Federazione Provinciale Allevatori: assemblea annuale dei soci

Sede Federazione Provinciale Allevatori
L’assemblea annuale che si è svolta a Trento è stata l'occasione per i soci di incontrare e confrontarsi con i vertici, esaminare ed esprimere il proprio voto ai risultati di un anno di attività

Durante l’assemblea annuale dei soci della Federazione Provinciale Allevatori del Trentino è stato fatto il punto sui problemi della categoria e sulle prospettive future.
Il primo dato che balza agli occhi è quello relativo agli aumentati costi di produzione nel 2023, nell’ordine del 30% sul 2020, dovuti principalmente alla crisi innescata dall’invasione dell’Ucraina, che hanno determinato uno scenario preoccupante negli allevamenti trentini. L'incremento è  compensato solo in parte dall’aumento dei prezzi di latte e formaggi al consumo . Essi sono infatti calati di ben 42 unità passando da 680 del 2021 ai 638 del 2023. Nell’arco di cinque anni il numero degli allevamenti è sceso di ben cento unità, passando da 740 del 2018, ai 638, anche il numero di vacche è passato dalle 20 mila unità a poco più di 18 mila con un calo netto del 10%.

Sono questi alcuni dei dati contenuti nelle relazioni del presidente della Federazione Provinciale Allevatori di Trento Giacomo Broch e del direttore Massimo Gentili.

Da sinistra il presidente Broch e il direttore Gentili

Negli interventi dei soci presenti molto numerosi sono apparsi accenti molto critici su diversi aspetti della politica agricola sia locale che europea, i giovani ci sono ma hanno bisogno di adeguati sostegni, hanno affermato in coro tutti gli intervenuti.
Il valore della produzione è stato di 17 milioni e l’utile di 90.000.
Fra le molte altre problematiche sollevate da Broch il ritardo nei pagamenti previsti dalla Pac che rappresenta “il giusto riconoscimento del nostro lavoro”.
"In tempi di margini risicati è urgente risolvere il problema, ci vuole più coraggio", ha esclamato Broch. Questo vale anche per il grave problema dei grandi carnivori che rappresenta una particolare criticità in questo momento dell’avvio della stagione della monticazione dei bovini e degli ovi-caprini in malga. “Serve intervenire con forza e tempestività”. E ancora l’Europa deve avere il coraggio di mettere un limite tra le stalle e l’industria zootecnica, che è un’altra cosa molto lontana dai nostri allevamenti di montagna con una media di 29 capi per stalla.
L’onorevole Herbert Dorfmann ha difeso la Pac anche se è migliorabile, ha centrato alcuni obiettivi come la redistribuzione dei fondi dalle grandi alle piccole aziende.
Sui grandi carnivori “la questione va gestita abbassando il livello di tutela del lupo per riuscire ad avere maggior campo di azione”. Per l’eccesso burocratico abbiamo approvato una norma per la semplificazione allo scadere del parlamento.
L’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli ha ricordato come la Provincia è impegnata su più fronti sia a Roma che a Bruxelles, per cercare di dare risposte alle situazioni di criticità denunciate. Ma è impegnata con Trentino Marketing anche nella valorizzazione dei prodotti lattiero caseari. Per i giovani la nostra attenzione è forte sia d’accordo sul fatto che vanno sostenuti maggiormente per dare un futuro al settore. “Senza zootecnia non si fa turismo ha esclamato l’assessore alla Cooperazione Mario Tonina.
La commercializzazione del bestiame ha subito una forte decelerazione sia per i vitelli “bailotti” che per i capi da macello. Preoccupazione per gli animali da vita che hanno raggiunto i valori massimi dall’avvento dell’euro, ha ricordato i direttore Gentili. Questo ha messo in difficoltà gli allevatori che hanno necessità di acquistare capi da rimonta.
Ottima l’attività del Centro di fecondazione artificiale Alpenseme che, nel corso del 2023, ha prodotto oltre 570.000 fiale di materiale seminale confezionato, confermandosi così tra i principali centri di produzione a livello nazionale. Operativo dal 1948 assieme alla Federazione Allevatori dell’Alto Adige risulta essere il centro con la più lunga esperienza a livello italiano. Le dosi prodotte nel centro di Toss, in Valle di Non, ha ricordato il direttore Gentili, sono distribuite in Italia ma anche nei Paesi europei e non solo, nell’ultimo decennio si sono raggiunti ben 37 Paesi al di fuori dell’Unione europea.
Buona la performance del punto vendita delle carni e degli altri prodotti agricoli trentini, che è cresciuta poco meno del 9%, così come il numero di clienti. Positiva anche l’attività di fornitura di carne bovina alla Gdo, sia essa privata come il gruppo Poli che cooperativa come il Sait.

Federazione Provinciale Allevatori: assemblea annuale dei soci - Ultima modifica: 2024-05-07T22:22:06+02:00 da Laura Della Giovampaola

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