Eaap, per lo sviluppo della ricerca zootecnica

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Incubatrice a luce verde e schiusa di uova presso il laboratorio della Utrecht University (Paesi Bassi), dove si sta svolgendo una fase del progetto europeo Ppilow
Le attività dell’European Federation of Animal Science. I nove progetti in corso

La Eaap, o European federation of animal science, è una federazione fondata nel 1949 i cui membri appartengono a nazioni europee e del bacino del Mediterraneo. Si tratta di un’organizzazione internazionale non governativa che promuove la diffusione dei risultati della ricerca e delle conoscenze più avanzate acquisite sugli animali da reddito e sul loro allevamento.
Tra le sue molteplici attività si annoverano congressi internazionali e meeting, la cooperazione a riviste scientifiche, la promozione e la partecipazione a numerosi progetti internazionali di ricerca.
La sede organizzativa è a Roma e il membro ufficiale di rappresentanza per l’Italia è il Comitato italiano della Federazione europea di zootecnia.
Una curiosità: in origine l’acronimo Eaap derivava da “European association for animal production”, dizione tradotta in Italia come “Federazione europea di zootecnia”. Successivamente l’acronimo è rimasto Eaap, ma il suo significato è stato traslato in “European federation of animal science”; questo per dare risalto alla componente scientifica che caratterizza le attività dell’associazione.
Il segretario generale è Andrea Rosati, al quale abbiamo rivolto alcune domande per approfondire il ruolo dell’Eaap nel contesto della ricerca.

Può ricordare ai nostri lettori le principali attività che vedono impegnata l’Eaap?
La Eaap, che in Italia è spesso conosciuta come Fez - Federazione europea di zootecnia, da più di settanta anni è impegnata nello sviluppare e diffondere le scienze zootecniche in Europa. Per esempio dal 1° al 4 dicembre avrà luogo il Meeting annuale Eaap ( www.eaap.org ; https://www.facebook.com/EAAP.ORG ; https://meetings.eaap.org/2020-virtual-meeting/ ).

Di quali novità si discuterà nel campo degli animali da reddito?
Prevediamo di organizzare, durante il nostro convegno, almeno sessanta sessioni scientifiche sui temi più diversi e attuali della zootecnia. Riguardo alle novità, quest’anno, ma accade già da un po’, ci saranno importanti sessioni scientifiche relative alla misurazione e alla diminuzione dell’impatto ambientale della zootecnia.

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Andrea Rosati, segretario generale dell’European federation of animal science

Inoltre, altra novità degli ultimi anni è la maggiore attenzione all’automazione in stalla, la cosiddetta “Precision Livestock Farming”, di cui abbiamo creato da 5 anni il comitato scientifico con i migliori ricercatori europei del settore e che organizza 7-9 sessioni annue su questo argomento all’interno della riunione della Eaap. A proposito di altre novità, ci saranno sessioni sull’allevamento degli insetti da utilizzare come alimento per animali in produzione zootecnica. Non va dimenticato che in tutte le altre sezioni che si occupano di argomenti più tradizionali della zootecnia ci sono sempre gli aggiornamenti più recenti di questi settori.

L’Unione Europea ha finanziato diversi progetti nell’ambito dell’ambizioso programma Horizon 2020. Quale ruolo svolge l’Eaap in tutto questo?
L’Eaap è attore principale su Horizon 2020. Per la Eaap i progetti sono molto importanti perché consentono, con sostegno esterno, di poter svolgere nel miglior modo possibile uno dei nostri principali obiettivi, cioè la divulgazione scientifica e l’applicazione della ricerca in zootecnia. Siamo l’organismo che prende parte al numero più elevato di consorzi di ricerca nel settore della zootecnia, partecipando attualmente a ben nove progetti, sempre come responsabili della disseminazione e della struttura per la messa in pratica del progetto proposto. Questo ambito è molto sentito dall’Unione europea, infatti circa un terzo del punteggio con cui sono assegnati i progetti dipende dalla bontà della disseminazione e dei metodi di applicazione dei risultati della ricerca. Abbiamo, tra i nostri dipendenti, tre persone specializzate che si occupano esclusivamente della preparazione e dello svolgimento dei progetti di ricerca europea, oltre a molti consulenti che cooperano con noi da tempo sul funzionamento dei progetti. Recentemente c’è stata la consegna di progetti all’Unione europea per l’assegnazione degli ultimi fondi di Horizon 2020, e Eaap ha partecipato a ben sei consorzi. Dal prossimo anno ci sarà Horizon Europe, dove ci sarà ancora maggiore attenzione al tema dell’impatto ambientale e saremo ancora in prima linea per facilitare il network continentale di zootecnia nella disseminazione delle ricerche proposte.

