Le Allevatrici dell’Anno: Sara ed Elena Ferrari, di Piacenza

Il riconoscimento "L'Allevatore dell'Anno", titolo attribuito dall'Informatore Zootecnico all'imprenditore che si è più distinto nei dodici mesi, per il 2017 è andato a queste due giovani allevatrici. Conducono una mandria con 300 bovine in lattazione. E ne pilotano l'espansione

La storia imprenditoriale di Sara ed Elena Ferrari (nella foto), allevatrici con azienda in provincia di Piacenza, si segnala soprattutto per due motivi. Perché le protagoniste sono giovani. E perché la loro azienda zootecnica si è sviluppata da ridotte dimensioni a grandi dimensioni, grazie alla visione strategica della famiglia e a importanti investimenti; investimenti finanziari e investimenti sulla grande energia, tutta giovanile, di Sara (27 anni) ed Elena (25).
Prima del 2011 l’azienda Ferrari non contava più di 60-70 vacche. Ma Elena e Sara decisero di fare le allevatrici, scelta condivisa e appoggiata dai genitori, Giuseppe Ferrari e Maria Cristina Zanelli- Così quell’anno si misero in campo importanti ampliamenti dell’azienda, anche con il sostegno del Psr. Scelte compiute «come investimento per il futuro», sottolinea Sara. In conclusione nel 2011 venne costruita una stalla nuova, tanto che oggi il numero delle vacche è salito a 300, e un impianto biogas, 250 kWh con due digestori.
E ora, nel 2017, questa crescita dell’azienda vive un secondo step, anche in questo caso con il parziale ma decisivo aiuto del Psr (progetti di filiera). L’ampliamento 2017 non prevede un ulteriore aumento del numero dei capi, ma solo un incremento delle superfici a disposizione dei bovini, con l’obiettivo di aumentare il grado di benessere animale. Così verranno realizzati 170 posti cuccetta in più, per manze e asciutte.
Inoltre verrà ampliata la sala di mungitura, che oggi è una sala parallela 12+12, prevendo 4+4 posti in più. Saranno realizzate tre trincee nuove per l’insilamento dei foraggi. Grazie al piano di filiera, infine, l’impianto biogas sarà arricchito di un terzo digestore, solo per le deiezioni dei bovini: «Entro pochi anni il nostro impianto biogas sarà alimentato soltanto dai reflui dei nostri animali e non più anche dal silomais».
Perché il riconoscimento
Insomma siamo di fronte a una storia imprenditoriale di grande interesse, che ha visto un’azienda zootecnica svilupparsi grazie alle ampie vedute di una famiglia che ha saputo scommettere sulla generazione più giovane, espandendo l’allevamento «come investimento per il futuro». Con il sostegno finanziario della Regione, cosa da tenere in considerazione come un’altra situazione positiva ed esemplare.
E oltre alla spinta della famiglia, aggiunge Sara, «nella nostra evoluzione professionale è contata moltissimo anche la spinta dello studi, che ci ha reso consapevoli e ci ha dotato di mentalità aperta». Sara infatti si è laureata in Allevamento e benessere animale all'Università di Milano, Elena in Scienze e tecnologie delle Produzioni animali presso la stessa università.
Scommessa della famiglia sui giovani, spinta degli studi: i classici ingredienti che portano il cosiddetto ascensore sociale a spostarsi verso l’alto, situazione ormai sempre meno frequente in Italia.
Ma quando lo spirito imprenditoriale vince, un’azienda si sviluppa, l’ascensore sociale funziona, le antenne dell’Informatore Zootecnico si rizzano. E la redazione finisce per convincersi ad attribuire proprio alle due giovani imprenditrici piacentine, per il 2017, l’ambito titolo di “Allevatore dell’Anno”, assegnato ormai da sette anni dalla rivista e molto atteso dai lettori.
Trecento bovine in lattazione
Com’è razionale, le due sorelle si sono divise i vari compiti pratici di conduzione dell’azienda. «Ma contribuiamo anche alla gestione dei compiti l’una dell’altra; e rimaniamo interscambiabili in caso di assenza per imprevisti o per ferie». Sara si applica in particolare alla gestione della stalla, delle vacche adulte (trecento capi in lattazione): riproduzione, fecondazione, terapie, alimentazione…
Elena invece è responsabile della rimonta, dell’allevamento delle vitelle (questo in collaborazione con il consulente Valentino Denti) e delle manze, del biogas, della foraggicoltura, della gestione di fieno paglia trinciato di mais.
In più le allevatrici si appoggiano al contributo di un alimentarista/veterinario (Ernesto Idropici, con la collaborazione di Pietro Paolo Pattini), «con il quale una volta alla settimana controlliamo i livelli di grasso, proteine, urea…». Inoltre viene adottato un buon livello di nuove tecnologie, con l’aiuto del Dairy Plan di Westfalia: i pedometri applicati alle manze effettuano una rilevazione ogni 10 minuti; quelli applicati alle vacche fanno due rilevazioni al giorno, in sala di mungitura, per controllare gli eventuali calori.
Si diceva del “fattore giovanile”. Non sono parole vuote: grazie alla dimestichezza con l’informatica tipica dei giovani, le sorelle Ferrari si occupano da sole di rogne come la fatturazione elettronica, la gestione dei dati della Bdn, il controllo dei dati del biogas.
Insomma, quella di Elena e Sara Ferrari appare come una storia imprenditoriale fresca, vincente, solida. Per questo l’Informatore Zootecnico ha attribuito a loro, per il 2017, il classico attestato di “Allevatore dell’Anno”.

Clicca qui per leggere l'articolo completo, uscito in IZ 21.2017

Informatore Zootecnico n. 21.2017, la copertina

 

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