Il Gruppo Berti acquisisce il macello Vicentini Carni di Salizzole

macello Vicentini
Da sinistra Michele e Denis Berti
Operazione industriale in provincia di Verona. Il Gruppo Berti di Pressana ha acquisito nei giorni scorsi il macello Vicentini Carni di Salizzole e rafforza il percorso di filiera integrata nel settore agroalimentare

“L’operazione ci permette di consolidare la presenza all’interno del ciclo produttivo che va dai cereali e dalla produzione primaria per la mangimistica fino alla macellazione, aspetto che ci consente di estendere ulteriormente la tracciabilità per garantire un percorso certificato e controllato, in grado di offrire al consumatore la massima trasparenza, anche attraverso sistemi dotati di QR Code”, spiega Denis Berti, alla guida del gruppo insieme al fratello Michele.

Top secret i dettagli dell’acquisizione del macello Vicentini Carni e degli allevamenti collegati allo storico gruppo veronese fondato nel 1933 grazie a Riccardo Vicentini e guidato dagli anni Settanta da Carlo Vicentini, scomparso lo scorso agosto. Un polo di macellazione che si può collocare fra i più strategici a livello nazionale per posizione e per potenzialità.

“Con l’acquisizione del macello estendiamo ulteriormente il controllo di filiera, dal mangime fino all’animale macellato, e puntiamo ad arrivare a lavorare circa 1.500 capi bovini a settimana, che significa poter contare in proiezione su un importante flottante in stalla, fra allevamenti gestiti direttamente e in soccida, creando valore condiviso per il territorio e favorendo un percorso di economia circolare attento alla sostenibilità - afferma Denis Berti -. Vogliamo rappresentare un progetto di filiera integrata e arrivare ai grossisti, ai commercianti, alla grande e piccola distribuzione con un prodotto certificato in ogni passaggio”.

Sullo sfondo, la necessità di rispondere alle esigenze di implementare il tasso di autoapprovvigionamento italiano di carne bovina, oggi sceso pericolosamente al 37,6%, secondo le elaborazioni di Teseo.Clal.it. “Il nostro obiettivo è collaborare con allevatori motivati e inserirci nel percorso avviato dal decreto Coltivaitalia, che mette a disposizione 300 milioni di euro per sostenere la linea vacca-vitello e rendere più indipendente la produzione Made in Italy di carne bovina”, dichiara Michele Berti.

Realtà nata nel 1968 con Aldo e Ottavio Berti, è dal 2008 che il Gruppo, pur rimanendo saldamente gestito a livello familiare con l’avvento dei fratelli Denis e Michele Berti, seconda generazione in azienda, acquisisce una dimensione sempre più strutturata e si trasforma in società per azioni, rafforzando il settore di lavorazione e trasformazione dei cereali.


Il Gruppo Berti è organizzato in quattro divisioni: agricoltura, cereali, mangimi e carni. Segue dalla produzione in campo (compresi gli aspetti legati a fertilizzanti, biosolution, fino agli strumenti di precisione per l’agricoltura digitale e ai servizi di analisi) alla “Divisione carni” con i progetti di filiera integrata e “Beef Master”, dedicati alle carni bovine marezzate di alta qualità.
In mezzo, la “Divisione cereali”, focalizzata sulla produzione, lo stoccaggio in oltre 25 centri nel Nord Italia, la logistica e distribuzione di grano, mais, soia e farina di soia e la “Divisione mangimi” con prodotti specifici per bovini da carne, bovini da latte, suini, equini, avicoli, ma anche per la linea pet-food.
Il fatturato aggregato, dopo l’acquisizione di Vicentini Carni, è previsto in aumento dagli attuali 350 milioni di euro a 500 milioni di euro.

Il Gruppo Berti acquisisce il macello Vicentini Carni di Salizzole - Ultima modifica: 2026-10-19T10:02:21+02:00 da Laura Della Giovampaola

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