Dazi Usa sospesi 5 anni, bene per l’Italian dairy

I commenti e le ricostruzioni di Giovanni Guarneri, Paolo Zanetti, Nicola Bertinelli, Luigi Scordamaglia, Ettore Prandini, Massimiliano Giansanti, Dino Scanavino

 

Il mondo delle produzioni animali, e in particolare il lattiero caseario made in Italy, festeggia l’accordo tra Unione europea e Stati Uniti annunciato il 15 giugno a Bruxelles, che sospende per cinque anni l’applicazione dei dazi aggiuntivi bilaterali, con l’impegno a raggiungere una soluzione definitiva al lungo contenzioso sugli aiuti pubblici ai gruppi Airbus e Boeing.
Dall’ottobre 2019, a seguito di una pronuncia del Wto, gli Stati Uniti avevano applicato un dazio aggiuntivo, pari al 25% del valore, su una lista di prodotti agroalimentari importati dalla Ue. Rientravano nella lista molti prodotti agroalimentari made in Italy, tra cui alcuni formaggi, salumi, agrumi, succhi e liquori in arrivo dall’Italia per un valore di circa 500 milioni di euro.
Nella foto Ursula von der Leyen e Joe Biden al termine del summit Ue-Usa di Bruxelles.

ALLEANZA COOPERATIVE

La notizia della sospensione dei dazi Usa suscita grande soddisfazione nel settore italiano del dairy, tradizionalmente molto attivo nell’export.
Per esempio Alleanza cooperative, per bocca del coordinatore del settore lattiero-caseario Giovanni Guarneri, sottolinea: “Nel primo trimestre del 2021 le vendite negli Usa dei formaggi italiani avevano registrato un brutto -19%, con un calo di 8 milioni di euro rispetto ai primi tre mesi del 2020. Ora le progressive riaperture e infine l’accordo del 15 giugno tra la Commissione Ue e il presidente americano Joe Biden fanno ben sperare sulle sorti delle nostre esportazioni negli Stati Uniti già entro l’anno”.
La sospensione definitiva dei dazi, spiega Guarneri, “è una notizia che tutto il settore lattiero caseario italiano accoglie con grande entusiasmo. Va fatto un plauso all’importante lavoro svolto dalla Commissione europea in questi anni per aver raggiunto un obiettivo che sgrava il nostro export negli Stati Uniti di circa 60 milioni di euro di dazi aggiuntivi. L’auspicio è che con questo accordo si apra una nuova stagione dei rapporti commerciali con gli Stati Uniti, che sono il nostro primo mercato extra-Ue e rappresentano uno sbocco essenziale per alcune filiere lattiero casearie”.
Il 2020 si era chiuso con un calo a doppia cifra per il nostro export in Usa e una perdita di 70 milioni di euro di fatturato per le nostre aziende che esportano oltreoceano. Gli Stati Uniti sono un mercato che vale il 10% delle nostre esportazioni mondiali e che, per alcune filiere come quella del Pecorino Romano arrivano ad assorbire anche il 40% della produzione nazionale.
“Anche nel corso del 2021 il nostro export oltreoceano stava soffrendo l’applicazione dei dazi aggiuntivi su quasi tutti i nostri formaggi e i pesanti contraccolpi dovuti alle chiusure del canale horeca causate dalla pandemia”, conclude Guarneri.

ASSOLATTE

Ma anche altri organismi del lattiero caseario tricolore sorridono. Tra questi Assolatte, che in un comunicato dichiara: "Ottime notizie dall'ultima riunione tra Commissione europea e l'amministrazione Biden. Dopo aver sospeso per quattro mesi i dazi addizionali per il contenzioso Airbus/Boeing, oggi le parti hanno fatto un altro importantissimo passo avanti: l'azzeramento dei super-dazi per i formaggi per i prossimi 5 anni".
Aggiunge il presidente di Assolatte Paolo Zanetti: "Accogliamo con grandissima soddisfazione questo annuncio. sono stati mesi davvero difficili per le nostre aziende, mesi durante i quali, oltre a gestire l'emergenza covid, abbiamo lavorato senza sosta e a tutti i livelli per sbloccare una situazione davvero paradossale. la misura tariffaria, infatti, non danneggiava soltanto noi, ma colpiva anche le tante imprese americane che hanno investito per specializzarsi nel vero made in italy".
Gli Stati Uniti, spiega Assolatte, sono il terzo mercato per i formaggi italiani, con potenzialità di crescita importanti: nel 2019, prima delle tariffe trumpiane, le imprese casearie italiane avevamo aumentato le vendite del 20%, per un controvalore di 340 milioni di euro. Ma tutto è cambiato nel 2020: con gli aumenti dei noli marittimi, il cambio sfavorevole e, per l'appunto, i super-dazi aggiuntivi, l'anno si è chiuso decisamente in negativo: -17% il volume, -19% il valore.
"Sebbene il primo bimestre 2021 abbia fatto registrare un -35% in volume - ha aggiunto Zanetti - da marzo con la prima sospensione delle misure daziarie le nostre esportazioni verso gli Usa hanno ricominciato a correre, con un +39% che ci fa essere molto ottimisti per il prossimo futuro”.
L’azzeramento dei dazi addizionali per un periodo più lungo consentirà, poi, conclude la nota di Assolatte, “la programmazione delle spedizioni verso gli Usa. Assolatte e tutto il settore si augurano inoltre che arrivino presto le risorse promesse dal ministro degli esteri Luigi Di Maio e dal sottosegretario Manlio Di Stefano per una campagna straordinaria per la promozione in Usa dei formaggi italiani più colpiti".

