Assosementi: preoccupazioni per la campagna di erba medica 2018/2019

erba medica
Alberto Lipparini di Assosementi conferma i timori per una caduta del prezzo delle sementi di erba medica. Non aiutano la rilevante produzione dello scorso anno e l'aumento delle superfici destinate alla produzione di seme.

Il prezzo del seme certificato di erba medica per la campagna 2018/19 rischia di subire un sensibile calo. A lanciare l’allarme è Assosementi, l'associazione che rappresenta le aziende sementiere italiane, dopo che il Comitato tecnico economico per la moltiplicazione delle sementi foraggere (Ctef) aveva espresso analoghe preoccupazioni nella prima riunione dell'anno svoltasi un mese fa.
«La fotografia rappresentata alcune settimane fa dal Ctef lasciava trasparire chiaramente tutte le preoccupazioni del settore per quella che si sta delineando come una campagna a tinte fosche per le sementi di erba medica – evidenzia Alberto Lipparini, Segretario di Assosementi. La rilevante produzione dello scorso anno, in Italia e in alti Paesi concorrenti, e l'aumento delle superfici destinate alla produzione di seme di erba medica nella campagna 2018 sarebbero già sufficienti a far temere un calo, facilmente ipotizzabile, del prezzo della semente per la campagna in corso».
A questa complessa situazione si aggiunge la buona produzione di seme di erba medica ottenuta in Australia, uno dei maggiori produttori mondiali, della quale si è avuto conferma in occasione del Congresso internazionale del settore sementiero tenutosi ad inizio giugno a Brisbane. Quest'ultimo fattore, a cui si somma il forte ridimensionamento di alcuni importanti mercati per l’export nazionale di sementi di erba medica (come ad esempio, Arabia Saudita e Argentina), appesantisce ulteriormente il mercato e alimenta le preoccupazioni per la tenuta del prezzo.
«Se tutte le superfici dichiarate per campagna 2018 destinate a produrre seme saranno effettivamente confermate, è facilmente prevedibile che la dinamica del mercato tenderà a deprimere il livello del prezzo» ha concluso Lipparini.

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