TECNICA

Mostra a Noci

Sono al passo gli allevamenti meridionali

La zootecnia bovina da latte della Murgia pugliese e di alcune aree interne della Basilicata è un polo produttivo di rilievo nazionale, che nulla ha da invidiare, quanto a capacità selettiva, risultati morfo-funzionali e produttivi, a quella della pianura padana e di altre aree italiane vocate.

 

Sulle colline murgiane baresi (a Noci, Gioia del Colle, Putignano, Monopoli, Santeramo in Colle, Castellana Grotte, Conversano, Alberobello) e tarantine (Mottola, Martina Franca, Laterza, Crispiano, Ginosa, Castellaneta), così come sulle colline materane (Grassano, Matera) e potentine (Tramutola, Viggiano, Grumento Nova, Marsico Nuovo, Moliterno, Lavello) operano allevatori esperti di selezione, attenti alle novità, moderni. Abili a valorizzare le loro terre, il più delle volte aride, siccitose e povere di foraggi, con allevamenti dalle 20 alle 100 e oltre vacche in lattazione.

Secondo i due giudici

 

È questa l’indicazione emersa chiaramente alla 7ª Mostra bovina interregionale del Centro-Sud delle razze Bruna e Frisona, organizzata a Noci dall’Ara Puglia con l’apporto delle aree operative di Bari e Taranto. Apparsa evidente per la presenza di numerose vitelle, manze, giovenche e vacche di elevato valore morfo-funzionale.

 

E confermata dalle parole di elogio, e per nulla di circostanza, dei due giudici unici, Massimo Capra di Cremona per la Frisona e Gianfranco Cola di Sondrio per la Bruna, per i quali «molti dei capi esposti possono degnamente competere in mostre di livello nazionale e persino internazionale, tanto da renderci molto difficile e delicata la scelta delle campionesse sia per le manze e giovenche sia per le vacche».

 

La rilevanza della zootecnia bovina da latte apulo-lucana è tanto più vera se si considera che la statura qualitativa di alcuni capi, dopo essere stata apprezzata e premiata nel 2012, è stata ribadita quest’anno da giudici ovviamente diversi. Ad esempio Scipio Urina, dell’azienda agricola Petruzzi di Iaia Maria di Monopoli, dichiarata l’anno scorso campionessa delle vacche di Bruna dal giudice Alessandro Raffaini di Parma, è stata confermata da Gianfranco Cola, che l’ha giudicata «vacca perfetta per l’equilibrio complessivo, la pulizia dell’ossatura, le ottime caratteristiche da latte: rappresenta esattamente ciò che vogliamo e cerchiamo in una vacca da latte».

 

Oppure è il caso di Agrilat Atwood Birba, della G.L.D. Allevamenti ss di Putignano (Ba) di Sebastiano Delfine, il cui titolo di campionessa manze e giovenche di Frisona assegnato nel 2012 dal giudice Attilio Tocchi di Grosseto è stato riaffermato da Capra «per l’ottimale sviluppo, l’equilibrio, la distinzione, tali da far presagire che tale giovenca diventerà una vacca davvero eccellente».

Razza Bruna

 

Per Dario Petruzzi, che per il secondo anno consecutivo ha portato a casa il premio di miglior allevatore-espositore anche grazie alla vittoria di Scipio Urina nella categoria “vacche in lattazione da 3 a 4 anni” e di Payoff Sinni nella categoria “vacche produttive e longeve”, non è stato comunque facile portare alla vittoria finale Scipio Urina.

 

Questa bovina è stata infatti contrastata da altre vacche di grande pregio, come la riserva Rivaldo Fusella dell’azienda di Franca Mansueto di Mottola, «animale potente ma anche molto femminile per l’impostazione della groppa, la forza dell’anteriore, il costato ben disceso», e la menzione d’onore Felisia dell’Agricola San Pietro ss di Piero Laterza di Noci, «che si distingue per l’armonia delle forme, il costato aperto e disceso, la groppa importante, gli arti eccellenti».

