Solvay: più produttività col bicarbonato Bicar®Z

bicar®Z
A dimostrarlo è una prova condotta da Solvay in collaborazione con l’Università Cattolica di Piacenza in una stalla di 1.200 bovine da latte localizzata in provincia di Brescia

Il bicarbonato di sodio Solvay, Bicar®Z, è il tampone maggiormente utilizzato nelle diete delle vacche da latte. La prova di campo, realizzata in collaborazione con l’Università Cattolica di Piacenza, ha fornito interessanti evidenze relative ai  benefici dell’utilizzo di un dosaggio di Bicar®Z pari a 300 g/capo/giorno nelle vacche fresche, in termini di miglioramento delle performance dell’allevamento, e con una significativa ottimizzazione dell’investimento.

I dettagli della prova

L’obiettivo della prova era l’analisi degli effetti dell’incremento di dosaggio giornaliero di Bicar®Z nelle vacche da 150 g/capo a 300 g/capo. Con questo dosaggio, che è stato ulteriormente alzato nel periodo più caldo, si è osservato:

- produzione di latte individuale;

- campioni di latte prodotto, raccolti ogni 20 giorni, per analizzarne la qualità (grasso, proteine, lattosio, urea);

- fecondazione e gravidanze;

- campioni di sangue (profilo metabolico, - parametri epatici e infiammatori);

- campioni di urine (pH e minerali);

- campioni di feci (pH e acidi grassi volatili);

- valutazione degli eventi di salute individuale (attraverso il libro di stalla).

La prova si è svolta nel periodo marzo - agosto 2015, in una stalla di 1.200 capi (di cui 800 in lattazione) localizzata in provincia di Brescia. Sono stati coinvolti 2 gruppi di animali: 65 pluripare del gruppo controllo (150 g/capo/giorno) e 84 pluripare del gruppo trattato (300 g/capo/giorno).

La razione utilizzata durante la prova è riportata in tabella 1.

Risultati

I risultati osservati nella prova sono stati molto positivi e hanno riguardato la produttività, lo stato sanitario e la fertilità. Per quanto riguarda le performance, l’ingestione media del gruppo trattato è stata superiore di 1,1 kg (figura 1). Come si evince dal grafico, all’aumentare della temperatura, è stata registrata una riduzione generale dell’ingestione, ma il gruppo trattato si è mantenuto costantemente più in alto nell’assunzione di alimento rispetto a quello di controllo.

Un risultato davvero interessante si è avuto con la produzione di latte individuale che, analizzata statisticamente con il modello di Wood, ha registrato un incremento di 1,6 kg/latte per animale nei 140 giorni monitorati (quindi 224 kg totali di latte in più; figura 2).

Ci sono stati poi effetti positivi su alcuni parametri epatici e un miglioramento generale dello stato sanitario.

Relativamente al parametro fertilità, le gravidanze osservate nel gruppo trattato sono state pari al 22% (con 84±29 days open), a fronte dell’11% nel gruppo di controllo (96±23 days open). Si assiste quindi a un incremento del tasso di gravidanza e alla conseguente riduzione dei giorni parto-concepimento.

Conclusioni

Un più alto dosaggio di Bicar®Z nella razione contribuisce positivamente, non solo nelle performance, ma anche nello stato di salute degli animali. Come evidenziato dalla prova, le vacche fresche trattate con una dose giornaliera di 300 g/capo hanno aumentato la produzione di latte, migliorato alcuni parametri epatici e incrementato l’indice di fertilità rispetto al gruppo controllo. Questo miglioramento si è potuto apprezzare ancora di più nel periodo più caldo della prova in cui, anche a livello di ingestione, si sono registrati risultati positivi.

 

L’articolo completo di box, grafici e tabelle è pubblicato su Informatore Zootecnico n. 18/2016

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