Via libera in prima lettura alla Camera con 150 sì, nessuno no e 97 astenuti, al decreto Coltivaitalia (vedi qui) che mette a disposizione oltre un miliardo di euro per gli investimenti in agricoltura. L’iter proseguirà al Senato alla ripresa dei lavori parlamentari per l'approvazione definitiva e rendere disponibili le risorse a partire dai primi mesi del 2027. Lo ha sottolineato il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida.
«Oggi la Camera ha approvato il Coltivaitalia, il provvedimento per investire un miliardo di euro in più in Agricoltura. Il nostro settore primario in questi anni - ha spiegato Lollobrigida - ha fatto registrare risultati degni di nota, siamo primi in Europa per valore aggiunto in agricoltura, esportiamo 74,5 miliardi di euro di prodotti agroalimentari. Sono risultati che raggiungiamo con un piano di investimenti pubblici che sfiora i 17 miliardi di euro e grazie al lavoro quotidiano dei nostri agricoltori. Con il Coltivaitalia investiamo lì dove l’Agricoltura ha più bisogno, per renderci meno dipendenti dall’estero, e nei settori ad alto potenziale per rendere il settore primario ancora più forte. Favoriamo il ricambio generazionale e la ricerca perché questi risultati siano solo il punto di partenza per raggiungerne di nuovi. Avevamo promesso di rimettere l’agricoltura e la sovranità alimentare al centro delle nostre politiche, lo facciamo con azioni concrete lavorando al fianco dei nostri agricoltori, allevatori e pescatori».
Strategia per la Sovranità alimentare: 970 milioni di euro
- Fondo Sovranità alimentare: rifinanziato con 70 milioni di euro a sostegno delle filiere in difficoltà (p.e. grano tenero, orzo, mais, proteine vegetali).
- Sostegno per le filiere strategiche: 300 milioni di euro di investimenti per l’approvvigionamento di prodotti agricoli, rafforzare le filiere locali, potenziare la competitività delle imprese, sostenere le colture agricole di interesse strategico e l’allevamento di vitelli autoctoni.
- Allevamento Italia: 300 milioni di euro per l'allevamento italiano, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare la produzione di carne bovina nazionale e la linea vacca-vitello. In sede parlamentare gli interventi sono stati estesi anche alle strutture allevatoriali.
Ricambio generazionale
- Accesso al credito per giovani e donne: 150 milioni di euro per sostenere l’imprenditoria agricola giovanile e femminile. Le risorse sono destinate per il 65% alla concessione di mutui e per il 35% a contributi a fondo perduto.
Terre ai giovani
- 8.417 ettari messi a disposizione da Ismeain comodato d’uso gratuito per 10 anni ai giovani tra i 18 e i 41 anni, con possibilità di acquisto finale al 50% del valore iniziale.
Terre abbandonate e silenti
- I Comuni potranno censire e mettere a disposizione terreni inutilizzati tramite la “banca comunale delle terre”, favorendo il recupero produttivo, il contrasto allo spopolamento e la prevenzione del dissesto idrogeologico.
Ricerca, innovazione e sviluppo: 14,5 milioni di euro
- Si rafforzano ricerca e digitalizzazione con una dotazione di 14,5 milioni di euro. Il Crea assumerà 50 nuove unità di personale dedicate alla ricerca. Verranno supportate le aziende agricole sperimentali del Crea e degli istituti agrari con investimenti in agromeccanica di precisione, intelligenza artificiale, sensoristica all'avanguardia e meccatronica.
Semplificazione
- Predisposto un pacchetto di semplificazione amministrativa volto a ridurre i tempi burocratici e ad agevolare l'accesso ai fondi pubblici. In quest'ottica, le istruttorie dei Centri autorizzati di assistenza agricola (CAA) diventeranno immediatamente esecutive per le pratiche prive di valutazioni discrezionali, garantendo una attuazione più rapida ed efficiente degli interventi.
Sostegno alle imprese colpite da epizoozie e fitopatie
- Le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura colpite nel corso del 2025 potranno beneficiare di una moratoria di 12 mesi sulla quota capitale di mutui e finanziamenti in scadenza nel 2026.
