Aral, Plinio Vanini è il nuovo presidente dell’associazione

Aral
Sostituisce Fortunato Trezzi alla guida dell’Associazione regionale allevatori della Lombardia. «Razionalizzeremo i costi, aumenteremo i servizi, offriremo trasparenza ai consumatori»

Plinio Vanini (nella foto) è stato eletto nuovo presidente dell’Aral, Associazione regionale allevatori della Lombardia. Questa elezione, spiegano all’associazione, «giunge al termine di un lungo e intenso percorso compiuto da Vanini alla guida di Apa Sondrio, a partire dal 2005.
Percorso che ha dimostrato come l’attaccamento al proprio territorio, alla tradizione ed alla passione dell’allevamento abbiano saputo aiutare a superare le riduzioni di trasferimenti dello Stato, oltretutto favorendo una crescita in termini numerici e qualitativi del sistema locale, nonché la sua efficienza e sostenibilità».
Nel raccoglierne il testimone, Vanini ha ringraziato il presidente uscente, Fortunato Trezzi, i suoi predecessori e l’intero staff di Ara Lombardia «per il grande lavoro svolto e per aver portato l’associazione lombarda ad essere un fiore all’occhiello per il comparto nazionale».
Ha affermato subito il nuovo presidente: «Lo sviluppo del laboratorio Aral e delle sue attività è un’area fondamentale. È il più importante del nostro Paese in termini di analisi del latte: giungono in media 20mila campioni da analizzare al giorno, per oltre 4 milioni di analisi all’anno. Ma più che la quantità è la qualità e la capacità di dare nuove risposte che ne fa una parte importate del nostro sistema, perché investe nella implementazione di nuove analisi finalizzate alla salubrità delle produzioni, al benessere animale ed alla riduzione dell’uso del farmaco».
A seguito della recente riorganizzazione del settore, in Aral confluiscono tutte le associazioni provinciali degli allevatori (Apa). Un assetto che garantisce continuità dei servizi sui territori, con l’obiettivo aumentarne l’efficienza. «Senza snaturare l’attività locale – spiega Vanini - la nuova strutturazione potrà permettere una razionalizzazione dei costi, lo sviluppo di maggiori sinergie e l’incremento delle potenzialità dei servizi. Un rilancio delle attività territoriali in modo più razionale e focalizzato, che passerà attraverso la costituzione all’interno di Aral di due settori di gestione specifici, uno per la montagna e uno per la pianura. Questo garantirà una specializzazione in grado di esaltare le peculiarità locali».

Verso il consumatore

Vanini anticipa che i prossimi impegni del suo mandato saranno rivolti a dare evidenza al pubblico dei plus espressi dalla filiera lombarda: «Incrementare il percorso di miglioramento del settore significa lavorare nel rispetto del consumatore, cui vogliamo offrire un prodotto al 100% trasparente ed al 100% sicuro: aspetti che possono permettere ai consumatori di fare una scelta consapevole e sicura nell’alimentazione».
La finalità del lavoro di Aral, continua, è totalmente rivolta al rispetto del consumatore finale, «rendendo ancor più evidente l’impegno profuso nel certificare la provenienza della materia prima. In questo occorre essere in grado di creare un valore aggiunto percepibile dei prodotti delle aziende lombarde associate, misurabile in termini di qualità, sicurezza e remunerazione».
Nel momento in cui in Italia «il 42% del latte destinato al consumo e alla produzione di derivati proviene dall’estero, e basta effettuarne la lavorazione sul suolo nazionale per creare prodotti etichettabili come Made in Italy, il nostro impegno vuole portare a evidenziare e premiare l’espressione di una filiera d’eccellenza interamente sviluppata sul territorio».

Dialogo con le istituzioni

La crescita del potenziale di Aral, conclude Vanini, «troverà un volano nella capacità di dialogare con le istituzion i, per trovare risposte comuni. Il rapporto con Regione Lombardia in primis sarà all’insegna della massima collaborazione e condivisione di obiettivi. Cercheremo di far sostenere, nella legiferazione e con l’auspicata individuazione di fondi, progetti volti all’innovazione del settore e la continua miglioria nel monitoraggio del benessere dei capi allevati e della sicurezza alimentare».

Cinquemila soci, 640mila controlli

Ara Lombardia riunisce circa 5mila soci, che rappresentano quasi il 90% della produzione lattiera lombarda. Attraverso il quotidiano lavoro di oltre 300 collaboratori fornisce servizi tesi al miglioramento degli allevamenti, dei capi allevati, della qualità delle produzioni e della loro certificazione.
Sono 640mila i controlli funzionali dedicati a capi bovini, caprini, bufalini. Un impegno che, insieme a Libri genealogici e Registri anagrafici, “ha restituito dati fondamentali per portare la quantità e la qualità delle produzioni a livelli di vera eccellenza”. Dagli anni Ottanta a oggi, le produzioni sono salite da 35 a oltre 90 quintali per vacca, con cellule somatiche e carica batterica ogni anno sempre più basse. (Fonte: Aral)

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