Carne bovina, così si garantisce qualità dalla stalla al consumo

carne
Nel workshop organizzato da Edagricole a Fieragricola si è parlato di benessere animale, tracciabilità e progetti per l'allevamento del sud Italia

"Nuove possibilità per la valorizzazione commerciale della carne bovina" è il titolo del workshop organizzato da Edagricole alla 113ª edizione di Fieragricola a Verona a cui hanno partecipato tre dei massimi esperti italiani del settore zootecnico oltre a circa un centinaio di allevatori e professionisti. I temi affrontati al padiglione 9, area Forum, sono stati:

  • "Le pratiche d’allevamento in grado di sostenere la ricerca di una produzione di qualità", a cura di Carlo Angelo Sgoifo Rossi dell’Università di Milano;
  • "La certificazione e la valorizzazione del prodotto finito tramite marchi e altre forme di comunicazione con il consumatore", a cura di Giuliano Marchesin, direttore di Unicarve e del Consorzio Italia Zootecnica;
  • "Una filiera bovina sostenibile nel Sud: capi 100% nati e allevati in Italia", a cura di Giorgio Apostoli, responsabile zootecnia di Coldiretti.
    Moderatore del workshop è stato Giorgio Setti giornalista della redazione dell’Informatore Zootecnico.
carne bovina
Da sinistra Giuliano Marchesin, Carlo Angelo Sgoifo Rossi, Giorgio Apostoli e Giorgio Setti.

La qualità nasce in allevamento

Ci sono tutta una serie di variabili che influenzano la qualità della carne per essere apprezzata dal consumatore come ha evidenziato Sgoifo Rossi nel suo intervento, sottolineando che «La qualità della carne si costruisce in allevamento e deve essere quantomeno tutelata nelle fasi successive ma anche possibilmente migliorata. Del resto, il benessere animale, l’ambiente e l’interazione dell’uomo sono determinanti nel definire la qualità della carne».

Giuliano Marchesin, ha evidenziato l’importanza di tracciare la carne italiana attraverso marchi di qualità: «E’ fondamentale attuare il “Piano carni bovine nazionale”  – ha detto il direttore di Unicarve – che si fonda su tre pilastri:

  • un sistema di qualità per “dare un nome alla carne” con un marchio registrato;
  • una filiera tutta italiana per la produzione di ristalli e non dipendere totalmente dall’estero
  • la raccolta privata con l’inter-professione per finanziare promuovere e valorizzare il marchio della carne registrato».Giorgio Apostoli ha illustrato il progetto di Coldiretti per valorizzare la produzione bovina nelle aree interne del Sud Italia. «Il progetto – ha affermato Apostoli – fornisce un’opportunità di crescita alle imprese zootecniche ubicate in aree marginali, dove le condizioni eco sistemiche sono favorevoli allo sviluppo della linea vacca-vitello. Le imprese aderenti al programma potranno ottenere una serie di vantaggi e opportunità».

Cliccando sulle scritte colorate situate qui sotto si potranno consultare le relazioni del workshop.

Carlo Angelo Sgoifo Rossi

Giorgio Apostoli

Giuliano Marchesin

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