Per accedere alla misura sarà sufficiente un’autocertificazione che attesti:
o una riduzione del volume d’affari di almeno il 20%;
o una riduzione della produzione di almeno il 30%;
o per le cooperative agricole, una riduzione di almeno il 20% delle quantità conferite o della produzione primaria.
Contrasto alla Peste suina africana: 1 milione di euro
- La misura che mette a disposizione un budget da 1 milione di euro finanzia interventi di biosicurezza e sorveglianza, tra cui recinzioni e strutture temporanee per limitare gli spostamenti dei cinghiali, principale vettore della malattia. Sono inoltre previsti sostegni alle imprese della filiera suinicola per le attività di congelamento e stoccaggio delle carni provenienti dalle aree soggette a restrizioni.
Pratiche sleali
- Diffida: viene introdotta la possibilità per l’Autorità di controllo di emettere una diffida per le violazioni sanabili. L’azienda potrà regolarizzare la propria posizione entro 60 giorni e chiudere il procedimento pagando una sanzione ridotta pari a un terzo del minimo previsto dalla legge.
- Banca dati dei profili analitici di autenticità: 0,65 milioni di euro per la realizzazione della banca dati nazionale destinata a verificare origine geografica, varietale e compositiva dei prodotti agroalimentari.
Positivi i commenti delle organizzazioni agricole
«L'approvazione del ColtivaItalia rappresenta - si legge in un comunicto di Coldiretti - un segnale importante di attenzione verso il mondo agricolo e un passo concreto per rafforzare la sovranità alimentare del Paese, con oltre 1 miliardo di euro di fondi per sostenere le produzioni, dall’olio agli allevamenti, e fermare lo scandalo dell’italian sounding fatto in Italia che sottrae 20 miliardi al reddito degli agricoltori, a danno della salute dei cittadini, che finiscono nelle tasche dei trafficanti delle filiere produttive e di una parte delle industrie senza scrupoli».
Per Confagricoltura «si tratta di risorse importanti, che arrivano in una fase molto delicata per l’intera produzione agricola, da tempo alle prese con aumenti dei costi di produzione (acqua, fitofarmaci, energia), cambiamenti climatici che assediano le rese delle colture e contesti di mercato internazionali sempre più complessi e sfidanti».
« I nostri produttori sono da troppo tempo alle prese con l’aumento indiscriminato dei costi di produzione e l’impatto negativo del climate change - ha sottolineato il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini -. Il provvedimento rappresenta un sostegno cruciale per contrastare queste pressioni economiche e ambientali che mettono a dura prova la redditività e la competitività dell’agricoltura italiana».
«Accogliamo con favore il voto della Camera e il lavoro svolto dal ministro Francesco Lollobrigida. Va reso merito al ministro e alla maggioranza per aver portato a casa questo primo risultato - ha commentato Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare. «Va valorizzato l'apporto di nuove risorse al settore, un elemento che il mondo cooperativo continuerà a seguire con attenzione nel passaggio al Senato, affinché si traduca in interventi concreti e strutturali per le imprese agricole e agroalimentari».
Manca l'estensione al credito d'imposta
Le imprese agricole sono oggi chiamate – ha commnetato il presidente di Confcooperative Agroalimentare Raffaele Drei - a confrontarsi con sfide sempre più complesse legate ai cambiamenti climatici e al difficile contesto internazionale che rischiano di minare continuamente la loro competitività. Pur riconoscendo la rilevanza delle risorse stanziate nel Coltivaitalia per la ricerca, l'innovazione e l'ammodernamento del settore e per il sostegno dei giovani imprenditori agricoli, ciò che andrebbe tuttavia rivisto e approfondito è il modello stesso di sostegno che si vuole dare a favore delle filiere produttive, un sostegno che dovrebbe mirare a renderle realmente più competitive e rafforzare con maggiore incisività la loro presenza sul mercato».
Drei ha espresso tuttavia rammarico per il mancato accoglimento dell’estensione del credito d’imposta per gli investimenti innovativi nella filiera agricola, attualmente previsto solo per le imprese della produzione primaria, anche alle cooperative. «Una esclusione – conclude Drei - che rischia di penalizzare ingiustamente il sistema della cooperazione agricola italiana, privando dell’accesso agli incentivi per la modernizzazione del settore proprio quei soggetti che assicurano la tenuta economica delle filiere».









