Due focolai di Peste suina africana (Psa) hanno di recente colpito alcuni allevamenti semibradi nelle province di Alessandria e Pistoia a dimostrazione che non bisogna abbassare la guardia sugli interventi di contrasto alla diffusione del virus. Questo anche il senso della nuova ordinanza n. 4/2026 (vedi qui Ordinanza 4 2026 Misure di eradicazione e sorveglianza della peste suina africana) emanata dal Commissario straordinario nazionale Giovanni Filippini.
Che cosa prevede
In vigore fino al 28 marzo 2027 introduce l’obiettivo di abbattiere il 150% dei cinghiali rispetto all’anno precedente nelle zone di restrizione I, l’apertura della caccia in deroga dal 1° settembre 2026 al 28 febbraio 2027 nella fascia indenne e la formalizzazione delle unità cinofile Enci per la ricerca delle carcasse.
Le strategie di intervento del Commissario Filippinim illustrate anche in un incontro organizzato nei giorni scorsi nel cuneese, si basano quindi sul rafforzamento del monitoraggio e della ricerca attiva delle carcasse, sul controllo della popolazione di cinghiali attraverso modalità operative più incisive nelle aree infette e sul completamento delle barriere fisiche, ad esempio lungo l’autostrada Torino-Savona nei tratti ritenuti efficaci, oltre a una gestione rigorosa delle misure di biosicurezza negli allevamenti.
La nuova ordinanza prevede anche il confinamento dei suini semibradi quando le autorità rilevano la presenza di cinghiali nelle vicinanze, per impedire il contatto con il virus degli animali allevati, nonostante l’applicazione delle misure di biosicurezza rafforzata. Lo ha spiegato il commissario Filippini, nel corso dell’audizione alla Commissione Agricoltura, riferendo del rilevamento di due focolai di Psa che avevano colpito alcuni allevamenti semibradi nelle province di Alessandria e Pistoia.
Nuovi ingressi in provincia di Cuneo nella zona di restrizione I
Preoccupa, intanto, anche l’avanzata della Psa sul territorio provincia di Cuneo che concentra centinaia di allevamenti e una quota rilevantissima del patrimonio suinicolo della Granda, che conta 900mila capi preoccupa gli allevatori a seguito del rinvenimento di cinghiali positivi al virus della Psa nei Comuni di Cerretto Langhe, Arguello e Pezzolo Valle Uzzone è stato inserito il Comune di Bene Vagienna, nel Fossanese, in zona di restrizione I, le zone ad alto rischio confinanti con quelle con casi di Psa.
Nella zona di restrizione I sono stati anche inseriti i Comuni di Cherasco, Cervere e Salmour, dove sono presenti complessivamente circa 30 aziende suinicole
In particolare, Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo, ha chiesto alla Regione Piemonte l’attivazione immediata di un piano straordinario di contenimento della fauna selvatica.








