A Fieragricola torna il Dairy Show, la mostra bovina internazionale

mostra bovina
Anafibj presenta la prossima edizione della mostra bovina che si terrà il 5 e 6 febbraio alla Fieragricola di Verona. Relatori e allevatori raccontano novità, criteri di selezione e il valore del confronto in un appuntamento che unisce passione, competizione e attenzione al benessere animale

In un webinar organizzato in novembre da Anafibj e dall’Informatore Zootecnico è stata presentata in anteprima la nuova edizione della mostra bovina Dairy Show 2026, che si svolgerà alla Fieragricola di Verona il 5 e 6 febbraio 2026.
Il clima, fin dall’inizio, è stato quello della grande attesa per un evento che nel 2025 non si era svolto a causa delle restrizioni sanitarie: “Abbiamo dovuto annullare il Dairy Show 2025 per la Blue tongue, ma questo ci ha permesso di concentrare ancora più energie sull’edizione 2026”, ha premesso il direttore di Anafibj Martino Cassandro, uno dei relatori presenti al webinar.
Il webinar, che si è svolto il 18 novembre, era intitolato “Verso il Dairy Show 2026”. A questo evento hanno partecipato cinque relatori: il professor Martino Cassandro, direttore dell’Anafibj e docente dell’Università di Padova; Corrado Zilocchi, responsabile della valutazione morfologica e delle mostre; e tre allevatori vincitori delle edizioni precedenti del Dairy Show: Matteo Ussi, Guido Oitana e Davide Errera.

Cos’è il Dairy Show

Il professor Martino Cassandro è entrato subito nel dettaglio: “Il Dairy Show è uno dei due eventi fieristici principali organizzati dall’Anafibj. Il primo si è svolto a Montichiari nell’ambito della Fazi, con la mostra nazionale. Il prossimo, invece, si terrà a febbraio 2026 a Verona e sarà una mostra open. Mostra open significa che la partecipazione è aperta a tutti gli animali iscritti ai libri genealogici a livello europeo”.
E ha continuato: “A Montichiari era una mostra riservata agli animali iscritti al libro genealogico Anafibj. A Verona, invece, vedremo i migliori bovini da latte iscritti ai libri genealogici europei, con una predominanza ovviamente di soggetti Anafibj”.
Poi Cassandro ricorda il mancato evento 2025: “L’anno scorso non siamo riusciti a svolgere la mostra open a causa della Blue tongue. L’attesa per il 2026 è quindi ancora maggiore”.
Il direttore si è soffermato sulle quattro razze che saranno protagoniste: Holstein Black & White, Red Holstein, Brown Swiss (Bruna italiana) e Jersey.
“La vera novità di quest’anno – è intervenuto il secondo relatore, Corrado Zilocchi – è che al Dairy Show esordirà ufficialmente anche la Bruna, la Brown Swiss come viene chiamata a livello internazionale. Per noi resta la Bruna Italiana, naturalmente, e il riconoscimento del libro genealogico è arrivato in tempi record: in circa dieci mesi. Oggi abbiamo già più di 10.000 vacche iscritte, oltre a un numero analogo di manze. Siamo partiti con l’esordio alla Mostra Nazionale di Montichiari e ora proseguiamo questa esperienza anche al Dairy Show. Di fatto, alla Holstein, alla Red Holstein e alla Jersey si aggiunge ufficialmente anche la razza Bruna”.
“Abbiamo già ricevuto manifestazioni di interesse da diversi paesi: Spagna, Portogallo, Austria e Lussemburgo. C’è chiaramente la volontà, almeno da parte dei Paesi europei più vicini, di essere presenti e partecipare. La Francia invece non potrà esserci – ha continuato – perché ha chiuso le frontiere, sia in entrata sia in uscita, a causa del problema dell’Lsd, la dermatite nodulare contagiosa. Svizzera e Germania fanno più fatica a partecipare per un altro motivo: essendo Paesi indenni da IBR, gli animali se venissero al Dairy Show dovrebbero poi effettuare la quarantena al rientro. È evidente che per loro sarebbe troppo oneroso. Tuttavia, gli altri Paesi che ho citato hanno già chiesto informazioni e si stanno muovendo concretamente per poter essere al nostro Dairy Show”.
Cassandro ha ripreso la parola: “Nel padiglione 10 di Verona Fiere presenteremo circa 200 bovine di questi quattro genotipi. Il 5 febbraio toccherà alla Bruna e alla Jersey, il 6 alla Holstein Black e Red”.
Il professor Cassandro ha poi introdotto il giudice internazionale Brian Carscadden, canadese, conosciuto in tutto il mondo. “Ha giudicato al World Dairy Expo, al Royal Winter Fair, allo Swiss Expo e alla Dairy Week Holstein in Australia. È un giudice di grande esperienza e prestigio, e sarà presente a Verona per valutare gli animali della mostra open”.