Quali sono i progetti in corso ai quali l’Eaap contribuisce e che potranno fare la differenza nell’allevamento degli animali da reddito?
Come detto i progetti sono nove. Vale la pena dire che i progetti europei cercano nuove strade per problemi insoluti e che soprattutto permettono la cooperazione di almeno una decina di istituti europei in modo che la comunicazione e il lavorare insieme consenta una migliore efficienza. I temi principali sono dedicati al miglioramento dell’efficienza zootecnica attraverso la genetica e la tecnologia applicata. Altri temi sono la diminuzione dell’impatto ambientale, tema che nel prossimo programma quadro, l’Horizon Europe, sarà ancor più sostenuto. Siamo inoltre attivi nel progetto VetBioNet, che si occupa di strutture di salvaguardia sanitaria: i partner di VetBioNet sono più vicini al settore veterinario, però hanno considerato di chiedere all’Eaap di coordinare la disseminazione perché l’impatto nella zootecnia è importante.

Il mondo della ricerca è abbastanza attento alle esigenze pratiche ed economiche dell’allevatore?
Oggi più di una volta. Una volta la ricerca era dettata dal “sentire” dei ricercatori, che in questa libertà di scelta a volte avevano una buona percezione delle esigenze pratiche e economiche dell’allevatore, altre volte no. Da tempo ormai non si fa ricerca senza fondi e senza legislazioni adeguate. I fondi e le leggi sono forniti dall’industria e dai decisori politici. Oggi quindi i temi della ricerca sono dettati dall’industria e dagli amministratori della cosa pubblica. L’industria è ovviamente legata alla vendita di prodotti agli allevatori, quindi, anche se con un passaggio aggiuntivo, e a volte distorsivo, gli allevatori danno le loro esigenze al mondo della ricerca.

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Una piattaforma automatica per pesare gli ovini all’Instituto nacional de investigación agropecuaria, in Uruguay, uno dei 27 partner del progetto Smarter (da www.smarterproject.eu )

Per quanto riguarda gli amministratori pubblici, questi sono influenzati più dal comune sentire dei cittadini piuttosto che dalle vere esigenze reddituali e degli allevatori e spesso poco influenzati dalla verità scientifica, per cui questo è il settore su cui ci si dovrà impegnare di più.
Fin qui i commenti di Rosati. Ed ecco invece, sempre grazie alle informazioni da lui stesso trasmesse all’Informatore Zootecnico, i dettagli dei nove progetti di ricerca cui partecipa l’Eaap.

1) Bovreg: alla scoperta del genoma bovino

Il progetto BovReg (Identification of functionally active genomic features relevant to phenotypic diversity and plasticity in cattle – www.bovreg.eu ) è uno dei 9 progetti finanziati nell’ambito del programma Ue Horizon 2020 e ai quali partecipa attivamente l’Eaap. BovReg è iniziato nel settembre 2019, è coordinato dal Leibniz Institute For Farm Animal Biology (Germania) e coinvolge istituti di ricerca, università ed associazioni internazionali (tra cui l’Eaap) disseminati in Europa, l’Università di Alberta (Canada) e un Dipartimento di agricoltura in Australia.
L’obiettivo del progetto è creare un database del genoma funzionale bovino e validare i metodi tecnologici standardizzati di analisi. BovReg si focalizza su tre elementi chiave del fenotipo: efficienza biologica (conversione alimentare, emissione di gas serra), suscettibilità alle malattie (mastite) e robustezza (fertilità) dei bovini da carne e da latte.
Fra gli obiettivi specifici vi è quello di approfondire lo studio dei tratti del genoma legati ai cambiamenti climatici ed allo stress metabolico a trasmissione inter e trans-generazionale della linea paterna. Le aspettative sono di riuscire a selezionare in futuro capi più adattabili al clima, resistenti allo stress, efficienti e a basso impatto ambientale, preservandone la biodiversità e di fornire agli allevatori strumenti di analisi e diagnosi affidabili e dal costo ragionevole.

2) Ppilow: allevamento bio di suini e pollame

Il programma Horizon 2020 ha destinato circa 10 milioni di euro al progetto Ue Ppilow, Allevamento biologico all’aperto di suini e pollame nel nome del benessere animale e del basso impatto (Poultry and pig low-input and organic production systems’ welfare, 2019-2024).
Sotto il coordinamento dell’Inra francese collaborano 23 partner europei suddivisi in istituti di ricerca, università, associazioni scientifiche (come l’Eaap), associazioni di allevatori e di consumatori e altre realtà per un approccio partecipativo esteso.
Scopo del progetto è di creare strumenti di autovalutazione del benessere in collaborazione con gli utenti finali e strategie e tecniche di allevamento innovative per migliorare il benessere animale e umano, affidandosi a solide basi scientifiche.

