La gestione dei dati è sempre più determinante per migliorare l’efficienza degli allevamenti, valutare la redditività e programmare gli investimenti. È stato questo il tema al centro dell’annuale appuntamento di aggiornamento per le aziende zootecniche trentine, organizzato a San Michele dalla Fondazione Edmund Mach (Fem) in collaborazione con la Federazione provinciale allevatori (Fpa).
L’incontro ha richiamato oltre 150 allevatori, tra partecipanti in presenza e collegati online, nella sala Conferenze del Palazzo Ricerca e Conoscenza.
Zootecnia di montagna ancora più eroica
il presidente della Fem, Francesco Spagnolli ha ricordato il ruolo strategico del comparto: «La zootecnia trentina possiamo definirla eroica e gli allevatori sono i custodi della montagna».
Il direttore generale Riccardo Velasco ha ricordato le difficoltà del settore e l’impegno della Fondazione ad accrescere le competenze e le attività di supporto agli allevamenti.
Sulla necessità di investire ulteriormente è intervenuto anche Giacomo Broch, presidente della Fpa: «Il mondo sta cambiando, ma nelle valli la presenza della zootecnia risulta fondamentale: non c’è un piano B e servono agli allevatori risposte importanti e veloci».
L'importanza della gestione dei dati
Moderato da Gabriele Iussig, responsabile dell’Unità risorse foraggere e produzioni zootecniche del Centro trasferimento tecnologico, l’incontro ha approfondito innanzitutto le opportunità offerte dalla zootecnia di precisione.
Andrea Pezzuolo, dell’Università degli Studi di Padova, ha illustrato come sensori e sistemi automatizzati consentano oggi di raccogliere una quantità di dati senza precedenti. La vera sfida, è saperli utilizzare: «Non consiste soltanto nel raccogliere dati, ma soprattutto nel trasformarli in informazioni utili a supportare le decisioni quotidiane dell’allevatore». In questo percorso, intelligenza artificiale e modelli predittivi possono offrire nuove possibilità di interpretazione e strumenti concreti per la gestione aziendale.
Il patrimonio informativo delle stalle rappresenta una risorsa anche per l’intera filiera, come ha evidenziato Andrea Silvestri del Centro trasferimento tecnologico della Fem, presentando l’elaborazione dei dati di oltre 350 aziende zootecniche provinciali.
L’analisi ha restituito un quadro eterogeneo per tipologia, dimensione e vocazione produttiva, facendo emergere al contempo ampi margini di crescita nella diffusione dell’innovazione tecnologica.
La piattaforma Si@llEvA
Sul versante applicativo Silvia Zomer della Federazione Provinciale Allevatori di Trento ha illustrato le opportunità offerte dalla piattaforma Si@llEvA, nella quale confluiscono informazioni produttive, genetiche e sulla fertilità.
La loro analisi, attraverso il confronto tra allevatore, veterinario e consulenti zootecnici, permette di individuare criticità, migliorare la sostenibilità aziendale e orientare le scelte gestionali.
Romina Ferrari del Centro Trasferimento Tecnologico, ha invece presentato due esperienze dell’Unità zootecnia della Fem basate sul monitoraggio dei dati climatici e ambientali. L’obiettivo è migliorare l’efficienza degli allevamenti intervenendo sulla qualità dei foraggi, sul benessere animale e sulle condizioni di lavoro degli operatori.
La sostenibilità economica
La conoscenza dei dati deve riguardare anche la dimensione economica. Marco Peterlini, attraverso l’analisi dei conti delle stalle trentine, ha sottolineato l’importanza di monitorare costi e ricavi per comprendere la propria situazione e pianificare gli investimenti. La volatilità delle diverse voci economiche può infatti modificare sensibilmente i margini da un anno all’altro. Per ottenere una valutazione attendibile è quindi necessario considerare l’andamento su un arco temporale medio-lungo, evitando di basarsi esclusivamente sui risultati di una singola annata.
Melissa Scommegna e Giorgia Boneccher del Servizio Agricoltura della Provincia autonoma di Trento hanno presentato la strategia finanziaria provinciale a sostegno della zootecnia, che fa da raccordo tra gli indirizzi europei e le necessità delle imprese. Illustrate le opportunità per gli investimenti attraverso il Complemento per losviluppo rurale (Csr), i bandi a totale finanziamento provinciale previsti dalla legge provinciale 4/2003 e le risorse del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza).
Dalla tecnologia alla gestione economica, il filo conduttore della giornata è stato dunque il valore della conoscenza come leva per affrontare le trasformazioni del settore. Una sfida che riguarda non soltanto l’efficienza delle singole aziende, ma anche la tenuta della zootecnia e il suo ruolo economico e sociale nelle valli trentine.











