Il prezzo del latte spot supera i 40 euro al quintale

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Al 20 di agosto la borsa merci di Verona ha quotato 41,25 €/100 kg. Una significativa risalita dei prezzi che trova spiegazione nel calo della produzione estiva

Ad agosto il prezzo del latte crudo spot nazionale sfonda la barriera dei 40 euro al quintale sulla piazza di Verona. Al 20 del mese, infatti, la borsa merci di Verona ha quotato 41,25 €/100 kg, in crescita del 3,77% rispetto al listino precedente del 6 agosto, come riportato da Clal.it.
Complice il calo delle produzioni estive, i prezzi hanno ripreso la corsa, anche se la comparazione dei primi otto mesi del 2018 con lo stesso periodo dell’anno precedente vede le mercuriali attuali più deboli dell’11,46 per cento.
Il dato forse più interessante di questo agosto riguarda il prezzo del latte intero pastorizzato spot di provenienza estera (Germania e Austria), che con un’accelerazione del 6,54% è arrivato a toccare una media di 40,72 €/100 chilogrammi.
Tale rimbalzo può trovare una chiave di lettura nell’andamento delle consegne settimanali di latte in Germania, in flessione in maniera pressoché costante nelle ultime otto settimane. Si produce meno latte, tanto che sono aumentate le importazioni di latte dalla Polonia nei Lander della Germania del Nord e la stessa Baviera sta acquistando partite di materia prima a prezzi sostenuti. Cifre ufficiali non ne circolano, ma da alcuni operatori è trapelato un nuovo concetto, che il prezzo del latte tedesco si sia “italianizzato”, lasciando appunto intendere un avvicinamento delle forbici che storicamente separano Italia e Germania. E proprio la situazione tedesca non è da sottovalutare, per le connessioni che storicamente tale mercato ha con quello italiano.
La siccità ha colpito duramente, in particolare nel Nord Europa, comportando non soltanto una riduzione delle consegne di latte, ma anche una diminuzione dei valori delle proteine. La situazione non è comunque anomala (l’allerta sul climate change c’è da anni), ma senza dubbio più esasperata, dal momento che paesi come Germania, Polonia, Paesi Baltici, Francia, Scandinavia, Olanda, Regno Unito, Irlanda non sono abituati a temperature medie così elevate. Effetto dei cambiamenti climatici, ai quali ci si dovrà probabilmente abituare. Proprio nei giorni scorsi la Germani ha deciso di stanziare 340 milioni di aiuti straordinari e la Commissione europea sta valutando di anticipare i fondi Pac.
Tornando al latte: con un minore tenore proteico, è necessario utilizzarne una quantità maggiore per ottenere una data quantità di formaggio. Da qui, appunto, una maggiore richiesta di latte per la caseificazione, un aumento dei prezzi della materia prima (come in effetti sta avvenendo) e, focalizzandoci nell’area del Grana Padano dop, l’eventualità che le latterie vendano una parte del latte per usi alimentari, alleggerendo le produzioni di formaggio. Anche le imprese che producono formaggi cosiddetti “simil-grana”, se il trend del mercato lattiero dovesse continuare a crescere, avrebbero più convenienza a non trasformare, ma a vendere il latte. Formaggi Dop a pasta dura e similari sono ormai mercati connessi.
Fra gli effetti della siccità, il prezzo dell’erba medica disidratata in balloni è schizzato nell’ultimo mese da 206 a 223 euro alla tonnellata (fonte: Teseo by Clal, Camera di commercio di Milano). Si tratta dei valori più alti dal 2015 a questa parte.

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