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Mangiatoia tecnologica per l’analisi del consumo alimentare di bovini da carne, fotografata presso lo Sruc - Beef and sheep research centre in Scozia. Questo centro ricerche è uno dei partner del progetto SmartCow (da www.smartcow.eu ))

I quattro obiettivi principali sono: evitare la castrazione dei suinetti (identificando genotipi che permettano di allevare maschi interi senza impatti indesiderati su comportamento e qualità delle carni), evitare il taglio del becco nel pollame (trovando alternative di arricchimento ambientale che possano limitare la plumofagia), studiare due strategie per evitare l’eliminazione dei pulcini maschi (selezionando capi a duplice attitudine con efficienza produttiva sia per la carne che per le uova e individuando un metodo non invasivo di sessaggio “in ovo”), proporre strategie di allevamento e management per favorire comportamenti positivi e migliorare salute e robustezza in entrambe le specie.
Le soluzioni più promettenti verranno testate in azienda, ne verrà esaminato l’impatto economico, sociale ed ambientale, saranno creati modelli di business per promuovere i prodotti di alta qualità ottenuti con il management sperimentale e saranno promossi strumenti di divulgazione per favorire la rapida adozione delle proposte ritenute vincenti.
Il sito del progetto è www.ppilow.eu.

3) Gene-Switch, sul genoma dei suini e del pollame

Il progetto Gene-Switch (The regulatory genome of swine and chicken: functional annotation during development, 2019-2023), anch’esso parte del programma Ue Horizon 2020, vuole indagare sulle dinamiche (“switches”) del genoma funzionale attraverso lo studio di embrioni di pollo e feti di suino e di quei tessuti animali che hanno una grande rilevanza per una produzione sostenibile.
Verranno anche studiati gli effetti che la dieta materna (e il suo contenuto di fibre) può avere sull’epigenoma fetale suino e sulla persistenza dopo lo svezzamento. Lo scopo è di elaborare e validare modelli genomici predittivi sulla base di nuove informazioni funzionali, per migliorare i programmi di selezione basati su genotipo e fenotipo.
Il progetto coinvolge 11 partner europei, principalmente laboratori, istituti di ricerca, università e l’Eaap. A luglio 2020 si è svolto il primo Meeting del progetto. Il sito web è www.gene-switch.eu.

4) Smarter, sul genoma di pecore e capre

Il progetto Smarter (Small ruminants breeding for efficiency and resilience), giunto a metà del suo corso, è stato finanziato con il programma Ue Horizon 2020 per studiare il genoma di ovini e caprini. Al progetto, coordinato dall’Inra, aderiscono 27 partner, incluse associazioni di produttori, industrie casearie e naturalmente enti di ricerca e università di Europa, Canada, Sudamerica e Cina.
Il progetto punta a generare e validare nuovi tratti genomici correlati alla efficienza e resilienza a livello fenotipico e genetico di pecore e capre, a migliorare e sviluppare nuove soluzioni e strumenti basati sul genoma delle popolazioni di piccoli ruminanti, a stabilire nuove strategie di selezione e riproduzione adeguate alle varie razze e ai diversi ambienti.
Un sunto dei primi risultati ottenuti dal progetto e delle prime implicazioni pratiche utili agli utenti finali è consultabile al sito ufficiale: www.smarterproject.eu/public-deliverables/.

5) Smartcow, network europeo per la ricerca sui bovini da carne e da latte

Nel 2022 si avranno i risultati definitivi del progetto Ue “SmartCow - an integrated infrastructure for increased research capability and innovation in the European cattle sector”.
Uno degli scopi è di mettere in rete le principali infrastrutture di ricerca su suolo europeo (un totale di 18 sedi) per facilitare le attività di scambio, studio e sperimentazione dedicati all’allevamento bovino. Il network così creato consente di armonizzare e standardizzare le procedure di ricerca (parametri di misurazione, stabulazione, sperimentazione, raccolta e analisi dei dati) riunite su una piattaforma virtuale.

