Italia Zootecnica riconosciuta come Aop

Grazie a un decreto firmato il 14 marzo dalla Regione Veneto. Commenta il presidente Fabiano Barbisan: finalmente anche il settore della zootecnia bovina da carne si riunisce all’interno degli ambiti ufficiali per aggregare la produzione

 

“Siamo molto soddisfatti dell’obiettivo raggiunto” commenta Fabiano Barbisan, presidente dell’Aop Italia Zootecnica, alla notizia del decreto di riconoscimento ufficiale come Aop (associazione di organizzazioni produttori), firmato il 14 marzo dalla Regione Veneto. “Finalmente anche il settore della zootecnia bovina da carne si riunisce e utilizza gli strumenti messi a disposizione dai Regolamenti europei e leggi nazionali per aggregare la produzione e avviare nuovi progetti orientati al mercato”.

Nell’Aop sono entrate le principali Op (organizzazioni produttori): Op Azove, Op Scaligera, Op Vitellone di Marca, Op Vitello di Marca, Op Unicarve. E in veste di soci sovventori, in attesa di specifico riconoscimento a livello di Op, sono entrate le associazioni produttori Asprocarne Piemonte, Bovinmarche, Consorzio Carni Sicilia, Unicarve associazione.

I numeri dell’Aop Italia Zootecnica sono importanti: 1.632 allevatori associati con una produzione (anno di riferimento il 2018) di 544.368 bovini.

Il riconoscimento come Aop è stato concesso dalla Regione Veneto poiché, in base al nuovo decreto ministeriale n. 1108 del 31.1.2019, la domanda doveva essere presentata alla Regione che conta il maggior numero di Op riconosciute.

“Questo è un altro tassello che si aggiunge al Piano Carni Bovine Nazionale - ha detto Barbisan - e ora manca solo di percorrere l’ultimo miglio, ovvero il riconoscimento dell’Organizzazione interprofessionale Intercarneitalia. Abbiamo mandato un messaggio ad allevatori e macellatori per annunciare il riconoscimento ottenuto. E abbiamo sollecitato l’orgoglio di filiera italiana per fare squadra e avviare i progetti utili a recuperare buona parte di quel 47% di quote di mercato rappresentato dalla carne bovina che proviene dall’estero”.

Secondo Barbisan “c’è solo un modo per farlo concretamente e in tempi brevi: far decollare il progetto del Consorzio Sigillo Italiano” per comunicare il marchio ai consumatori affinché distinguano la carne prodotta dai nostri allevatori. Proprio in questi giorni stiamo muovendo i primi passi per presentarlo al grande pubblico. Siamo stati a inizio marzo alla manifestazione Passione Veneta organizzata dall’Arav, poi all’apertura di una macelleria al mercato Campagna Amica di Treviso; stiamo programmando la partecipazione a Tutto Food; a breve il lancio degli spot informativi sulla piattaforma Sky, l’apertura del sito www.sigilloitaliano.it e la presenza sui principali social media”.

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