Pastori sardi, la protesta in musica

Le parole e i pensieri degli allevatori sardi diventano una canzone. «Abbiamo scelto di far parlare gli allevatori sardi attraverso la nostra musica e di accompagnarli nella loro ribellione». Così i giovani artisti del gruppo sardo “Lame a foglia d’oltremare”

Cantautori e artisti che usano la musica per dar voce ai malcontenti e alle proteste dei cittadini esistono da sempre. In melodia strofe che parlano di politica, degrado ambientale, disoccupazione, e molto altro. Un modo per farsi ascoltare e per coinvolgere sempre più persone.
Da De Gregori a Guccini, fino ad arrivare agli artisti dei giorni nostri: Max Gazzè, Nicolò Fabi, Brunori sas, Lo stato sociale, ecc. Sono molti gli artisti che stanno dalla parte del popolo e lo aiutano a comunicare.
Oltre questi big ci sono anche molti giovani, certamente meno conosciuti, ma che hanno voglia di dire la loro. È il caso di Diego Deidda e Alberto Coda che con l’uso della loro voce e di un paio di congas hanno deciso di accompagnare i pastori sardi nella loro propaganda di protesta contro un prezzo del latte troppo basso.

Guarda il video della canzone a inizio pagina.

I due fanno parte del gruppo Lame a foglia d'oltremare completamente made in Sardegna, un gruppo che nasce nel 2004 a Bologna. Legati alla loro terra d’origine, la Sardegna appunto, i giovani artisti non rimangono immobili davanti al disagio degli allevatori isolani e decidono così di pubblicare “Latte e rivoluzione”.
Un testo che riassume le emozioni di chi non sente riconosciuto il proprio impegno e che grida l’orgoglio di chi si sveglia tutte le mattine prima dell’alba per svolgere uno dei mestieri più antichi del mondo.

Il testo di “Latte e rivoluzione”

Neve e sole dell’inverno
Incendiano le valli
Scalcia e grida il mio cervello
I pensieri son cavalli
Impazziti nella corsa
Contro il tempo ed il denaro
Contro il prezzo del lavoro
Del mercato caseario


Le mie mani hanno una forza
Che voi non conoscete
E che voi non immaginate,
Ma restate dove siete!
Loro stendono gli arieti
Loro piegano l’ulivo
E mi sento come Ulisse
E mi sento più cattivo

Mai amore, mai nessuno
Ci tolga la campagna
Mai amore, mai nessuno
Ci rubasse la Sardegna
Verseremo il nostro latte
Sopra tutte le ingiustizie
Non avrete la ricotta
Questo è il popolo che lotta

Neve e sole dell’inverno
Incendiano le valli
E i monti, di profumi e di colori
I pensieri son cavalli
Impazziti nella corsa
Oggi la mia voce è un coro
Moderade su profitu
E pagateci il lavoro

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