In Veneto, dove sono presenti 316 focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità ed è la regione italiana più colpita dal virus ( se ne registrano 477 a livello nazionale), partirà, da aprile di quest'anno, un imponente piano di vaccinazione.
«Il Veneto sarà la prima regione italiana ad avviare la vaccinazione contro l’influenza aviaria. È una scelta strategica, fondata su dati scientifici solidi e su un’esperienza maturata sul campo in anni difficili, che segna un passaggio fondamentale nella prevenzione di una delle emergenze sanitarie più impattanti per il nostro sistema agroalimentare e sanitario. La vaccinazione però deve andare di pari passo con il rafforzamento delle misure di biosicurezza, con una gestione attenta della densità degli allevamenti, con la programmazione degli accasamenti, i fermi produttivi programmati e il disincentivo alla creazione di nuovi allevamenti in aree già fortemente congestionate. Solo così gli sforzi per la campagna vaccinale avranno effettivamente successo».

Lo ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura del Veneto Dario Bond, intervenendo a Fieragricola Verona alla presentazione del nuovo piano vaccinale per il controllo del virus presso lo spazio di Copagri, alla presenza del commissario straordinario per l’emergenza Hpai, Giovanni Filippini, della direttrice dell’Iszve (Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, Antonia Ricci, del presidente nazionale di Copagri, Tommaso Battista, e del Veneto, Carlo Giulietti.
Un progetto nazionale di vaccinazione che coinvolge Lombardia e Emilia-Romagna
La campagna prenderà avvio a partire da aprile, con l’obiettivo di garantire la protezione completa degli animali entro il prossimo autunno. Il Veneto sarà capofila di un progetto nazionale che coinvolgerà anche Lombardia ed Emilia-Romagna, ma la prima inoculazione avverrà proprio sul territorio veneto.
In Veneto la vaccinazione si focalizzerà nel veronese
Qui il piano interesserà 136 allevamenti di tacchini da carne e 64 allevamenti di galline ovaiole, concentrati prevalentemente nell’area della provincia di Verona, una delle zone a più alta densità avicola e maggiormente esposte al rischio.
Complessivamente saranno somministrate oltre 4 milioni di dosi ai tacchini e circa 10 milioni di dosi alle galline ovaiole, con richiamo. Sugli stessi allevamenti vaccinati sarà attivato ogni 30 giorni il piano di sorveglianza prescritto dall'Efsa.
Secondo l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, il vaccino si è dimostrato estremamente efficace ed è uno strumento essenziale per una regione come il Veneto, collocata lungo le principali rotte migratorie degli uccelli selvatici, principale veicolo di introduzione del virus.
Veneto la regione più colpita dall’influenza aviaria
Negli ultimi anni il Veneto è stato tra le regioni più colpite dall’influenza aviaria in Italia. Dal 2020 a oggi si sono registrati 316 focolai domestici, su un totale nazionale di 477, con un impatto particolarmente rilevante nelle province di Verona, Padova, Vicenza e Treviso.
Il peso economico dell’emergenza per il Veneto è stato enorme: tra danni diretti (abbattimenti degli animali) e danni indiretti (mancati introiti, blocchi produttivi e della filiera), la Regione ha indennizzato gli allevatori per quasi 240 milioni di euro nel quinquennio.
«Numeri che parlano da soli – ha sottolineato Bond – e che rendono evidente come la vaccinazione rappresenti non solo una misura sanitaria, ma anche uno strumento di tutela economica e sociale per migliaia di imprese».
Complessivamente, tra danni diretti e indiretti, nel quinquennio la Regione Veneto ha indennizzato gli allevatori per quasi 240 milioni di euro.
Focolai domestici in Veneto*
| Anno | Focolai in Veneto | Totale focolai Italia |
| 2020/2021 | 1 | 3 |
| 2021/2022 | 248 | 317 |
| 2022/2023 | 25 | 41 |
| 2023/2024 | 5 | 6 |
| 2024/2025 | 25 | 56 |
| 2025/2026 (in corso) | 12 | 54 |
| TOTALE | 316 | 477 |
* A questi vanno aggiunti gli uccelli selvatici su cui è stato rinvenuto il virus
Fonte: Regione Veneto
Danni diretti indennizzati agli allevatori*
| Anno | Ammontare complessivo |
| 2020 | / |
| 2021/2022 | 103.737.127,21 euro |
| 2023 | 10.028.691,06 euro |
| 2024 | 3.312.029,52 euro |
| 2025 (primo semestre) ** | 8.862.874,25 euro |
| TOTALE | 125.940.722,02 |
* Si tratta di danni da abbattimento degli avicoli ove sia riscontrato il virus. Sono stati indennizzati con risorse della Sanità regionale derivanti dal Fondo sanitario nazionale.
** secondo semestre in corso di liquidazione
Fonte: Regione Veneto
Danni indiretti indennizzati*
| Anno | N° beneficiari | Totale indennizzato |
| 2020 | 211 | 15.373.35,89 euro |
| 2023 | 1.338 | 28.006.687,28 euro |
| 2024 | 1.693 | 66.814.338,89 euro |
| 2024/2025 | 21 | 1.093.498,94 euro |
| TOTALE | 3.263 | 111.287.911 euro |
* Si tratta di danni da mancati introiti, blocco della filiera, maggiori costi, blocchi produttivi. Sono risorse comunitarie (Ocm) o aiuti di Stato. Avepa è competente alla liquidazione
Fonte: Regione Veneto
Oltre 2.500 allevamenti avicoli presenti in Veneto
Il Veneto conta 2.506 allevamenti avicoli, con oltre 48,6 milioni di capi presenti (al 31 dicembre 2025). In questo contesto, il piano vaccinale costituisce un tassello fondamentale, di pari passo con misure di biosicurezza sempre più stringenti e con una gestione attenta degli allevamenti.
«La nostra regione ancora una volta fa da apripista – ha concluso Bond – mettendo a sistema ricerca scientifica, sanità pubblica, mondo produttivo e istituzioni. L’obiettivo è chiaro: prevenire, proteggere e garantire stabilità a una filiera strategica per l’economia regionale e nazionale».










