraggi che acquistiamo per la nostre vacche dalle aziende della zona», spiega Saverio. «Per lo stesso motivo, ci avvaliamo anche del prezioso supporto dello specialista Purina di Cargill Ennio De Giusti e del tecnico della Concessione Cesca di San Vendemiano (Tv) Marco Camerini, che ci assistono nell’elaborazione di piani alimentari capaci di rispondere alle esigenze dell’allevamento».

La collaborazione con Purina e con la Concessione Cesca prosegue da oltre trent’anni e, nel corso del tempo, ha contribuito a portare l’azienda ai risultati attuali: una produzione media giornaliera di 31-33 kg di latte di alta qualità, con una media grasso del 4,10%, 3,8% di proteine e 100.000-120.000 cellule.

Under 30 nel Dairy Club

Proprio a fronte di queste apprezzabili caratteristiche qualitative, l’azienda si vede riconosciuto un premio consistente dalla Cooperativa Lattebusche che ritira il latte.

In parte, quest’ultimo viene inoltre lavorato e trasformato in azienda dalla signora Caterina Stramare, una vera artista nella produzione di formaggi. Nel caseificio aziendale aperto nel 2006, infatti, Caterina lavora con grande passione solo latte crudo, che trasforma in formaggi freschi, stagionati, ricotta, yogurt e nel tipico e particolare “s-cek”.

Presso l’azienda Stramare, insomma, quella per la Bruna Alpina è una passione a 360 gradi, che ognuno esprime a modo suo.

Saverio, per esempio, dedica una buona parte del proprio tempo a gestire la presidenza e l’animazione del “Dairy Club”, un gruppo di un centinaio di giovani allevatori veneti under 30, costituito all’interno dell’Arav, che organizza incontri e giornate di approfondimento tecnico sulle tante problematiche che ogni allevamento bovino si trova a dover affrontare e gestire al meglio per poter portare avanti con successo la propria passione.

 

LA SCHEDA AZIENDALE

Denominazione: Azienda Dario e Saverio Stramare.

Località: Segusino (Treviso).

Razza bovina allevata: Bruna Alpina.

N. capi: 40 in lattazione.

Ettari coltivati: 15.

Produzione latte: 31-33 l/g/vacca per 104 q/anno/vacca.

Qualità del latte: 4,10% grasso; 3,80% proteine; 100.000-120.000 cellule.

 

Visualizza l'articolo intero pubblicato sull'Informatore Zootecnico n. 16/2015

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