Prezzi prodotti zootecnici: stabilità per il Parmigiano in chiusura d’anno

prezzi prodotti zootecnici
I dati di riferimento per i prodotti lattiero-caseari e bovini rilevati dalle Camere di commercio ed elaborati da Borsa merci telematica italiana (Bmti) relativi alla settimana 26-30 dicembre 2022

I prezzi dei prodotti zootecnici rilevati dalle Commissioni delle Camere di commercio e delle Borse merci, in chiusura di dicembre, non hanno mostrato particolari variazioni per il Parmigiano Reggiano e i vitelloni da macello. Le rilevazioni degli altri prodotti abitualmente monitorati sono state sospese a causa delle festività.

Latte

Assenza di rilevazioni per i prezzi del latte spot sulle principali piazze di scambio in virtù delle festività di fine anno. Nonostante ciò, la tendenza ribassista delle ultime settimane appare solida. I ribassi sono stati alimentati dai miglioramenti del contesto produttivo europeo che negli ultimi mesi hanno contribuito ad allentare le tensioni sugli approvvigionamenti e ad ampliare la disponibilità di prodotto nel continente.

Secondo gli ultimi dati Eurostat, Germania (+2,3%), Francia (+1,3%) e Olanda (+4,8%), i primi tre produttori continentali di latte con una quota aggregata che sfiora il 50% della raccolta europea, registrano ad ottobre incrementi produttivi rispetto ai quantitativi raccolti ad ottobre 2021, dando seguito ai miglioramenti riscontrati già a settembre.

Il 2022 si chiude, dunque, con un contesto produttivo in netto miglioramento dopo le pesanti contrazioni della prima parte dell’anno che hanno contributo ad alimentare i rincari record della materia prima. La produzione tedesca, in particolare, è risultata nel primo semestre tra le più in sofferenza, trainando la contrazione anche a livello europeo.

Materie grasse

Assenza di rilevazioni in chiusura d’anno nel comparto delle materie grasse, con buona parte delle rilevazioni continentali sospese per le festività, ad eccezione del burro olandese che nella settimana 26–30 dicembre continua a perdere terreno (-1% su base settimanale), arrivando a tredici settimane consecutive con segno “meno”.

A livello nazionale il mese di dicembre si è confermato particolarmente debole per i prezzi all’ingrosso del burro con un calo percentuale rispetto ai prezzi medi di novembre che supera il -11%. Negli ultimi dieci anni dicembre è il mese ad aver registrato in media i maggiori ribassi per il burro.

La prolungata fase ribassista che ha attraversato l’intero quarto trimestre è dettata, da un lato, dalla discesa dei costi di produzione rispetto ai picchi estivi, con particolare riguardo ai costi energetici. Dall’altro lato è stata influenzata dai robusti miglioramenti produttivi che hanno interessato i principali produttori europei, Germania in testa.

Le quotazioni del burro, pur in netto calo rispetto ai picchi della parte centrale dell’anno, si mantengono comunque su livelli elevati, superiori sulla piazza di Milano di oltre il 50% rispetto alla media degli ultimi cinque anni relativa al mese di dicembre (+54%).

Grana Padano

Ultima settimana di dicembre senza rilevazioni per i listini all’ingrosso del Grana Padano, con quotazioni sospese su tutte le principali piazze di scambio. La tendenza di fondo resta comunque caratterizzata da un contesto di stabilità, con i prezzi che a dicembre si sono mantenuti pressoché invariati rispetto ai valori di fine novembre. Seppur in equilibrio il mercato si mantiene su livelli di prezzo che rappresentano i massimi storici per il formaggio Dop.

A livello continentale si confermano in chiusura d’anno i segnali di debolezza per i principali prodotti monitorati dalla Commissione europea, con il segno “meno” che interessa i formaggi olandesi (Edamer e Gouda), il Cheddar e l’Emmentaler.

Parmigiano Reggiano

Ancora stabili in chiusura di 2022 i prezzi all’ingrosso del Parmigiano Reggiano. A Parma le quotazioni si mantengono invariate per tutte le stagionature, con lo stagionato 12 mesi fermo sui 10,73 €/kg e lo stagionato 24 mesi sui 12,70 €/kg. Il listino chiude l’anno con una variazione media tendenziale del +2,4%, con gli incrementi più consistenti che si sono registrati tra marzo e maggio. Sostanzialmente piatto l’andamento nel secondo semestre.

Ultima settimana di dicembre all’insegna della stabilità anche per il listino di Modena, mentre restano sospese le rilevazioni sulle altre piazze di scambio monitorate.

Pecorino Romano

Si chiude un anno da record per i listini all’ingrosso del Pecorino Romano che nel corso del 2022 hanno continuato a ritoccare al rialzo i massimi storici fino a superare nell’ultima parte dell’anno la soglia dei 13 €/kg per lo stagionato 5 mesi quotato a Milano. Sebbene gli incrementi abbiano iniziato a manifestarsi già a partire dal quarto trimestre del 2020, i rialzi più consistenti si sono verificati con lo scoppio del conflitto russo-ucraino, fattore alla base dell’impennata dei costi di produzione propri del settore caseario.

Rispetto ai livelli dell’ultima settimana di febbraio le quotazioni in chiusura di dicembre risultano superiori del +37%, con una progressione a ritmo pressoché costante nell’intervallo considerato.

Bovini vivi

Prosegue l’equilibrio nel mercato dei bovini da macello, con le quotazioni che chiudono il mese di dicembre sostanzialmente invariate rispetto ai livelli di fine novembre. Nel comparto dei vitelloni da macello, gli incroci nazionali si confermano a Modena sopra i 3,11 €/kg (peso vivo), con la stabilità che interessa tutte le razze principali. Timidi rialzi rispetto alla rilevazione precedente per il listino di Cuneo, con aumenti nell’ordine del +1% per tutte le razze.

Equilibrio anche per le quotazioni dei vitelli a carne bianca che si mantengono ai massimi su tutte le principali piazze di scambio.

Leggi le schede sui prezzi dei prodotti zootecnici

Prezzi prodotti zootecnici: stabilità per il Parmigiano in chiusura d’anno - Ultima modifica: 2023-01-03T22:30:09+01:00 da Alice Martini

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