Roberto Nocentini è il nuovo presidente Aia

Lo ha eletto il 27 luglio a Roma il comitato direttivo dell’Associazione italiana allevatori

Roberto Nocentini, 59 anni, allevatore di bovini di razza Limousine nel Mugello, è il nuovo presidente dell’Aia, Associazione italiana allevatori, dopo aver ricevuto il testimone da Pietro Salcuni. Obiettivo dichiarato rilanciare il Sistema allevatori, con un forte impulso verso le nuove tecnologie: “Vogliamo che l’allevatore – ha detto - sia sempre più al centro dell’attività di Aia e ci impegneremo a mettergli a disposizione tutti gli strumenti per crescere e produrre reddito in un’ottica di sostenibilità. Perché solo in questo modo potremo essere sempre più vicini al consumatore, aumentando parallelamente l’efficienza delle nostre stalle e valorizzando le distintività del nostro allevamento, che produce latte, formaggi e carni unici al mondo”.

Lo affiancheranno alla guida dell’Associazione il vicepresidente Maurizio Garlappi, i membri di giunta Germano Pè, Stefano Sanna e Vinicio Savone, insieme al comitato direttivo formato da Laura Cenni, Roberto Chialva, Roberto Chizzoni, Andrea Cristini, Francesco D’Ausilio,  Floriano De Franceschi, Palmino Ferramosca, Daniel Gasser, Pietro Laterza,  Luca Marcora,  Franco Moras,  Luca Panichi, Sergio Pompa, Ettore Prandini.

“Aia deve giocare un ruolo centrale all’interno del Sistema allevatori – ha aggiunto Nocentini -  perché le sfide che abbiamo davanti richiedono uno stretto coordinamento con le associazioni nazionali e con il territorio. Ci troviamo ad operare in un mondo che viaggia sempre più rapido - conclude Nocentini - e che ha bisogno di interlocutori preparati e altrettanto rapidi nel cogliere queste istanze. Si@lleva, la piattaforma informatica che Aia ha messo a punto, capace di trasformare i controlli funzionali in un mezzo efficace di gestione aziendale è un potente strumento a disposizione di tutti gli allevatori, ma non basta. Dobbiamo parallelamente intensificare i rapporti con le Istituzioni, sia a livello ministeriale che regionale, coinvolgendole e cercando di lavorare insieme per il bene di un settore che svolge un ruolo essenziale per l’agroalimentare italiano”.

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