Le categorie delle bovine e i criteri di selezione

È seguito l’intervento di Corrado Zilocchi, che è entrato nei dettagli tecnici.
La mostra è suddivisa in due sezioni principali: le manze/giovenche e le vacche in lattazione. Le manze partono dai sei mesi fino ai 24 mesi, divise in categorie ogni tre mesi. Così il giudice può confrontare soggetti di età simile”, ha spiegato Zilocchi.
Il giornalista ha chiesto: “Perché consideriamo le manze solo fino ai 24 mesi e non oltre?” “Perché le primipare che partoriscono tra i 23 e i 24 mesi, se ben alimentate, hanno una carriera produttiva più lunga e una maggiore produzione di latte in totale”, ha risposto Zilocchi.
È seguita la spiegazione sulle vacche adulte: primipare, secondipare junior e senior, vacche adulte fino a sei anni e oltre, fino alla categoria speciale di quelle con più di cinque parti.
Zilocchi ha parlato anche del codice etico e del benessere animale: ogni vacca viene sottoposta a controlli veterinari, ecografie mammarie e verifiche di idoneità al ring. Tutto serve a garantire correttezza e tutela per gli allevatori e gli animali.

Le voci degli allevatori

Il webinar ha dato spazio anche alle testimonianze dei tre allevatori che si sono distinti nelle ultime due edizioni del Dairy Show.
Matteo Ussi (Sabbiona Holstein). L’allevatore Ussi ha raccontato: “La mostra ti dà lo stimolo di andare a confrontarsi con i migliori, con tutti gli allevatori che vogliono gareggiare e mettersi in confronto con il resto degli allevatori, e dove riusciamo a far crescere i ragazzi che vengono con noi, per poi portarli insieme a creare un lavoro di squadra, dove alla fine noi portiamo in mostra i migliori animali, che è come un po’ una rappresentativa del nostro allevamento. Partecipare è un’esperienza estremamente positiva e stimolante, dove non si finisce mai di imparare; ad ogni fiera porto a casa qualcosa, mi confronto con gli altri e capisco se posso migliorare qualcosa nella gestione”.
"L’ultima volta – ha affermato - abbiamo portato circa 8-10 animali, adesso non ricordo esattamente, e abbiamo avuto il riconoscimento del primo espositore e della campionessa assoluta, che è Sabbiona Tiki, una vacca che oggi ha 97 punti. È la vacca vivente più punteggiata in Italia, è nata in Italia ed è la nostra punta dell’iceberg, il nostro orgoglio da allevatori appassionati di mostre”.
“Tiki è una bovina che adesso ha 7 parti. È arrivata a 11 anni e penso che il suo più grosso pregio sia essere un animale bilanciato, con un apparato mammario completo, che si presenta ancora notevolmente sopra il garretto, con attacchi forti. La selezione deve premiare questi animali che invecchiano: noi cerchiamo bovine che producono anno dopo anno, non animali primipare o secondipare che poi si fermano al terzo parto. L’obiettivo della selezione è produrre tanto latte in tanti parti. La longevità non è tutto subito: consiste nello spalmare queste grandi produzioni nel tempo”.

Guido Oitana (Fantasy Holstein). Guido Oitana è un altro allevatore: è risultato primo allevatore al Dairy Show 2023, oltre ad avere ottenuto anche la “riserva”, che potremmo definire una sorta di vicecampionessa del Dairy Show 2023.
L'allevatore ha spiegato: “La riserva sarebbe la seconda vacca scelta dal giudice, considerata la seconda più bella. Si chiama Fantasy d’Arsena. Nel 2023 era solo al secondo parto, ma nonostante questo è riuscita a essere competitiva fino alla fine, finché non ha trovato la Tiki. È stata campionessa delle vacche giovani, miglior mammella delle vacche giovani e poi campionessa di riserva assoluta. Ha partecipato a molte fiere: a livello regionale ha vinto le ultime due regionali, risultando campionessa assoluta in entrambe. Adesso è al quarto parto, ha 95 punti, è stata linearmente valutata quest’anno. Speriamo di poterla riportare anche al prossimo Dairy Show del 2026”.
Per me il Dairy Show è prima di tutto confronto – ha affermato Oitana –. Ti dà la possibilità di misurarti con gli altri e di coinvolgere i più giovani in azienda”.
Ha annunciato già l’impegno per il 2026: “L’obiettivo è portare 10 –12 animali. Ci stiamo lavorando”.

