L’influenza aviaria sta correndo anche in Lombardia

Dopo il focolaio di aviaria scoperto a Brescia l’assessore all’agricoltura lombardo Rolfi ha fatto il punto sull’aviaria in un incontro sul territorio

Consumi carne avicola
Negli ultimi due anni Regione Lombardia ha stanziato 2 milioni per finanziare misure di controllo e prevenzione dell'aviaria.

Non si ferma l’influenza aviaria in Italia (vedi qui). La maggior parte dei focolai di virus ad alta patogenicità erano inizialmente concentrati in Veneto per animali selvatici e allevamenti rurali e di recente sono stati rilevati in numerosi allevamenti industriali di pollame domestico, soprattutto tacchini anche in Lombardia. I focolai sono stati rilevati anche negli allevamenti avicoli industriali in provincia di Brescia, Mantova e Cremona.

A Brescia positivo al virus dell’aviaria un allevamento di 14.500 tacchini

Dopo che Regione Lombardia aveva segnalato alla  fine di novembre 2021 la presenza di un focolaio di virus influenza H5N1 in un allevamento in provincia di Brescia di circa 14.500 tacchini, il ministero della Salute ha disposto l’abbattimento dei capi, la zona di protezione di 3 km e quella di sorveglianza di 10 km intorno al focolaio coinvolgendo anche alcuni Comuni delle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova.

Come da normativa Ue il pollame e i volatili in cattività presenti negli allevamenti all’aperto devono essere detenuti al chiuso, sono vietate fiere, esposizioni, mostre e mercati di pollame e uccelli domestici. E’, inoltre scattato l’obbligo, per chiunque detenga volatili, di segnalare al distretto veterinario competente i sospetti riferibili a influenza aviaria tra gli animali detenuti o la comparsa di sintomatologia clinica ed aumenti di mortalità.

Tutti i casi risultati positivi sono stati segnalati dal Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie che ha aggiornata la situazione al 9 dicembre scorso (HPAI-focolai). La maggior parte dei virus sono stati identificati come appartenenti al sottotipo H5N1.

Regione Lombardia sostiene l’avicoltura per prevenire e controllare le patologie

L'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Fabio Rolfi, ha fatto il punto sulla situazione epidemiologica incontrando, ieri,  le associazioni di categoria e i sindaci bresciani.

Regione Lombardia sta cercando di sostenere gli allevamenti di alcune province vocate per l’avicoltura che potrebbero essere alle prese con il virus dell’influenza aviaria (

). In questi due anni sono stati, infatti, stanziati 2 milioni di euro a 76 allevamenti avicoli per il controllo e la prevenzione della diffusione di patologie.

La diffusione dell’influenza aviaria ad alta patogenicità in Europa

 Le rilevazioni del Centro di referenza nazionale per l’influenza aviaria aggiornate al 14 dicembre 2021 indicanoin Europa nuove positività nei confronti dell’influenza aviaria ad alta patogenicità in volatili selvatici e nel pollame domestico in Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Svezia, Ucraina, Bosnia Erzegovina, Ungheria, Norvegia, Francia, Romania, Belgio, Bulgaria, Croazia, Slovacchia, Svizzera, Austria, Lussemburgo, Portogallo, Irlanda del Nord e Grecia.

L’influenza aviaria sta correndo anche in Lombardia - Ultima modifica: 2021-12-14T17:43:16+01:00 da Francesca Baccino

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