PARMIGIANO REGGIANO

Un altro protagonista del settore lattiero caseario italiano, Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, commenta così la decisione di prolungare di altri cinque anni la tregua sui dazi incrociati tra Usa e Unione europea: “Siamo estremamente soddisfatti del nuovo accordo che sancisce l’eliminazione dei dazi aggiuntivi che hanno colpito le esportazioni di Parmigiano Reggiano a partire dal 18 ottobre 2019. Già dopo poche settimane dal suo ingresso alla Casa Bianca, Joe Biden ha sospeso i dazi sull’agroalimentare europeo, ripristinando condizioni di mercato corrette ed eliminando quella che è stata una ritorsione di Trump contro l’Europa per concedere ai produttori di latte e formaggio americani una posizione di vantaggio”.
Ora, conclude Bertinelli, “accogliamo con soddisfazione questa decisione che permetterà al Parmigiano Reggiano di sfruttare appieno le potenzialità del mercato americano: abbiamo chiuso il 2020 con un aumento dell’export a volume pari al + 1,9% e gli Usa sono balzati al primo posto dei nostri mercati esteri con oltre 11 milioni di tonnellate importate ogni anno. L’eliminazione dei dazi ci consente di affrontare il secondo semestre 2021 con rinnovato entusiasmo in un mercato dalle grandi potenzialità di crescita”.

FILIERA ITALIA

"Una tregua che vale 500 milioni di euro per il made in Italy", ha detto Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, commentando lo stop di 5 anni ai dazi aggiuntivi statunitensi siglato dall'Unione europea con gli Usa. Un nuovo corso che libera le nostre grandi eccellenze - grana padano, gorgonzola, asiago, fontina, provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi, cordiali e liquori come amari e limoncello - da una scure che pesava per il 25% del loro valore”.
Una notizia che fa tirare un sospiro di sollievo a tutto il settore agroalimentare che vede negli Usa il primo mercato extra Ue e il secondo sbocco mondiale dietro alla Germania, continua Scordamaglia. “Un rapporto di scambi che vale 5 miliardi di euro, ma che all'inizio dell'anno aveva perso 2 punti percentuale, anche a causa delle misure imposte nell'ottobre del 2019 da Trump. Ci auguriamo che lo stop ai balzelli daziari dia una nuova spinta propulsiva ai nostri prodotti e rappresenti il primo anticorpo al fenomeno dell'Italian sounding, che ancora oggi vale solo in Usa vale più di 20 miliardi di euro”, ha concluso Scordamaglia.

COLDIRETTI

Anche Coldiretti sottolinea come l’accordo Ue-Usa sui dazi salvi mezzo miliardo di euro di Made in Italy agroalimentare. In riferimento all’annuncio del presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sull’accordo con il presidente Usa Joe Biden per la fine della disputa relativa alle controversie Airbus-Boeing per i prossimi cinque anni usa queste parole: “Dall’accordo dell’Unione Europea con gli Usa del nuovo presidente Joe Biden arriva lo stop definitivo ai dazi aggiuntivi statunitensi che hanno colpito le esportazioni agroalimentari Made in Italy per un valore di circa mezzo miliardo di euro su prodotti come Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi, cordiali e liquori come amari e limoncello”.
L’intesa tra Usa e Ue, ricostruisce Coldiretti, arriva a poco più di tre mesi dalla sospensione temporanea della tariffa aggiuntiva del 25% su una lunga lista di prodotti importati dall’Italia e dall’Unione Europea entrata in vigore il 18 ottobre 2019 per iniziativa di Donald Trump. Una misura alla quale ha fatto successivamente seguito una escalation che ha portato  all’entrata in vigore il 10 novembre 2019 di tariffe aggiuntive della Ue sui prodotti Usa pari al 15% per gli aerei che arrivavano al 25% su ketchup, formaggio cheddar, noccioline, cotone e patate insieme a trattori, consolle e video giochi alla quale gli Stati Uniti hanno replicato colpendo l’importazione di parti di produzione di aeromobili provenienti da Francia e Germania, i vini, il cognac e brandy francesi e tedeschi, che sono inseriti nell’elenco dei prodotti tassati a partire dal 12 gennaio 2021.
“Con il presidente Usa Biden è importante l’avvio di un dialogo costruttivo per tornare a crescere insieme in un momento drammatico per gli effetti della pandemia” spiega il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. Che aggiunge: “Gli Stati Uniti rappresentano nell’agroalimentare Made in Italy il primo mercato di sbocco fuori dai confini comunitari, per un valore record di 4,9 miliardi in cibi e bevande nel 2020, ma in calo del 2% nel primo trimestre del 2021 secondo elaborazioni su dati Istat”.