Davide Errera (Errera Holstein). Errera è il conduttore dell’azienda Errera Holstein. La bovina vincitrice al Dairy Show 2024 era una Holstein al quinto parto che ha ottenuto 95 punti. È una vacca con molta qualità, buoni caratteri da latte e costituita da un’ottima mammella. Queste sono state le motivazioni che l’hanno fatta preferire alle altre concorrenti che c’erano nell’ultima edizione.
All’edizione Dairy Show 2026 probabilmente Errera porterà dalle 4 alle 8 bovine, “perché - ha spiegato l’allevatore - bisogna verificare se gli animali rimangono in forma. Posso dire che molto probabilmente porteremo solo vacche e difficilmente manze. Potrebbero esserci una o due Jersey e dalle 6 alle 7 vacche Holstein”.
Il giornalista ha chiesto: “Qual è la motivazione che spinge un singolo allevatore, un imprenditore, o un tecnico privato a sobbarcarsi i costi della partecipazione a una fiera?
“Per me – ha risposto Errera - è una passione, una grandissima passione. Poi c’è la voglia di mettersi in gioco, di vedere i frutti della propria selezione, confrontarli con gli altri allevatori ed essere giudicati. A volte si portano animali con grandi aspettative: magari i miei occhi vedono un soggetto a posto ma il giudice può evidenziare qualche problematica oppure l’animale può non essersi comportato al meglio durante la settimana, non presentandosi al meglio". "
"Logicamente è una passione costosa, perché richiede molto tempo sia nella preparazione a casa, sia durante la settimana della fiera ma il ring è un momento di crescita professionale. C’è sempre qualcosa da imparare dal confronto”, ha concluso Errera.

Le caratteristiche delle diverse razze

“Quali sono le caratteristiche produttive, morfologiche e fisiologiche delle altre due razze che saranno presenti al Dairy Show, la Jersey e la Bruna? E quali differenze ci sono rispetto alla Holstein?" ha chiesto il giornalista.
Ha risposto Cassandro: “Tra queste tre razze, tutti gli animali hanno un’elevata attitudine produttiva al latte. Tuttavia, la differenza con la Jersey riguarda principalmente il contenuto di grasso e proteina, che è molto più elevato rispetto alle altre due razze, e la dimensione dell’animale: la Jersey ha una statura decisamente inferiore".
"La Bruna, invece, ha una statura più simile alla Holstein, leggermente inferiore, e un contenuto proteico migliore rispetto alla Holstein, perché è stata selezionata anche per aspetti caseari nel tempo, in particolare per il contenuto di caseina.
Morfologicamente tutti questi animali devono comunque avere attitudini produttive simili: costati ben evidenti, ampiezza dell’anteriore elevata e correttezza dell’apparato mammario, che varia nelle dimensioni tra le razze ma mantiene caratteristiche simili. Quindi, indipendentemente dalla razza, la selezione per il bovino da latte è molto convergente e simile".

L’incontro di passione, competizione e benessere

Un aspetto importante da ricordare è che chi partecipa alle mostre Anafibj deve sottoscrivere un codice etico di comportamento e gestione degli animali. "Ovviamente - ha spiegato Cassandro - c’è molta competizione ma deve essere rispettosa del benessere animale e delle regole di preparazione degli stessi. Tutti gli allevatori che partecipano a queste mostre sono sottoposti a una valutazione veterinaria prima di entrare nel ring, il cosidetto “var delle mostre zootecniche”. In realtà, si tratta di un’analisi ecografica per valutare la presenza o assenza di edema mammario, utilizzato come indicatore di benessere. Per quanto riguarda le premiazioni, l’evento finale più spettacolare sarà nel pomeriggio del 6 febbraio, durante la Supreme Champion. Tuttavia, ci saranno finali in entrambi i giorni.
Il webinar si chiude con un invito chiaro: “Il Dairy Show non è solo una mostra: è confronto, comunità e passione. È l’evento in cui si misura la selezione genetica delle bovine italiane ed europee, ma anche il cuore e la passione degli allevatori. Vi aspettiamo a Verona, il 5 e 6 febbraio 2026”, ha concluso Martino Cassandro.


GIOVANI E FORMAZIONE: IL FUTURO DEL SETTORE

Cassandro ha sottolineato il ruolo educativo della mostra: “Già da mercoledì, giorno di apertura della fiera, saranno presenti oltre mille studenti e più di 30 istituti agrari, che partecipano alla gara di giudizio fra gli istituti. Questa attività è organizzata da molti anni in collaborazione con l’Aia, l’Associazione italiana allevatori, che funge da segreteria”.
Il mercoledì saranno presenti gli istituti agrari; il giovedì verranno giudicate la Bruna e la Jersey, una al mattino e l’altra al pomeriggio. La finale della Bruna e della Jersey si svolgerà rispettivamente verso mezzogiorno e nel tardo pomeriggio, intorno alle 16-17.
Le finali della Frisona e della Holstein verranno giudicate in contemporanea: al mattino di venerdì, verso mezzogiorno, ci sarà la finale delle Manze e Giovenche Holstein, a seguire la finale della Frisona. Nel pomeriggio, verso le 17, si terranno le finali della Holstein e della Frisona, mentre intorno alle 18 ci sarà la Supreme Champions”.

A Fieragricola torna il Dairy Show, la mostra bovina internazionale - Ultima modifica: 2025-12-09T16:24:35+01:00 da Laura Della Giovampaola

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