Fieragricola, riflettori sull’allevamento bufalino con la tappa in Campania

La regione è stata l'lutima tappa del roadshow di avvicinamento alla 117ª edizione di Fieragricola, in programma dal 4 al 7 febbraio

Fieragricola
La manoifestazione è in grado di mettere assieme il mondo della ricerca, dell’agricoltura e delle imprese come ha sottolineato Gianluca Neglia, ordinario di Zootecnia speciale all’Università Federico II di Napoli

Si è concluso con la tappa di Paestum, in Campania, il roadshow di Fieragricola che negli ultimi mesi ha attraversato Sardegna, Calabria, Sicilia, Puglia e Lazio, portando sui territori i contenuti e le novità della manifestazione internazionale di Verona. Un percorso di avvicinamento alla 117ª edizione di Fieragricola, in programma dal 4 al 7 febbraio nel quartiere fieristico veronese, che punta a rafforzare il dialogo diretto con le filiere agricole e zootecniche.

«Un tour che ha presentato le novità legate alla 117ª edizione di Fieragricola, manifestazione sempre più internazionale e proiettata ad accompagnare il sistema agricolo verso una crescita che passa in particolare dall’innovazione come driver per migliorare produttività, sicurezza alimentare, efficienza delle filiere e marginalità», dichiara Matteo Pasinato, event manager di Fieragricola.

Fieragricola Tech con il claim Full Innovation

Il claim della rassegna, «Full Innovation», va oltre la dimensione dello slogan e trova riscontro nei numeri e nei contenuti dell’evento: 12 padiglioni interamente occupati dell’intero quartiere fieristico, oltre alle aree dinamiche esterne, e una proposta che vede in primo piano Fieragricola Tech, il salone dedicato all’innovazione e alle nuove tecnologie applicate all’agricoltura digitale, alla smart irrigation, alle energie rinnovabili, alle biosolution e alla robotica.

Nata nel 1898, Fieragricola fa della trasversalità dell’offerta uno dei suoi punti di forza, proponendosi come vetrina per tutte le tipologie di imprese agricole. Dalla meccanica agricola alla zootecnia, dalle colture specializzate – vigneto, frutteto, olivo – alle energie rinnovabili, fino alla chimica verde, ai servizi e alla multifunzionalità delle imprese agricole, l’evento si conferma un appuntamento di riferimento per l’intero sistema primario.

Riflettori sulla zootecnia bufalina

La tappa campana dell’8 gennaio ha acceso in particolare i riflettori sulla zootecnia bufalina, comparto strategico per il Mezzogiorno e pilastro di una delle filiere Dop più rilevanti del Made in Italy, quella della Mozzarella di Bufala Campana.

Secondo i dati Clal.it, fra gennaio e novembre 2025 sono state prodotte oltre 50mila tonnellate di mozzarella (+4%), ottenute da quasi 177mila tonnellate di latte valorizzate sul territorio per la Dop (+3,7%).

Un comparto che, in questa fase, sta attraversando alcune difficoltà legate alla discesa del prezzo del latte, non sufficientemente compensata dall’andamento dei prezzi della carne, ma che continua a puntare con decisione su innovazione e genetica.

«Anasb, l’Associazione nazionale allevatori di specie bufalina – ha ricordato il direttore Gabriele Di Vuolo – è l’unica realtà che si occupa attivamente di genomica nel segmento bufalino, aspetto che ci consente una crescita costruttiva e un confronto costante con allevatori e centri di ricerca di tutto il mondo».

Un concetto ribadito anche dal presidente di Anasb, Nicola Palmieri, secondo il quale «gli aspetti genetici costituiscono un pilastro sul quale investire per rafforzare gli aspetti legati alla produttività e alla sostenibilità, migliorando benessere animale e quantità di latte per animale».

Innovazione e formazione restano, dunque, le parole chiave per affrontare le sfide future. «Fieragricola rappresenta un evento in grado di coniugare il mondo della ricerca, dell’agricoltura e delle imprese – sottolinea Gianluca Neglia, ordinario di Zootecnia speciale all’Università Federico II di Napoli –. Le sinergie con una rassegna internazionale come Fieragricola sono fondamentali per il nostro Ateneo, per due motivi: da un lato, l’esigenza di formare i giovani alla professione e, dall’altro, la propensione delle nuove generazioni ad utilizzare le nuove tecnologie con maggiore facilità, aspetto determinante se parliamo di agevolare l’ingresso dei giovani e favorire il ricambio generazionale in agricoltura e in zootecnia».

Un ruolo centrale, quello dell’innovazione, evidenziato anche da Ettore Bellelli, presidente di Coldiretti Campania, che rimarca come «consenta ulteriori passi avanti verso la sostenibilità economica e ambientale; le nuove tecnologie, inoltre, possono agevolare l’ingresso di giovani in agricoltura».

 

Fieragricola, riflettori sull’allevamento bufalino con la tappa in Campania - Ultima modifica: 2026-01-14T17:30:02+01:00 da Francesca Baccino

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