L'Animal Health Law passa l’esame della Commissione europea, che, a dieci anni dalla sua adozione e a oltre cinque dall'entrata in vigore, suggerisce alcuni miglioramenti per renderla ancora più efficace.
La Direzione generale Salute (Dg Sante) ha, infatti, pubblicato la valutazione del regolamento Ue 429 del 2016 (vedi qui CELEX_02016R0429-20191214_IT_TXT) riconoscendone il ruolo determinante nel rafforzare la prevenzione e il controllo delle malattie animali, ma indicando al tempo stesso una serie di interventi indispensabili per renderlo ancora più efficiente.
La valutazione è stata pubblicata alla vigilia della conferenza di alto livello che si terrà a Bruxelles l'8 luglio per celebrare i dieci anni dell'Animal Health Law. L'incontro sarà aperto dal Commissario europeo per la Salute e il benessere degli animali, Olivér Várhelyi, e rappresenterà un momento di confronto sui risultati raggiunti dalla normativa e sulle prospettive future della politica europea in materia di sanità animale.
Il documento non rappresenta soltanto un bilancio dell'attuazione della normativa. Le conclusioni della Commissione anticipano infatti alcune delle linee guida che confluiranno nella futura Strategia europea per la zootecnia (qui), destinata a ridefinire in futuro le politiche comunitarie per il settore.
Dalla gestione delle emergenze alla cultura della prevenzione
Entrato pienamente in vigore il 21 aprile 2021, il regolamento Ue 429 del 2016 ha riunito in un unico quadro normativo ben 38 direttive europee, introducendo una disciplina organica per la prevenzione e il controllo delle malattie trasmissibili tra animali e di quelle che possono essere trasmesse all'uomo.
Secondo la Commissione il principale risultato raggiunto dal regolamento è il cambiamento di impostazione nella gestione della sanità animale. Se in passato il sistema interveniva prevalentemente per contenere le epidemie una volta manifestatesi, oggi l'attenzione è concentrata soprattutto sulla prevenzione, sulla biosicurezza aziendale, sulla sorveglianza epidemiologica e sulla responsabilizzazione di tutti gli operatori della filiera. Si tratta di un'evoluzione ritenuta strategica in un contesto in cui le emergenze sanitarie stanno diventando sempre più frequenti e complesse.
Influenza aviaria, peste suina e cambiamenti climatici
La valutazione della Commissione arriva infatti dopo anni segnati da importanti crisi sanitarie che hanno colpito gli allevamenti europei, dall'influenza aviaria ad alta patogenicità alla peste suina africana.
A queste emergenze si aggiungono fattori strutturali destinati ad aumentare il rischio di diffusione delle malattie: i cambiamenti climatici, l'intensificazione degli scambi commerciali internazionali, la crescente mobilità di persone e merci e le tensioni geopolitiche che interessano numerose aree del mondo.
Per Bruxelles, proprio questo scenario conferma la validità dell'impianto dell'Animal Health Law, costruito su un approccio integrato basato sulla valutazione del rischio e sulla prevenzione, elementi considerati essenziali per tutelare la salute animale, la salute pubblica e la competitività delle produzioni europee.
Le undici priorità indicate dalla Commissione europea
Pur esprimendo una valutazione complessivamente favorevole, la relazione individua undici priorità operative sulle quali concentrare gli sforzi nei prossimi anni con l'obiettivo di costruire un sistema europeo capace di reagire in modo più rapido e uniforme di fronte alle nuove minacce sanitarie.
Tra i principali interventi figurano regole più chiare sull'utilizzo dei vaccini, il rafforzamento dei piani di emergenza e la predisposizione di strumenti di sostegno economico e tecnico destinati agli allevatori chiamati ad applicare misure di biosicurezza sempre più rigorose.
La Commissione ritiene inoltre necessario rafforzare ulteriormente le azioni di prevenzione per limitare l'ingresso e la diffusione degli agenti infettivi negli allevamenti, intensificare il coordinamento tra le autorità veterinarie dei diversi Stati membri e migliorare la collaborazione con tutti i soggetti coinvolti nella filiera zootecnica.
Applicazione uniforme delle regole negli Stati membri
Secondo Bruxelles il quadro legislativo è solido, aggiornato e fondato sulle più recenti conoscenze scientifiche. Tuttavia, permangono differenze nell'attuazione pratica delle disposizioni nazionali che rischiano di creare livelli di protezione non omogenei tra gli Stati membri.
La Commissione sottolinea, quindi, la necessità di garantire una maggiore uniformità nell'applicazione delle regole, evitando che approcci differenti possano compromettere l'efficacia dell'intero sistema europeo di prevenzione e controllo delle malattie animali.
Più spazio alla vaccinazione e norme capaci di adattarsi alle nuove minacce
Tra gli strumenti che Bruxelles intende valorizzare vi è anche la vaccinazione, considerata una leva sempre più importante per la prevenzione delle principali malattie infettive. La Commissione ritiene opportuno favorirne un maggiore utilizzo quando supportato dalle evidenze scientifiche, integrandolo con le altre misure di biosicurezza previste dalla normativa.
Parallelamente viene indicata la necessità di rendere più flessibile il sistema europeo di classificazione delle malattie, affinché possa adattarsi con maggiore rapidità all'emergere di nuovi agenti patogeni e alle future evoluzioni del quadro epidemiologico.
Una normativa che sostiene anche competitività ed export
La relazione evidenzia come gli effetti dell'Animal Health Law vadano ben oltre la sola tutela sanitaria. Le malattie animali possono infatti provocare conseguenze molto pesanti per gli allevatori e le comunità rurali, incidendo sulla salute pubblica, sull'economia e sugli scambi commerciali internazionali.
Grazie all'introduzione di un sistema comune di prevenzione basato sul rischio, la normativa ha contribuito a ridurre questi impatti, rafforzando la credibilità sanitaria dell'Unione europea. Un elemento che, sottolinea la Commissione, rappresenta anche una delle ragioni per cui l'Ue continua a essere il maggiore esportatore mondiale di prodotti agricoli.
Le indicazioni confluiranno nella nuova Strategia europea per la zootecnia
Le conclusioni della valutazione sulla Animal health law non resteranno isolate. Bruxelles le utilizzerà infatti come base per la definizione della nuova Strategia europea per la zootecnia, con l'obiettivo di adeguare il sistema sanitario animale alle sfide dei prossimi anni.
Per il settore questo potrebbe tradursi nell'introduzione di nuove regole operative, in un rafforzamento delle attività di sorveglianza epidemiologica sul territorio, in maggiori investimenti nella prevenzione e nella biosicurezza e in strumenti di sostegno più strutturati per gli allevatori chiamati a sostenere gli oneri derivanti dall'adeguamento ai nuovi standard.








