Ricetta veterinaria elettronica, ulteriore slittamento: 1° gennaio 2019

Superata anche la scadenza del primo dicembre 2018. La nuova modalità consentirà un monitoraggio dei farmaci veterinari utilizzati nel nostro Paese. E si arriverà alla tracciabilità dei consumi di medicinali e mangimi medicati. Sarà così possibile tenere sotto controllo le vendite e l'utilizzo dei farmaci negli allevamenti

Per l'introduzione della ricetta elettronica, il termine si sposta ulteriormente in avanti. La nuova scadenza che allevatori e veterinari devono segnarsi è (almeno a oggi) il 1° gennaio 2019. Stiamo parlando del passaggio dalla modalità tradizionale cartacea di elaborazione della ricetta veterinaria per gli allevamenti alla modalità elettronica. Cioè online: con un computer e via Internet.
A prevederlo è stata la legge 167 del 20 novembre 2017, stabilendo inizialmente il termine per il primo gennaio 2018. Un termine probabilmente irrealistico per un cambiamento così sostanziale e tecnologicamente impegnativo, e così, già a fine 2017, la data è stata spostata al primo settembre 2018. Arrivata però l'estate si è constatata da più parti, a iniziare dalle associazioni dei veterinari italiani, una scarsa preparazione del sistema nel suo complesso. E dunque si è sottolineata la necessità di un ulteriore slittamento dei termini.
Un compito di cui si è incaricato il governo, attraverso il tradizionale decreto "Milleproroghe". Precisamente si tratta del decreto-legge numero 91 del 25 luglio 2018 che nella formulazione uscita dal Consiglio dei ministri portava il termine per l'introduzione della formula online della ricetta veterinaria al primo dicembre di quest'anno.
Secondo le informazioni diffuse da Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani), il Governo – con la relazione tecnica trasmessa al Parlamento – motivava la proroga con l'esigenza di perfezionare il decreto ministeriale attuativo, che conterrà il modello di ricetta elettronica e le sue specifiche tecniche. Come indica la relazione del Governo, la prescrizione elettronica veterinaria "rappresenta una rivoluzione normativa" il cui decreto attuativo "ha richiesto un'istruttoria complessa" e contatti con il ministero dell'Economia e delle finanze. "Ciò ha avuto delle ripercussioni sui tempi di adozione del decreto - si spiega - considerato anche che dovrà essere sottoposto al parere della Conferenza Stato-Regioni".
Ma tutto ciò non è bastato. Almeno ai senatori della Repubblica che, nel corso dei lavori di conversione in legge del "Milleproroghe", hanno emendato il testo posticipando ancora più là i tempi e fissando dunque per il primo gennaio 2019 il nuovo termine al quale scatterà l'obbligo di formulazione elettronica, e non più cartacea, della ricetta veterinaria per gli animali da allevamento.
Mentre scriviamo, è in corso la discussione del decreto alla Camera, ma su questo punto difficilmente si attendono altre modificazioni. Probabilmente la conversione avverrà a ridosso di fine settembre.
Perché l’addio alla carta
Il passaggio delle prescrizioni dei farmaci veterinari da cartacee a elettroniche è stato voluto dal legislatore non solo in ossequio a una generalizzata digitalizzazione delle attività economiche ma soprattutto perché la nuova modalità consentirà l'effettivo monitoraggio dei farmaci veterinari utilizzati nel nostro Paese. Con la ricetta elettronica si arriverà di fatto alla tracciabilità dei consumi di medicinali e mangimi medicati (anch'essi coinvolti nella riforma).
Sarà così possibile tenere sotto controllo le vendite e l'utilizzo dei farmaci negli allevamenti italiani. Con diversi effetti importanti, tra cui spicca la lotta all'antibiotico resistenza: la ricetta elettronica, sfruttando la Rete, permetterà l'archiviazione dei dati di qualità, quantità e utilizzo dei farmaci veterinari in una banca dati del ministero della Salute, dalla quale potranno essere estrapolate informazioni utili alla sostenibilità del sistema.

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