Si è concluso senza accordo il Tavolo regionale sul prezzo del latte alla stalla convocato dalla Regione Puglia. L'industria della trasformazione ha confermato la propria posizione indicando come unico riferimento il prezzo del latte dell'intesa raggiunta nel Nord Italia (vedi qui). Nessun adeguamento, dunque, che tenga conto dei maggiori costi sostenuti dalle aziende zootecniche pugliesi.
A denunciarlo è Coldiretti Puglia, che parla di una situazione ormai insostenibile per gli allevatori e sottolinea come parte della rappresentanza dell'industria della trasformazione non abbia nemmeno preso parte al confronto convocato dalla Regione.
Prezzi sotto i costi di produzione
Secondo l'organizzazione agricola, il prezzo oggi riconosciuto agli allevatori non copre i costi effettivi di produzione. In Puglia, infatti, produrre un litro di latte costa tra i 56 e i 58 centesimi e nessuna azienda zootecnica può continuare a operare in perdita.
Per Coldiretti il corrispettivo pagato agli allevatori dovrebbe riflettere i reali costi di produzione, come previsto anche dalla normativa nazionale di recepimento della direttiva europea contro le pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare.
Le criticità della filiera
L'organizzazione contesta il ricorso sistematico al prezzo del latte del Nord Italia come parametro rigido per la definizione dei contratti, ritenendolo inadeguato a rappresentare le specificità produttive della zootecnia pugliese.
Sugli allevamenti continuano infatti a gravare gli aumenti dei costi energetici, dei mangimi e delle materie prime, che incidono in maniera significativa sulla sostenibilità economica delle aziende.
A questo si aggiungono, secondo Coldiretti, le speculazioni lungo la filiera, il crescente ricorso al latte spot, il cui prezzo è salito fino a 51 centesimi al litro, e l'utilizzo di prodotto importato. Fattori che comprimono ulteriormente il valore riconosciuto al latte nazionale proprio mentre cresce l'attenzione dei consumatori verso l'origine della materia prima.
«Il latte pugliese va difeso»
«Non accetteremo mai che il prezzo del latte - ha affermato il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo - venga deciso senza tenere conto dei costi reali sostenuti dalle aziende. Chiediamo responsabilità a tutta la filiera, perché continuare a pagare il latte al di sotto dei costi di produzione significa condannare alla chiusura le stalle pugliesi, impoverire il territorio e favorire le importazioni a discapito della nostra zootecnia. Il latte pugliese è un patrimonio che va difeso con i fatti e non con gli slogan».
Secondo il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni: «Occorre dare piena applicazione alla normativa contro le pratiche commerciali sleali e costruire accordi di filiera che garantiscano un'equa distribuzione del valore. Non è più rinviabile un'intesa che riconosca il giusto prezzo agli allevatori, assicuri trasparenza ai consumatori e valorizzi le produzioni ottenute con latte pugliese, a partire da mozzarella e burrata, eccellenze che rappresentano l'identità agroalimentare della nostra regione».