CONFAGRICOLTURA

“Un’ottima notizia e uno stimolo aggiuntivo alla ripresa economica e per il miglioramento delle esportazioni agroalimentari. Gli Stati Uniti sono il primo mercato di sbocco fuori dalla Ue per il Made in Italy di settore”. È il commento del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, all’accordo tra Unione europea e Stati Uniti annunciato a Bruxelles, che sospende per cinque anni l’applicazione dei dazi aggiuntivi bilaterali varati, con l’impegno a raggiungere una soluzione definitiva al lungo contenzioso sugli aiuti pubblici ai gruppi Airbus e Boeing.
Dall’ottobre 2019, spiega Confagricoltura, a seguito di una pronuncia dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), gli Stati Uniti hanno applicato un dazio aggiuntivo, pari al 25% del valore, su una lista di prodotti agroalimentari importati dalla Ue. Rientrano nella lista alcuni formaggi (tra cui Parmigiano Reggiano e Grana Padano), salumi, agrumi, succhi e liquori in arrivo dall’Italia per un valore di circa 500 milioni di euro.
“Con l’intesa raggiunta a Bruxelles sono state poste le basi per mettere fine alla stagione dei dazi e delle misure di ritorsione, come metodo di soluzione delle dispute commerciali” - sottolinea Giansanti - La ripresa del dialogo tra Ue e Stati Uniti consente anche di puntare sul rilancio del sistema multilaterale di gestione degli scambi commerciali a livello globale, aprendo così nuove opportunità di crescita per le nostre esportazioni agroalimentari. Già quest’anno è possibile tagliare il traguardo storico di 50 miliardi di euro di vendite sui mercati internazionali”.
Assieme alle conseguenze economiche della pandemia, aggiunge Confagricoltura, i dazi hanno determinato una sensibile riduzione delle esportazioni europee sul mercato Usa. Sulla base dei dati diffusi dalla Commissione europea, lo scorso anno la riduzione è stata di circa 400 milioni di euro sul 2019. E la contrazione è proseguita anche nei primi due mesi dell’anno corrente, per un ammontare di 287 milioni.

CIA - AGRICOLTORI ITALIANI

Con lo stop di cinque anni ai dazi tra Ue e Stati Uniti, si inaugura finalmente una nuova stagione di collaborazione tra le due potenze, prima di tutto sul fronte commerciale, che va verso l’obiettivo auspicato di sostenere e rilanciare le esportazioni, in particolare quelle agroalimentari, che già combattono con gli effetti della pandemia. Così Cia-Agricoltori Italiani commenta l’accordo raggiunto al vertice Ue-Usa di oggi a Bruxelles, alla presenza del presidente americano Joe Biden, che mette un punto alla lunga guerra di ritorsioni tariffarie per la questione Airbus-Boeing.
“L’agroalimentare Made in Italy è un settore particolarmente sensibile agli scambi commerciali, con un export che vale 46 miliardi di euro nell’ultimo anno - spiega il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino -. E proprio gli Stati Uniti rappresentano un mercato assolutamente strategico per le esportazioni di cibo e bevande tricolori, con un valore complessivo vicino ai 5 miliardi. Per questo, siamo soddisfatti di questo ritorno al dialogo e al multilateralismo, attraverso decisioni condivise, per sorpassare definitivamente l’incubo dazi doganali e ampliare, invece, le opportunità di creare ricchezza attraverso l’export, prima di tutto quello agricolo e alimentare che ci riguarda più da vicino”.
Ancora di più in questa fase storica, segnata dal Covid e anche dalla Brexit, “è urgente favorire accordi commerciali multilaterali e bilaterali tra Paesi. Trattative - aggiunge Scanavino - che possano trasformare il valore riconosciuto dal consumatore finale in valore economico per le imprese agricole e che includano, sempre e in modo inequivocabile, il rispetto del principio di reciprocità delle regole commerciali”.

 

 

Dazi Usa sospesi 5 anni, bene per l’Italian dairy - Ultima modifica: 2021-06-17T21:48:00+02:00 da Giorgio Setti

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