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La copertina di una recente pubblicazione realizzata nell’ambito del progetto GenTore (www.gentore.eu)

Il risultato atteso è di sviluppare nuove metodiche di allevamento per un uso efficiente ed etico delle risorse animali ed alimentari, promuovendo al contempo il benessere e la salute e assicurando alle aziende zootecniche una “competitività sostenibile”.
Le metodiche condivise saranno utilizzate soprattutto per lo studio dell’efficienza alimentare e delle emissioni di gas e deiezioni, per ottimizzare la raccolta di dati forniti dai sensori applicati sui bovini, utilizzare gli animali delle sperimentazioni conoscendone le caratteristiche genetiche e le capacità fenotipiche.
Sul sito ufficiale www.smartcow.eu è possibile consultare tutto il materiale pratico finora elaborato, tra cui manuali operativi, linee-guida, report, video e webinar gratuiti destinati anche ai singoli allevatori.

6) GenTore, gestire i bovini attraverso la genomica

Il progetto GenTore (Genomic management tools to optimize resilience and efficiency) è chiamato in cinque anni a sviluppare strumenti innovativi di selezione e management dei bovini da latte e da carne basati sulla genomica.
Frutto della collaborazione di 21 partner suddivisi tra istituti di ricerca e istituzioni non accademiche, il progetto GenTore individuerà degli indicatori oggettivi di resilienza ed efficienza (R&E) nei bovini allevati.
Grazie ad essi gli allevatori saranno in grado di ottimizzare i programmi di selezione degli animali migliori in relazione a specifici sistemi di produzione, valutare la risposta animale ai cambiamenti climatici, sviluppare un indice manageriale che permetterà di adeguare attivamente R&E ai loro sistemi di allevamento. La fenotipizzazione di precisione è un’attività centrale del progetto.
Materiale e risultati sono disponibili sul sito web www.gentore.eu e sulla piattaforma appositamente dedicata.

7) Vetbionet, contro le malattie infettive

Il progetto VetBioNet (Veterinary Biocontained facility Network for excellence in animal infectious disease research and experimentation) ha lo scopo di migliorare la risposta della Comunità europea alle sfide poste dalla lotta alle malattie infettive degli animali presenti in allevamento.
Le azioni previste dal progetto sono di creare un network stabile di strutture Bsl3 (laboratori e stabulari), organizzazioni internazionali e partner industriali, promuovere lo scambio e l’utilizzo condiviso di strutture/strumenti all’avanguardia mediante i Tna (Transnational Access) tra paesi europei e non, assicurare la condivisione e l’armonizzazione di tecniche, protocolli e standard tra gli enti coinvolti, migliorare e coordinare la rapidità e la capacità di intervento in caso di malattia emergente-riemergente, promuovere la formazione delle nuove generazioni di veterinari su argomenti complessi quali la biosicurezza, la bioetica e la sperimentazione animale.
I 28 partner di progetto appartengono ad Europa, Australia e Kenia. Sul sito internet di questo progetto, www.vetbionet.eu/ , reperibile ampio materiale informativo e il calendario degli eventi in programma.

8) Res4Live, allevamenti a zero emissioni

L’obiettivo strategico del progetto Res4Live (Energy smart livestock farming towards zero fossil fuel consumption) è quello di sviluppare e portare sul mercato soluzioni integrate, basate sulle risorse energetiche rinnovabili (Res), al fine di ottenere allevamenti che non prevedano l’utilizzo di combustibili fossili.
A tal fine, Res4Live adatterà e testerà le promettenti tecnologie nell’allevamento di bestiame ad alta intensità energetica, come ad esempio avviene per l’allevamento di suini, vacche da latte e pollame. Verranno proposti progetti ad elevata efficienza energetica, realizzati in 4 aziende agricole pilota e valutati dal punto di vista tecnico, economico, ambientale e sociale. L’obiettivo generale è dunque quello di fornire tecnologie avanzate ed economiche al settore zootecnico che garantiscano la sostenibilità delle operazioni degli allevamenti e il comfort degli animali per una maggiore produttività, con un impatto minimo sui cambiamenti climatici.
Il progetto, coordinato dall’Università di agraria di Atene, prevede la partecipazione di 18 partner europei provenienti sia dal mondo accademico che da quello industriale e ha avuto ufficialmente inizio il 1° ottobre 2020.

9) Techcare, per il benessere dei piccoli ruminanti

TechCare (Integrating innovative technologies along the value chain to improve small ruminant welfare management) è un progetto multisettoriale che mira a sviluppare modelli di business attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative. L’obiettivo è quello di salvaguardare il benessere all’interno dei sistemi di produzione dei piccoli ruminanti dell’Ue e di consentire agli stakeholders di scegliere prodotti rispettosi del benessere degli animali.
Il progetto sarà coordinato dallo Scotland’s Rural College e coinvolgerà in totale 19 partner provenienti da Europa e Israele.

Eaap, per lo sviluppo della ricerca zootecnica - Ultima modifica: 2020-11-30T09:18:04+01:00 da Lucia Berti

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