Shamonda, il virus dei bovini responsabile del primo caso umano in Francia

Ied
A dare la notizia del primo caso umano che è deceduto nei primi giorni di ottobre è stato il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). La circolazione della malattia potrebbe rappresentrare un rischio per i bovini da carne italiani

Da questa estate in Europa negli allevamenti, Italia compresa, circola il virus Shamonda. Lo precisa una circolare del ministero della Salute ma è recente il decesso, nei primi girni di ottobre, in Francia del primo caso umano colpito dal virus Shamonda. Si trattava di  un paziente "gravemente malato", ma il primo rilevamento in assoluto del virus tra gli animali da allevamento in Europa risale a questa estate (vedi qui).

Come riportato dall’Adnkronos, a dare la notizia del primo caso umano di vurs Shamonda è stato il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che sta «monitorando attentamente la situazione in seguito alla notizia, diffusa dalle autorità francesi, del primo caso documentato di infezione umana da virus Shav. Un patogeno che finora aveva colpito esclusivamente gli animali».

La vicinanza con la Francia potrebbe preocupare in particolare gli allevamenti italiani di bovini da carne considerata anche la cronica dipendenza dalle importazioni di vitelli da ingrasso, i broutards che arrivano dalla Francia e anche dall'Europa centrale.

Il virus Shamonda circola in Europa, Italia compresa

La comparsa di segni clinici negli animali è stata segnalata a partire da giugno mentre l'identificazione di Shav risale alla fine di luglio.

Da allora il virus è stato riscontrato in animali da allevamento in Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera e Jersey. In precedenza, Shav era già stato rilevato negli animali in Paesi extraeuropei.

Identificato per la prima volta nell'Europa centro-occidentale

Si tratta di un ortobunyavirus appartenente al sierogruppo Simbu, a cui appartiene anche il virus della malattia di Schmallenberg (Sbv). Individuato per la prima volta in Nigeria a metà degli anni ’60, era stato segnalato sporadicamente in Africa, Australia e Giappone.

Nell'estate del 2026 è stato rilevato per la prima volta in diversi Paesi dell'Europa centro-occidentale, in particolare Germania, Francia, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Liechtenstein e Austria - riporta una circolare del ministero della Salute italiano che a metà settembre 2026, forse dopo il primo rilevamento in un allevamento Ue, faceva il punto sulla “Circolazione del virus Shamonda in Europa e Italia.

I bovini sono considerati gli ospiti principali, ma il virus è stato rilevato anche in ovini, caprini, alpaca e cavalli. La trasmissione avviene principalmente tramite vettori del genere Culicoides. Si tratta dello stesso vettore del virus della febbre catarrale ovina (Btv) e del virus della malattia emorragica epizootica (Ehdv).

Nei bovini, i quadri clinici sono caratterizzati prevalentemente da febbre, diarrea e significativa riduzione della produzione lattea. L'infezione da Shav non è quindi soggetta a obbligo di notifica né a misure ufficiali di sorveglianza e controllo. Attualmente non è disponibile alcun vaccino.

Le misure di controllo più efficaci si basano sulla protezione degli allevamenti dagli insetti vettori al fine di ridurre il rischio di infezione (eliminazione dei siti di deposizione delle uova, quali effluenti liquidi e zone di acqua stagnante, disinfestazione dei mezzi di trasporto).

 

Shamonda, il virus dei bovini responsabile del primo caso umano in Francia - Ultima modifica: 2026-10-23T17:53:03+02:00 da Francesca Baccino

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