Shamonda-like, il virus ha raggiunto gli allevamenti bovini in Olanda

Dopo i casi in Germania, Francia e Svizzera, il virus Shamonda like è stato individuato anche negli allevamenti olandesi

Shamonda like
Febbre, diarrea e calo della produzione di latte i segnali della presenza del virus Sotto osservazione anche gli eventuali effetti sulla sfera riproduttiva

La mappa europea del virus Shamonda-like negli allevamenti bovini continua ad allargarsi. Dopo i riscontri in Germania, Francia e Svizzera è stato infatti identificato anche nei Paesi Bassi, dove le autorità veterinarie stanno aumentando il livello di sorveglianza dopo una serie di segnalazioni.

A intercettare i primi casi è stato Veekijker, il sistema olandese di sorveglianza veterinaria, che nelle ultime settimane ha registrato un incremento delle segnalazioni da parte dei veterinari. Il denominatore comune era rappresentato da bovini che manifestavano febbre, episodi di diarrea e una diminuzione della produzione di latte.

Gli accertamenti hanno quindi portato a individuare un orthobunyavirus appartenente al sierogruppo Simbu, lo stesso gruppo nel quale rientra anche il virus di Schmallenberg.

Quattro allevamenti positivi

L'indagine sul campo è partita con visite effettuate l'11 e il 13 agosto in otto aziende situate nell'area orientale del Paese. I campioni raccolti dagli animali sintomatici sono stati sottoposti alla ricerca molecolare del virus.

In quattro degli otto allevamenti esaminati è stata riscontrata la presenza di un orthobunyavirus attraverso la PCR. Il passaggio successivo è stato decisivo per definire l'identità dell'agente: il sequenziamento del materiale genetico, condotto anche mediante la tecnologia PathoSense, ha ricondotto i campioni al virus definito “Shamonda-like”.

Il profilo genetico risulta molto vicino a quello dell'agente già identificato negli altri Paesi europei interessati dalle precedenti segnalazioni. Per rafforzare l'identificazione, i campioni sono stati successivamente trasmessi al Friedrich-Loeffler-Institut tedesco, chiamato a effettuare ulteriori verifiche diagnostiche.

Il fenomeno non sembra circoscritto all'Est

La prima indagine ha interessato aziende dell'est dei Paesi Bassi, ma le segnalazioni successive hanno indicato una situazione potenzialmente più estesa.

Quadri clinici analoghi sono stati infatti riferiti anche in Frisia e Limburgo. Si tratta di un elemento rilevante dal punto di vista epidemiologico, perché suggerisce che la presenza del virus possa non essere limitata alla zona nella quale sono stati individuati i primi casi confermati.

Per il momento, tuttavia, la distribuzione effettiva dell'infezione resta da definire. L'attività di sorveglianza dovrà chiarire se le segnalazioni corrispondano a ulteriori infezioni da “Shamonda-like” oppure se parte dei casi sia riconducibile ad altri agenti capaci di provocare sintomi simili.

Riflettori puntati anche sul Belgio

Il virus è intanto entrato nel radar delle autorità veterinarie anche in Belgio. Nelle Fiandre Occidentali è stato individuato un bovino con un quadro sospetto, sul quale sono in corso gli accertamenti da parte di Sciensano, l'istituto belga di ricerca sanitaria.

Il caso non è quindi ancora da considerare una conferma della presenza del virus nel Paese, ma rappresenta un ulteriore elemento da monitorare alla luce della progressiva comparsa di segnalazioni in diversi Stati dell'Europa occidentale.

La produzione di latte è uno degli indicatori

Tra gli aspetti che stanno emergendo con maggiore frequenza nei casi osservati vi è la riduzione della produzione di latte. Il dato interessa direttamente il comparto lattiero-caseario e rende particolarmente importante distinguere gli effetti dell'infezione da quelli eventualmente determinati da altre condizioni sanitarie o ambientali che possono accompagnare la comparsa di febbre e diarrea.

La sintomatologia osservata, infatti, non è sufficiente da sola per attribuire un caso al virus: l'identificazione richiede il supporto della diagnostica di laboratorio.

Ancora da chiarire gli effetti sulla riproduzione

La parte più delicata dell'indagine riguarda però le possibili conseguenze sulla riproduzione bovina. Il gruppo dei virus Simbu comprende agenti già conosciuti in medicina veterinaria per la capacità di provocare problemi durante la gestazione e alterazioni a carico del feto.

Per il Shamonda-like, tuttavia, le conoscenze disponibili sono ancora insufficienti per quantificare il rischio. La comparsa del virus in nuovi territori rende quindi necessario seguire non soltanto i sintomi negli animali adulti, ma anche l'andamento delle gravidanze nelle mandrie interessate.

Shamonda-like, il virus ha raggiunto gli allevamenti bovini in Olanda - Ultima modifica: 2026-08-25T12:43:20+02:00 da Francesca Baccino

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