Tiziano Fusar Poli: perché la cooperazione è vincente

Tiziano Fusar Poli
Il presidente di Latteria Soresina: le cooperative garantiscono agli allevatori un prezzo del latte alla stalla mediamente più alto. In più la capacità del sistema di trasformare la gran parte del nostro latte in formaggi Dop, o comunque in prodotti ad alto valore aggiunto, si è rivelata efficace dal punto di vista della redditività

Negli ultimi tempi il mercato del settore lattiero caseario ha subito gravi colpi, anche in seguito alla situazione sanitaria. Come è adesso la sua situazione? E come si pone il sistema della cooperazione in relazione al mercato e alla tutela degli allevatori? Ne parliamo con Tiziano Fusar Poli (nella foto), presidente di Latteria Soresina e di Confcooperative Cremona.

Presidente, la remunerazione del latte è uno dei fattori critici dell’allevamento italiano.
La remunerazione del latte alla stalla è sicuramente un fattore molto critico a livello mondiale, europeo e nazionale. Non esiste nel mercato un prodotto che abbia, purtroppo, quotazioni simili a quelle correnti negli anni ’90. E tutti conosciamo il notevole incremento dei costi che nel frattempo è avvenuto. La produzione del latte, tra l’altro, presuppone come per nessun altro prodotto impegni e sacrifici personali senza soluzione di continuità (le vacche si mungono tutti i giorni, due volte al giorno, sempre: è bene ricordarlo, a una società e a consumatori che sono sempre più lontani da esperienze e conoscenze agricole/allevatoriali) e disponibilità di capitali consistente, con remunerazioni mediamente da galleggiamento.

Soprattutto sui social, crescono movimenti di opinione che contestano il latte e la sua utilità dal punto di vista nutrizionale.
Purtroppo è vero. Ma è la realtà è ben diversa. Recentemente una sperimentazione effettuata da Policlinico e Università Tor Vergata di Roma, coordinata da Elena Campione, medico e ricercatrice, ha dimostrato clamorosamente, su un numero statisticamente rilevante di pazienti, come la lattoferrina, sperimentata su pazienti positivi al Covid 19, attraverso la sua azione antivirale tenda a inibire l’infezione e porti molto più velocemente alla remissione dei sintomi. D’altra parte la saggezza popolare, empiricamente ma non impropriamente, e oggi se ne capisce il senso, da sempre consigliava per combattere le forme respiratorie la regola delle tre elle: lana (caldo), latte (per le sue proprietà curative) e letto (riposo).

Quale è il rapporto tra la cooperazione del lattiero caseario e i consorzi di tutela delle principali Dop italiane ?
È un rapporto strettamente economico. Come normalmente è avvenuto negli ultimi decenni per i soci delle cooperative, anche nel 2019 la remunerazione del latte alla stalla è stata significativamente superiore, in generale, rispetto a quella ottenuta dai colleghi produttori/fornitori di latte all’industria. La differenza, complice il buon andamento delle principali Dop, è stata mediamente di oltre il 10%. Se in Italia, considerando l’ultimo trentennio, ci si è difesi meglio rispetto ad altri Paesi, è stato per la capacità del sistema, di trasformare la gran parte del nostro latte in formaggi Dop, o comunque in prodotti ad alto valore aggiunto. Esiste inoltre un cosiddetto valore sociale e immateriale.

Cioè?
Valore sociale e immateriale in quanto i consorzi di tutela esprimono eccellenze in termini non solo di qualità organolettica, ma anche di valori come il rispetto delle tradizioni, il mantenimento di un territorio, la rigorosità nell’alimentazione degli animali, la garanzia del loro benessere e molto altro ancora. E la cooperazione è una presenza fondamentale nei consorzi di tutela. In tema di Dop, una questione è centrale e non va mai dimenticata nella definizione delle linee guida e nelle strategie dei consorzi di tutela: la Dop nasce e ha ragione di esistere solo se serve a creare maggior valore, valore che va distribuito equamente fra i gli attori della filiera a partire dai produttori di latte. Ergo il prodotto trasformato è lo strumento che serve alla realizzazione di tale missione.

Cosa ritiene utile proporre per il futuro dei produttori di latte ?
In prospettiva vedo alcune strade obbligate per garantire un buon futuro agli allevatori italiani. Un primo passo di rafforzamento degli allevatori si ottiene riunendosi in cooperative di raccolta. Il secondo livello dovrebbe essere l’unione fra le cooperative già esistenti, puntando a grandi dimensioni efficienti e ben organizzate. Si può poi valutare la realizzazione di piattaforme commerciali di grande taglia per la difesa e lo sviluppo delle nostre Dop o di altre eccellenze nazionali. Solo così possiamo pensare di competere con le grandi aziende industriali e con le multinazionali, che altrimenti continueranno nelle loro politiche di acquisizione di grandi marchi nazionali, oggi, e in futuro anche nel mondo delle grandi Dop.


Le cooperative in Lombardia

La cooperazione del settore caseario nei vari livelli nazionale, lombardo e cremonese, sottolinea Tiziano Fusar Poli, “conferma la sua costante crescita in termini di fatturati e quindi di produzioni e quote di mercato. In Lombardia il latte prodotto in ambito cooperativo rappresenta il 62% del totale, in costante aumento. In provincia di Cremona rappresenta oltre il 50% in termini di produzione e di numero di allevatori”.
In termini di remunerazione, poi, “in Lombardia negli ultimi dieci anni la cooperazione ha remunerato mediamente oltre il 15% in più rispetto a quanto riconosciuto dall’industria. Naturalmente il Grana Padano ha contribuito in modo rilevante a questi risultati. A Cremona il dato della remunerazione media delle cooperative è un po’ inferiore (comunque oltre il 10% in più di quanto ha pagato industria) per una diversa composizione del portafoglio prodotti delle cooperative. Latteria Soresina, Plac, Cà de’ Stefani, Pizzighettonese ed Arcreman lavorano oltre il 50% del totale provinciale del latte prodotto e il numero dei soci rappresenta più della metà degli allevatori presenti sul territorio. Sono numeri significativi di quanto il modello cooperativo sia più che mai attuale e, a mio avviso, assolutamente indispensabile e vincente per i produttori di latte”.

Tiziano Fusar Poli: perché la cooperazione è vincente - Ultima modifica: 2020-10-16T10:05:36+02:00 da Lucia Berti

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome