Assicurazioni agevolate per il settore zootecnico, sempre di più

Il numero degli allevatori che coprono i rischi dell’allevamento con coperture assicurative agevolate è in forte crescita. Nel 2016 il comparto zootecnico ha registrato un aumento dei valori assicurati del 7% rispetto all’anno precedente

L’autore è Dottore Agronomo del Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale di Perugia.

 

Il sistema zootecnico, al pari delle produzioni vegetali e delle strutture aziendali, ha la possibilità di coprire determinati rischi con lo strumento assicurativo agevolato, potendo godere di un contributo pubblico a parziale copertura dei costi assicurativi.
Il numero degli allevatori che coprono i rischi dell’allevamento con coperture assicurative agevolate è in forte crescita. Nel 2016 i valori assicurati hanno raggiunto quota 1,050 miliardi di euro, rappresentando il 15,9% del valore complessivo delle produzioni (produzioni vegetali, strutture e zootecnia) assicurate con polizze agevolate. Il comparto zootecnico è stato l’unico settore che nel 2016 è cresciuto rispetto all’anno precedente registrando un aumento dei valori assicurati del 7%; se analizziamo gli ultimi 10 anni, il settore evidenza un incremento del 443%, registrando un continuo trend positivo.

Fonti e risorse finanziarie
Il riferimento normativo che disciplina le assicurazioni in campo zootecnico, così come per gli altri settori, è il Piano assicurativo agricolo nazionale (Paan) previsto dal decreto legislativo 102/2004 e licenziato ogni anno dal Mipaaf, che per la campagna 2018, dopo l’accordo in Conferenza Stato Regioni del 26 ottobre, è stato pubblicato il 6 novembre.
In questo settore le risorse pubbliche per la parziale copertura dei costi assicurativi sono in parte derivanti dal Piano di sviluppo rurale nazionale (Psrn) e in parte dal Fondo di solidarietà nazionale (Fsn, D. lgs. 102/2004). Il Psrn prevede un contributo a parziale copertura del costo assicurativo fino al 65% della spesa ammessa, in questo caso la polizza deve prevedere una soglia per l’accesso al risarcimento del 30% e può coprire i rischi legati a epizoozie, mancato reddito, riduzione produzione di latte, andamento stagionale avverso, ridotta produzione di miele e abbattimento forzoso. Con le risorse nazionale del Fsn è possibile agevolare le coperture assicurative per il rischio animali morti e smaltimento carcasse. Per questa tipologia di coperture il contributo pubblico può essere fino al 50% della spesa ammessa, e non è prevista nessuna soglia per l’accesso all’indennizzo.

 Allevamenti e garanzie assicurabili
Il piano assicurativo stabilisce la tipologia delle specie animali assicurabili ovvero le principali tipologie di allevamento da reddito: api, avicoli, bovini (da ingrasso o da latte), bufalini, caprini, cunicoli, equini, ovini e suini. Il Pann individua per ogni tipologia di allevamento i rischi assicurabili con contratti agevolati assicurativi agevolati nonché la combinazione delle garanzie.
I costi di smaltimento delle carcasse sono assicurabili unicamente con polizze che concedono tale garanzia senza distinzione dell’epizoozie (obbligatorie e facoltative) causa della morte dell’animale. Le compagnie di assicurazione generalmente concedono tale garanzia anche per capi morti per cause diverse da quelle epizootiche.
La garanzia mancato reddito e abbattimento forzoso, affinché la copertura assicurativa sia agevolabile, deve prevedere anche la copertura per i danni derivanti da tutte le epizoozie obbligatorie per singola specie alle quali possono essere aggiunte in parte o tutte le epizoozie facoltative. La garanzia mancato reddito può coprire anche la diminuzione di reddito dovuta ai provvedimenti previste dalle autorità sanitarie per le aree perifocali ovvero le aree di protezione e sorveglianza nelle quali l’attività economica viene limitata (ad esempio, in caso di focolai epizootici).
La copertura deve essere riferita all’intero ciclo di accrescimento dell’allevamento o anno solare e per essere agevolabile deve coprire l’intera mandria o l’intero prodotto ottenibile dalla stessa per ciascuna specie animale allevata nell’intero territorio comunale in cui insiste l’allevamento, inoltre gli animali devono essere presenti nella banca dati dell’anagrafe zootecnica e nel fascicolo aziendale (bovini, equidi, bufalini); per le tipologie in cui questa registrazione non è prevista (api, avicoli, cunicoli), i capi o sciami devono essere comunque riscontrabili in documenti ufficiali previsti per la specie.
L’allevatore può sottoscrivere la copertura assicurativa in forma singola (polizza individuale) o aderire ad una polizza collettiva il cui contraente è il Condifesa. Il contratto assicurativo, individuale o collettivo che sia, deve riportare obbligatoriamente per ogni bene assicurato e per ogni garanzia il valore assicurato, la tariffa applicata, l’importo del premio, la presenza o meno della soglia di danno e/o la franchigia e la presenza di eventuali polizze integrative. 

Contributo pubblico e spesa ammessa
I valori assicurabili con polizze agevolate, riferiti sia agli animali nonché ai mancati redditi per il periodo di fermo degli allevamenti zootecnici colpiti da epizoozie, nonché per lo smaltimento delle carcasse degli animali morti, sono calcolati in funzione di prezzi unitari di mercato stabiliti ogni anno con il decreto prezzi da parte del Mipaaf.
La spesa ammissibile sulla quale viene erogato il contributo si determina tenendo conto del parametro. Il parametro viene definito a fine campagna per ogni tipologia di combinazione provincia/allevamento/garanzia tenendo conto della consistenza dell’allevamento, calcolando il rapporto tra somma dei premi assicurativi dell’anno e somma dei valori assicurati. Il parametro che tiene conto anche della durata (giorni) della copertura assicurativa e comunque il suo valore non potrà essere superiore a 15.
Determinato il parametro, la spesa ammessa è pari al minore valore risultante dal confronto tra la spesa premi ottenuta applicando il parametro e la spesa premi risultante dal certificato di assicurazione. Il contributo sarà pari al 50% nel caso delle garanzie senza soglia (animali morti e smaltimento carcasse), mentre sarà pari al 65% della spesa ammessa per tutte le altre garanzie. Da questo meccanismo di calcolo sono esentati i nuovi assicurati. Per questi ultimi, che non hanno sottoscritto polizze nei cinque anni precedenti (identificati mediante Cuaa), il sostegno pubblico sarà calcolato sulla spesa effettiva e tale agevolazione sarà estesa anche alle coperture assicurative che saranno sottoscritte nei due anni successivi.

Rimborso contributi campagne precedenti
Una forte criticità in questo comparto è rappresentato dai tempi per il rimborso dei contributi pubblici. Gli allevatori sono in attesa del rimborso delle ultime tre campagne assicurative 2015, 2016 e 2017. Al momento non è ancora nota la procedura per la richiesta dell’aiuto. Il Mipaaf ha comunicato in occasione del V Forum internazionale organizzato da Asnacodi (Associazione nazionale dei Condifesa) che entro il dicembre 2017 sarà emanato l’avviso pubblico per la presentazione della domanda di aiuto per le campagne 2015 e 2016, mentre per la campagna 2017 è necessario attendere i primi mesi del 2018.

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