Bmti, arretra il prezzo del latte spot, stabili i listini dei formaggi duri Dop

L’andamento dei prezzi rilevati dalla Bmti sulla base dei dati delle Camere di Commercio e e Borse merci nella settimana che va dal 22 al 26 aprile 2024

prezzi
Ancora in discesa le quotazioni dei suini del circuito tutelato
Nuove rilevazioni per la Bmti (Borsa merci telematica italiana) nella settimana che val 22 al 26 aprile 2024 in base ai prezzi dei prodotti zootecnici rilevati dalle Camere di Commercio e Borse Merci: ancora tendono al ribasso i listini del latte spot nazionale accusando, sulla piazza di Milano un calo di 12,50 euro/t  che li porta a 427,50 euro/t. Su base annua la variazione resta marginalmente positiva.  In calo anche la piazza di Verona con i prezzi che arretrano sui 435 euro/t, 10 euro/t in meno rispetto alla settimana precedente.

In calo anche il latte di importazione, sia francese che tedesco, con il differenziale di prezzo a favore del latte spot nazionale che sale a 20 euro/t dai 13 euro/t della settimana precedente. Lieve ritocco al ribasso anche per il latte biologico quotato sulla piazza di Milano mentre resta stabile il prodotto quotato a Verona.

Burro/crema di latte

Dopo gli aumenti della settimana precedente secondo la Bmti, domina l’invariato nel comparto del burro. Nel dettaglio, il burro pastorizzato quotato a Milano resta fermo sui 4,03 euro/kg a fronte di un rincaro annuo del +43%. Stabile anche il burro pastorizzato quotato a Mantova, valorizzato 4,10 euro/kg. Assenza di variazioni anche per lo zangolato. In controtendenza, i listini della crema di latte che frenano sui 2,74 euro/kg contro i 2,80 euro/kg della settimana precedente. Anche a livello continentale spicca il segno “meno”: in ribasso sia il burro di centrifuga di Kempten (-2,3%) sia il Verse Boter nel mercato olandese (-2,1%).

Grana Padano

Settimana senza sussulti anche per i listini del Grana Padano. In particolare, in base alle elaborazioni della Bmti lo stagionato 9 mesi quotato sulla piazza di Milano resta ancorato ai 9,43 euro/kg, in aumento del +5% su base annua. Non si rilevano variazioni anche per le piazze di Verona, Cremona e Mantova.

Per quanto riguarda i formaggi monitorati dalla Commissione Europea, perdono terreno l’Edam (-1,1%) e l’Emmental (-2%). Aumentano i prezzi del Gouda (+2,8%) mentre il Cheddar manifesta una sostanziale stabilità (-0,3%).

Parmigiano Reggiano

Come indica la Bmti la settimana è stata contrassegnata dall'assenza di quotazioni dei listini del Parmigiano Reggiano presso la piazza di Parma in occasione della festa del 25 Aprile.

Relativamente alle altre piazze gli stagionati 12 mesi e 24 mesi quotati a Milano confermano i valori della settimana precedente, rispettivamente 10,68 euro/kg e 12,45 euro/kg.

Stesso andamento per le piazze di Mantova e Modena mentre si registra un lieve apprezzamento per le stagionature più brevi quotate a Reggio Emilia.

Su base annua, il divario si conferma positivo ad eccezione delle stagionature più lunghe quotate sulla piazza di Reggio Emilia.

Pecorino Romano

Dopo il rincaro della settimana precedente torna la stabilità per i listini del Pecorino Romano. In particolare, il prodotto quotato sulla piazza di Milano si mantiene sui 12,25 euro/kg. Il ritardo rispetto allo scorso anno si conferma a -12,8%.

Bovino da macello

Si rileva una sostanziale stabilità anche per il comparto dei bovini. Tra i principali capi, i prezzi dei vitelloni Charolaise confermano i 3,68 euro/kg a Mantova e 3,75 euro/kg a Modena.

Invariato che si riscontra anche per gli incroci nazionali e la razza Limousine. In calo, invece, i listini dei vitelli a carne bianca, valutati 5,92 euro/kg presso la piazza lombarda e 6,10 euro/kg su quella emiliana. Il confronto anno su anno si mantiene positivo per i bovini e negativo per i vitelli a carne bianca.

Suini

Nel comparto dei suini trova conferma l’inversione di tendenza registrata nelle due settimane precedenti.  In particolare, il prezzo medio della categoria 160-176 kg quotata alla Cun di settore scende ulteriormente, raggiungendo i 2,044 euro/kg, in calo di 2,4 centesimi rispetto al prezzo medio formulato la scorsa seduta. Più marcato il calo per il circuito non-DOP che vede il divario a favore dei DOP salire a 0,227 euro/kg (categoria 160-176 kg).

A pesare sul ribasso la domanda poco vivace, complice anche la situazione meteorologica non favorevole prevista per la festività del primo maggio, fattore che verosimilmente non agevola il consumo di carne destinata alla griglia. Sul fronte estero prevale l’invariato.

Tengono i listini dei tagli suini freschi da macelleria

Il calo del prezzo dei suini non si è, tuttavia, trasmesso al comparto dei tagli suini freschi da macelleria per i quali, al contrario, si registrano rincari di 10 centesimi.  Il lombo Bologna e il lombo Padova si portano così sui 4,40 euro/kg e 4,90 euro/kg, rispettivamente. Il busto con coppa tocca i 4,80 euro/kg e la coppa fresca con osso i 5,15 euro/kg.

Si registrano cali invece per le cosce Dop, con il taglio pesante che scivola sotto i 6 euro/kg. Ribassi che sono stati riscontrati anche per le cosce smarchiate con il taglio 12 kg che perde 6 centesimi rispetto alla scorsa seduta. Tra gli altri tagli si segnala un deprezzamento per la spalla fresca disossata e il trito mentre avanza la coppa fresca refilata.

Bmti, arretra il prezzo del latte spot, stabili i listini dei formaggi duri Dop - Ultima modifica: 2024-04-30T17:06:50+02:00 da Francesca Baccino

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