Piano faunistico della Toscana, Cia: «Servono correttivi per difendere le imprese agricole»

Il Consiglio regionale sta esaminando il nuovo Piano faunistico. L'organizzazione agricola chiede modifiche precise

Psa
Chiesta la riduzione della densità dei cinghiali, il rafforzamento delle attività di controllo, risarcimenti più rapidi e integrali, una revisione del ruolo degli Atc e l'introduzione degli Stati Generali annuali per monitorare l'attuazione del Piano

Il Piano faunistico della Toscana approda all'esame del Consiglio regionale nella seduta di fine luglio. Per la Cia Toscana il provvedimento rappresenta un passaggio atteso e urgente, ma necessita di una serie di modifiche per garantire una tutela più efficace dell'agricoltura regionale. Una necessità visto che la diffusione della Psa in Toscana negli ultimi giorni è arrivata a minacciare anche la razza della Cinta senese.

L'organizzazione ritiene, infatti, indispensabile intervenire sulla gestione degli ungulati affinché la loro densità sia compatibile con la salvaguardia dell'ambiente, del territorio e delle attività agricole. Allo stesso tempo chiede di rafforzare le azioni di contenimento e controllo della fauna selvatica, migliorare la prevenzione dei danni alle colture e assicurare il risarcimento integrale dei danni subiti dalle imprese, intervenendo con maggiore efficacia anche nelle aree a divieto di caccia, nelle riserve naturali e nei parchi.

Gli Stati Generali del Piano

Tra le proposte avanzate da Cia Toscana figura l'istituzione degli Stati Generali del Piano faunistico, un appuntamento annuale nel quale la Regione possa condividere con tutti i soggetti interessati i risultati conseguiti durante l'attuazione del Piano.

L'associazione chiede, inoltre, un monitoraggio periodico per verificare il raggiungimento degli obiettivi e l'efficacia delle misure adottate, favorendo un confronto costante che consenta di correggere strategie e interventi.

«Così da sviluppare maggiormente la collaborazione tra il mondo venatorio, ambientalista e gli operatori del settore agricolo come ha sottolineato il presidente di Cia Toscana, Valentino Berni.

Più contenimento dei cinghiali

Uno dei temi principali riguarda il controllo degli ungulati. Considerato il sovrannumero degli animali, Cia Toscana propone di integrare caccia, selezione e prelievo per riportare la fauna a densità sostenibili.

Nel dettaglio l'associazione chiede di ridurre la densità dei cinghiali nelle aree vocate dagli attuali 2,5 capi a meno di 2 capi ogni 100 ettari, mentre nelle aree non vocate punta all'eradicazione delle specie considerate dannose, valorizzando le attività di controllo.

Censimenti con droni e foto-trappole

Cia Toscana giudica positivamente la proposta di avviare un progetto pilota regionale per il censimento dei cinghiali attraverso l'impiego di foto-trappole e droni dotati di tecnologia termica, in collaborazione con università ed enti di ricerca. L'associazione chiede però che il Piano definisca con precisione tempi e modalità di realizzazione del progetto.

Governance e gestione delle aree protette

Tra le modifiche richieste figura anche una gestione più omogenea delle aree protette, sia pubbliche sia private, e delle zone soggette a regolamentazioni specifiche.

Secondo Cia Toscana è necessario aggiornare il modello di governance degli Atc mprevedendo disposizioni attuative regionali chiare, stringenti ed efficaci, capaci di garantire un'applicazione uniforme del Piano e un migliore equilibrio tra tutela della fauna e attività umane.

Cia Toscana segnala inoltre la necessità di superare l'anomalia che ha impedito il riconoscimento degli indennizzi per i danni alle opere agricole negli Atc (Ambiti territoriali di caccia) 1 e 2.

Per questo propone l'introduzione di una norma transitoria che consenta di sanare anche i mancati risarcimenti degli anni precedenti.

Con l'approvazione del Piano faunistico, come ha fatto sapere Cia Toscana, dovrà essere rivista anche la governance della sua attuazione, ridefinendo ruoli, funzioni e responsabilità degli Atc.

L'obiettivo è garantire interventi più tempestivi ed efficaci, in coerenza con le direttive regionali e con le indicazioni dei comitati di gestione, composti da rappresentanti degli enti locali e delle associazioni venatorie, ambientaliste e agricole.

Danni alle colture e risarcimenti

L'associazione chiede una revisione delle procedure per il riconoscimento dei danni provocati dalla fauna selvatica.

Per Cia Toscana il sistema deve garantire sopralluoghi rapidi, anche attraverso gli strumenti geospaziali di Artea, una valutazione oggettiva delle perdite e indennizzi calcolati sui reali valori di mercato. Allo stesso tempo occorre sostenere economicamente l'installazione e la manutenzione delle opere di prevenzione, evitando che tali costi gravino esclusivamente sulle aziende agricole.

Controlli più rapidi e Polizia provinciale rafforzata

Un altro nodo riguarda l'applicazione dell'articolo 37 sugli interventi di controllo.

L'organizzazione agricola chiede di ridurre i ritardi burocratici migliorando il coordinamento tra Regione, Atc e Polizia provinciale e di rafforzare la formazione degli agricoltori affinché possano partecipare più attivamente alle operazioni di controllo nei propri terreni.

Secondo Cia Toscana gli attuali ritardi sono ingiustificati, così come continua a essere insufficiente l'organico della Polizia provinciale.

No all'utilizzo dei fondi della Pac

L'associazione esprime contrarietà all'ipotesi di utilizzare le risorse della Politica agricola comune per finanziare gli interventi legati alla fauna selvatica.

Secondo Cia Toscana si tratterebbe infatti di fondi destinati allo sviluppo, al rafforzamento e alla competitività delle imprese agricole, che non dovrebbero essere distolti da tali finalità.

Filiera della carne e cambiamenti climatici

Tra le proposte figura anche la valorizzazione della filiera della carne derivante dalla fauna selvatica. Il progressivo calo del numero dei cacciatori, osserva Cia Toscana, sta riducendo le risorse disponibili per il risarcimento dei danni provocati dagli animali selvatici, rendendo necessario individuare nuove fonti di finanziamento.

 

 

Piano faunistico della Toscana, Cia: «Servono correttivi per difendere le imprese agricole» - Ultima modifica: 2026-07-30T10:47:48+02:00 da Francesca Baccino

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