Mangimi medicati con antibiotici, dall’Ue il divieto dell’uso preventivo

Antibiotici nei mangimi
Un accordo tra Europarlamento, Consiglio Ue e Commissione europea raggiunto il 19 giugno scorso. Coldiretti: ora occorre estendere coerentemente il divieto anche agli allevamenti da cui provengono le carni importate nell'Unione europea.

Arriva l'esplicito divieto a livello Ue dell'uso preventivo di antibiotici nei mangimi medicati. Le nuove misure, frutto di un accordo tra Europarlamento, Consiglio Ue e Commissione europea raggiunto la sera del 19 giugno scorso, replicano le norme approvate sui farmaci veterinari il 6 giugno per frenare il fenomeno dell'antibiotico-resistenza.
Anche per i mangimi medicati con antibiotici si introduce il divieto dell'uso profilattico, cioè preventivo. L'uso metafilattico, cioè il trattamento dell'intero gruppo di animali quando solo uno è infetto, sarà consentito solo quando il rischio di diffusione dell'infezione è elevato e non esiste un'alternativa. Tutte decisioni che devono essere prese dopo visita e diagnosi di un veterinario.

Coldiretti: anche negli allevamenti da cui provengono le carni importate

Commenta positivamente Coldiretti l'esplicito divieto a livello Ue dell'uso preventivo di antibiotici nei mangimi medicati. L'organizzazione agricola nell'apprezzare l'accordo tra Europarlamento, Consiglio Ue e Commissione europea per frenare il fenomeno dell'antibiotico-resistenza fa presente però che «occorre ora estendere coerentemente il divieto dell'uso preventivo di antibiotici nei mangimi medicati anche agli allevamenti da cui provengono le carni importate nell'Unione europea».
Coldiretti aggiunge inoltre che «con queste norme l'Unione europea si pone all'avanguardia nel mondo per garantire i migliori standard di qualità e sicurezza alimentare che vanno difesi con un adeguato sostegno finanziario alla Politica agricola comune in corso di riforma». Servono però, specifica, anche «norme di trasparenza che consentano ai consumatori di riconoscere dall'etichetta l'origine dei prodotti acquistati per fare scelte di acquisto consapevoli».
«Un impegno importante - conclude l'organizzazione di rappresentanza agricola - soprattutto per un Paese come l'Italia che ha avviato da tempo questo percorso di riduzione dell'uso di antibiotici, ma che importa quasi il 40% della carne consumata, anche da Paesi extracomunitari che non rispettano gli stessi standard».

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