Frisona, in mostra lo standard di razza

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L’ingresso al Meeting nazionale della razza Frisona tenutosi il 19 maggio scorso all’allevamento della cooperativa Cila a San Giovanni di Novellara (Re). L’evento è stato organizzato da Anafi, Progeo, Agafi e Cila, col patrocinio del Comune di Novellara
Meeting nazionale della razza a Novellara (Re). Per le vacche giovani, individuate quelle con i migliori apparati mammari, arti e piedi e conformazione generale. Per le vacche adulte, evidenziate quelle più complete, soprattutto nella funzionalità e forza da latte, ovvero nella capacità nel produrre, conservando le caratteristiche morfologiche che avevano da giovani

«Progeo e Cila, due cooperative agricole che appartengono di diritto al tessuto emiliano, ciascuna ai vertici del settore che le è proprio. Cila si colloca fra i primi cinque allevamenti bovini per importanza produttiva in Italia, nonché al primo posto nel comprensorio del Parmigiano Reggiano. Progeo, con il suo 30% del mercato nel bacino del re dei formaggi, si conferma leader nazionale nel settore mangimistico per le bovine da latte». Così Marco Pirani, presidente di Progeo, ha definito le due realtà che sono state protagoniste del Meeting nazionale di razza Frisona organizzato il 19 maggio all’allevamento Cila a San Giovanni di Novellara (Re).
Organizzata da Progeo, Cila, Anafi, Agafi (Attività giovanile allevatori Frisona italiana), col patrocinio del Comune di Novellara, la manifestazione ha visto al centro le soluzioni tecniche innovative messe in atto dalla cooperativa Cila a servizio del proprio allevamento di bovine da latte.

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Cila, cooperativa intercomunale lavoratori agricoli, gestisce tre stalle con oltre 3mila capi bovini, di cui 1.500 in lattazione.

La giornata dimostrativa si è dunque tenuta a Corte Nuova di Novellara, una delle sedi della Cila, dove sono ubicati un allevamento di bovine, lo spaccio aziendale e gli uffici. In mattinata si sono svolte le visite alle stalle, all’impianto di cogenerazione energetica di biogas e al caseificio San Giovanni della Fossa, dove avviene la lavorazione del latte per la produzione di Parmigiano Reggiano.
Nella stessa mattinata, l’intervento del direttore dell’Istituto di ricerca nord europeo NorFor Institute, Jens Ole Christiansen, ha fatto luce sul tema “La miglior alimentazione per il benessere della bovina da latte alla base di una sana ed efficiente produttività” (un report su questa relazione uscirà sul prossimo numero dell’Informatore Zootecnico).
Nel pomeriggio era programmata la valutazione di una ventina di animali provenienti dalla stessa stalla della Cila con le migliori caratteristiche morfologiche. La valutazione era volta ad aggiornare la squadra di giudici (12) e degli esperti di razza (circa 300) appartenenti all’associazione di razza Anafi.

La valutazione delle bovine di Cila a cura di Anafi

Il meeting è stato dunque l’occasione per un aggiornamento professionale dei 12 giudici appartenenti ad Anafi e per l’esercitazione dei circa 300 esperti di razza facenti parte dell’Associazione. È stata la stessa Anafi a scegliere le bovine tra tutte quelle dell’allevamento Cila: nei giorni antecedenti all’evento, i giovani dell’Agafi le hanno preparate in modo che fossero pronte per sfilare nel ring e per essere giudicate.
Come ha riferito Corrado Zilocchi, coordinatore dei giudici e degli esperti di Anafi, «abbiamo scelto gli animali con caratteristiche che ben rappresentano lo standard di razza. Questo significa, per le vacche giovani, individuare quelle con i migliori apparati mammari, arti e piedi e conformazione generale; e per le vacche adulte, selezionare quelle più complete, soprattutto nella funzionalità e forza da latte ovvero nella capacità nel produrre, conservando le caratteristiche morfologiche che avevano da giovani e che hanno mantenuto nonostante il numero di parti. Allo scopo abbiamo diviso le categorie in primipare (vacche giovani) e pluripare (vacche adulte). Tra le primipare, una in particolare è stata indicata per la sua completezza da tutti i giudici come prima della sua categoria (Cila Fever Odette), mentre tra le vacche adulte è stata una terzipara a presentare tutte le caratteristiche necessarie per essere decretata Campionessa della manifestazione (CIla Faceoff Aurora)».

