Distribuzione reflui e semina, le tecniche di un contoterzista lodigiano / IL VIDEO

Sinergie fra distribuzione dei reflui e minima lavorazione del terreno: con due passaggi si possono rispettare portafoglio, terreno e ambiente, cogliendo vantaggi agronomici ed economici. Le tecniche messe a fuoco da Servizio & Qualità srl

Come distribuire in campo i reflui aziendali in modo razionale ed ecocompatibile? Alcune idee pratiche possono essere suggerite da questo video, realizzato da un contoterzista del Lodigiano, che mostra alcuni esempi di semina con seminatrici da sodo: dopo che la botte in un unico passaggio ha lavorato il terreno e iniettato i reflui si riesce a seminare con risultati soddisfacenti.

Il filmato, in particolare, mostra come tutta l'operazione possa venire eseguita con soli due passaggi, questi:

PRIMO PASSAGGIO:

- interramento refluo con 4 ancore e botte;

- oppure: distribuzione refluo e lavorazione del terreno tramite botte e interratore.

SECONDO PASSAGGIO:

- semina diretta di qualsiasi coltura con Horsch pronto 6as;

- oppure: lavorazione e semina diretta con Solitair 9;

- oppure: lavorazione con dischi ondulati e semina diretta con Saphir 7.

 

Il video è stato realizzato, e gentilmente fornito all'Informatore Zootecnico, dall'azienda contoterzista Servizio & Qualità srl, di Borgo San Giovanni (Lo). Sito internet:  http://www.servizioqualita.com  . 

 

Ma guardiamo come gli stessi tecnici di Servizio & Qualità descrivono gli obiettivi di questa strategia e la relativa esecuzione pratica in campo:

«La valorizzazione di tutto ciò che c’è all’interno dell’azienda è il primo passo per abbattere i costi nella gestione generale dell’impresa agricola. La preoccupazione dello svuotamento delle vasche del refluo a tutti i costi e in tutte le maniere col piatto diffusore vanno abbandonati.

Il passaggio continuo della botte nel campo determina un compattamento del terreno che va contro i principi della buona pratica agronomica. Inoltre lo spandimento col piatto diffusore fa perdere l’energia migliore e pronta per la coltura, infatti la parte ammoniacale dell’azoto se ne va in atmosfera anche per oltre l’80% nei mesi più caldi.

Invece dobbiamo trasformare il refluo in una risorsa iniettandolo nel terreno con una serie di ancore: queste garantiscono l’interramento a una profondità non eccessiva e comunque alla portata delle radici della coltura che andremo a seminare. L’altra preoccupazione deve essere quella di distribuire in modo omogeneo sulla larghezza di lavoro dell’attrezzo: per questo è indispensabile un diffusore che alimenti in modo costante i tubi di discesa di ogni ancora. La dose da dare deve essere controllata e proporzionale alla necessità della coltura e della percentuale degli elementi nutritivi contenuti nel refluo.

Le distribuzioni non devono essere fatte con dosi esagerate e troppo anticipate rispetto alle semine perché l’efficienza si abbassa, ovvero la pianta ha meno nutriente nell’immediato.

In questo filmato si vedono alcuni esempi di semina con seminatrici da sodo che, dopo che la botte ha lavorato il terreno e iniettato il refluo con un unico passaggio, riescono a seminare con risultati molto soddisfacenti rispetto a qualunque altra tecnica.

Appare evidente che una valorizzazione del refluo unita alle tecniche di minima lavorazione, fatte con seminatrici idonee, potrebbe abbassare i costi nella gestione generale dell’azienda».

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