 

Benché le tre campionesse vantassero mammelle ben fatte, proporzionate e funzionali, il titolo di miglior mammella della Bruna è andato a Zeus Zeuda dell’azienda agricola Terranuova di Giovanni e a Beatrice De Novellis di Gioia del Colle, già riserva nella categoria “vacche in lattazione oltre 5 anni”, che ha potuto vantare «una mammella veramente ben costruita, con ottimi quarti e capezzoli ottimamente posizionati».

 

Se le vacche di Bruna hanno eccelso, le manze e giovenche sfilate alla mostra non hanno per nulla sfigurato, anzi lasciano presagire l’arrivo in produzione a breve di vacche di elevata qualità morfo-funzionale.

 

Il titolo di campionessa è stato vinto con merito da Agio Giliola, già prima nella categoria “manze da 20 a 24 mesi”, dell’azienda condotta a Martina Franca da Domenico Turnone (figlio di Orazio, allevatore le cui vacche più volte hanno vinto il titolo di campionessa assoluta alla mostra nazionale di Verona negli anni ’90) «per la qualità ossea, la forza della linea dorsale, il treno anteriore meglio definito, l’impostazione degli arti posteriori». Riserva è stata scelta da Cola Jeans Damasca di Fancesco Saverio Losavio di Putignano, menzione d’onore Emma di Filippo Stasi di Gioia del Colle.

Frisona

 

Se la Bruna ha espresso capi di elevata qualità morfo-funzionale, non di minore livello sono stati quelli proposti dalla Frisona. Infatti, benché mancassero manze e vacche della provincia di Roma, che nelle edizioni precedenti hanno sempre raggiunto ottimi piazzamenti, le stalle di Puglia e Basilicata sono state pienamente all’altezza della situazione.

 

Per Capra campionessa assoluta vacche è stata Fibrax Divina dell’azienda Paciulli Emanuele di Laterza, già campionessa della categoria “vacche di 3 anni junior”, «perché più equilibrata, più aperta di costato e dalle costole più profonde, con migliore apertura del torace, sterno più profondo, arti eccellenti e mammella posizionata ottimamente».

 

La Paciulli, azienda emergente condotta dai fratelli Emanuele e Giampiero, ha meritato il titolo di “miglior allevatore” grazie alla menzione d’onore PaciulliSlancio Cistallina, vacca già prima nella categoria “vacche di 4 anni (48-60 mesi)”, «molto distinta, equilibrata, armoniosa, ben sviluppata, con sterno profondo e ottima mammella». Campionessa riserva è stata invece la vacca Goldwyn Divina dell’azienda agricola King Rance di Laera Pietro & Tinelli Giovanna di Mottola, già prima nella categoria “vacche di 3 anni senior (42-48 mesi)”, «molto forte nell’anteriore e nel posteriore, con una mammella davvero ben disegnata».

 

Protagonista della mostra delle manze e giovenche di Frisona è stata certamente la G.L.D. Allevamenti s.s. di Putignano, azienda condotta da Sebastiano Delfine, che ha meritato il titolo di miglior espositore ed è risultato anche secondo allevatore grazie alla campionessa Agrilat Atwood Birba, prima nella categoria “giovenche da 22 a 26 mesi”, e alla riserva Agrilat Sid Ariel (questa in comproprietà con la M.E.Dal Farm di Cremona), prima nella categoria “manze da 12 a 15 mesi” e apprezzata da Capra «per la perfetta inserzione delle scapole nel garrese, la profondità dello sterno e del costato, la pulizia delle ossa del bacino».

 

Menzione d’onore è stata infine Feudo Windbrook Ilaria dell’azienda Ripa Dr. Teodoro di Martina Franca, prima nella categoria “vitelle da 6 a 9 mesi”, «eccellente per caratteristiche morfologiche, altezza del bacino, forza della linea dorsale, apertura del costato, impostazione della groppa e degli arti posteriori».

Allegati

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