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La categoria della primipare alla valutazione di Anafi.

Ha precisato Zilocchi: «Non si è trattato ovviamente di una vera e propria mostra, quanto piuttosto di un’esercitazione in cui gli esperti di razza, con applicazione delle direttive, esprimevano le proprie scelte motivandole al microfono e in cui i giudici decretavano la graduatoria ufficiale spiegandone le ragioni dal punto di vista tecnico. Oltre alla campionessa delle vacche adulte, a catturare l’attenzione è stata anche una bella Frisona rossa (Cila Ralstorm Stefania Red) figlia del riproduttore italiano All. Gaspari Ralstorm, con alle spalle cinque parti e ottime caratteristiche di longevità in un allevamento di mille vacche».
Alla giornata sono intervenuti anche Graziano Salsi, vicepresidente di Progeo, Maurizio Garlappi, presidente di Anafi, Guglielmo Garagnani, vicepresidente del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano e Simona Caselli, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna.

La cooperativa agricola Cila

La sigla Cila sta per “cooperativa intercomunale di lavoratori agricoli” ed è caratterizzata dal fatto che l’80% dei dipendenti (siano essi impiegati, operai o tecnici) sono soci. Ad oggi conta oltre 3mila capi bovini, di cui 1.500 in lattazione in tre allevamenti siti tra Novellara e Gualtieri, in provincia di Reggio Emilia, e sta progettando di realizzare una nuova stalla che conterrà le circa 1.500 manze dell’allevamento.
Come ha spiegato il presidente della cooperativa, Giorgio Catellani, «il primo nucleo aziendale si è costituito agli inizi del ‘900 nella Bassa Reggiana e negli anni si è sviluppato sempre di più, fino a raggiungere le attuali dimensioni. Oggi, così come quando l’azienda nacque come “cooperativa braccianti agricoli”, il nostro impegno è rivolto all’innovazione e al rispetto delle regole per il bene degli animali e delle persone».
Maurizio Sassi, responsabile del comparto zootecnico di Cila, ha aggiunto: «nel 2017 abbiamo conferito 138mila quintali di latte. Pur essendo soci insieme ad un’altra dozzina di conferenti, il nostro latte è il 70% del prodotto lavorato in caseificio. La latteria produce ad oggi un centinaio di forme al giorno, ma sono in corso investimenti per incrementare la capacità produttiva».
Gli addetti che si occupano del settore bovino sono in totale 25. Sono inclusi nel numero anche i cinque tecnici che gestiscono l’allevamento, tra cui lo stesso Sassi e Mirco Magnanini, corresponsabile che gestisce l’allevamento di Santa Vittoria.
Per promuovere il benessere animale, l’azienda si è dotata di una trituratrice che sminuzza la paglia da utilizzare sia in cuccetta che in lettiera. «Il vantaggio è doppio», ha sottolineato Sassi. «Prima di tutto, si consuma una minore quantità di paglia, dal momento che quella macinata offre un maggiore substrato per l’assorbimento del liquame. In seconda istanza, la paglia arriva all’impianto di biogas già sminuzzata, aumentandone l’efficacia e la resa. Non ultimo, le bovine restano più asciutte quindi stanno meglio e rimangono più in salute».

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Nel 2017 Cila ha conferito 138mila quintali di latte alla Latteria San Giovanni della Fossa a Novellara (Re), di cui la cooperativa è socia. Il latte della Cila costituisce il 70% del prodotto lavorato in caseificio.

L’azienda si estende su una superficie di circa 1.000 ettari di terreni tra proprietà e affitto: 630 ettari sono coltivati a foraggere, 103 sono dedicati a grano da seme e 265 ettari a mais. Quest’ultimo viene utilizzato interamente per alimentare l’impianto di biogas da 1 megawatt che l’azienda ha fatto entrare in funzione nel 2012. All’anno l’impianto, che vende tutta la sua energia al Gse dell’Enel, produce 7 milioni e mezzo kWh.
Cila alleva anche 12mila suini all’anno destinati alla produzione di prosciutto di Parma Dop. Gli animali sono distribuiti in tre allevamenti da circa 2mila maiali ciascuno. Due di questi allevamenti, Corte Nuova (che ospita anche gli uffici dell’azienda) e Perugina, si trovano a Novellara, a circa un chilometro di distanza l’uno dall’altro. Il terzo allevamento è ubicato invece a Novi, in provincia di Modena.

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