Verso Fieragricola 2020 l’evento di Novellara

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Interni della grande stalla della Cila dedicata alle bovine in lattazione.
Alla cooperativa Cila di Novellara (Re) la prima tappa del Road show che promuoverà la rassegna di Verona in Italia. Focus sull’applicazione dell’idea di economia circolare nella zootecnia da latte

Per il primo evento «live», a contatto diretto con agricoltori e operatori delle filiere zootecniche e delle fonti rinnovabili, Fieragricola promuove la «Blue economy» come strumento chiave per migliorare la redditività e ridurre l’impatto ambientale della zootecnia.
«Le opportunità per declinare concretamente i concetti di sostenibilità economica, ambientale e sociale ci sono – afferma Luciano Rizzi, area manager Agriexpo & Technology di Veronafiere – come dimostra l’azienda che ci ospita, la cooperativa Cila, che abbiamo individuato per la capacità di rappresentare una formula di impresa cooperativa agricola multifunzionale in filiere zootecniche ad alto valore aggiunto. Anche a Fieragricola, in programma a Veronafiere dal 29 gennaio al 1° febbraio 2020, proporremo un nuovo modello di agricoltura, in grado di rispondere contemporaneamente alla necessità di ridurre gli input e promuovere un ciclo virtuoso dei rifiuti».

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Un riassunto schematico dell’idea di economia circolare nella zootecnia da latte. Dalla presentazione di Fabrizio Adani, dell’Università di Milano.

La Cila, Cooperativa intercomunale lavoratori agricoli, di Novellara (Reggio Emilia), che ha ospitato l’evento di Fieragricola, è una delle cooperative agro-zootecniche più significative dell’Emilia-Romagna, «con una storia di oltre 100 anni, più di 900 ettari coltivati, 3.200 bovini da latte e carne e 10.000 suini allevati, una produzione di 142mila quintali di latte per la produzione di Parmigiano Reggiano, un impianto di cogenerazione di 1 megawatt e un utile nel 2018 di 1,5 milioni di euro al netto delle imposte, devoluto a fondo di riserva indivisibile», ricorda il presidente di Cila, Giorgio Catellani.
Quelli della Cila di Novellara, puntualizza Catellani, «sono numeri che dipingono una realtà virtuosa non soltanto dal punto di vista imprenditoriale, ma anche per la ricaduta positiva che la cooperativa esprime sul territorio».
Tattiche di economia circolare
L’evento “live” di Fieragricola è stato sostenuto dai partner tecnici Cmp Ventilation Technologies, Rota Guido, DeLaval, Argo Tractors, Progeto, Cpl Concordia, dagli sponsor Cattolica Assicurazioni, Bpm, Edagricole e Nova Agricoltura e moderato da Giorgio Setti, giornalista Edagricole.
Il focus di questo evento porta sotto la lente d’ingrandimento le «Tattiche di economia circolare nella zootecnia da latte», alla luce del fatto che la Blue economy sarà uno dei temi chiave della 114ª edizione di Fieragricola Verona, unica manifestazione trasversale in Italia con un’elevata specializzazione di tutte le aree rappresentate (meccanica, zootecnia, chimica, agrofarmaci, sementiero, verde e forestazione, vigneto e frutteto, energie da fonti rinnovabili, servizi per l’agricoltura, oltre alle aree dinamiche).
«L’economia circolare – spiega il professor Fabrizio Adani dell’Università di Milano – è oggi uno dei pilastri per migliorare la sostenibilità ambientale, economica e sociale dell’agricoltura, ma per ottenere risultati apprezzabili il comparto deve cambiare il proprio paradigma e allearsi con sistemi di reti, di dialogo e di collaborazione in cui gli operatori della filiera agricola e agroalimentare possano dialogare, con benefici sull’intera comunità».
In un’ottica di realizzare, grazie alle imprese agricole e zootecniche, «un modello di comunità dei nutrienti, in cui grazie alle nuove tecnologie si riescono a ridurre i concimi e i fertilizzanti chimici, a sviluppare energia rinnovabile sotto forma di biogas, biometano e calore, a ridurre l’impatto dell’azoto in campo, è necessario che la riforma della Politica agricola comune che sarà applicata dopo il 2020 promuova l’uso di sistemi innovativi e forme di collaborazione che, di fatto, si traducono non solo in vantaggi per le imprese agricole, ma per i territori».
L’economia circolare e l’uso razionale delle risorse sono soluzioni applicabili anche in una filiera ad elevato valore aggiunto come quella del Parmigiano Reggiano, le cui quotazioni sono mediamente superiori del 14% rispetto ai valori rilevati 12 mesi fa.
«Uno degli obiettivi nella filiera del Parmigiano Reggiano è aumentare la produzione di erba medica, magari prevedendo, accanto a semine primaverili, anche semine autunnali o con tecniche colturali diverse, come la semina su sodo – dice Aldo Dal Prà del Centro ricerche produzioni animali (Crpa) –. Sono soluzioni che consentono di contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, con primavere piovose ed estati con ondate di calore in assenza di precipitazioni, con la conseguenza di minori produzioni in campo».
Anche la gestione dei reflui offre grazie all’innovazione diverse opportunità, con soluzioni diversificate, dall’utilizzo in pellet direttamente nel terreno e con una georeferenziazione satellitare o come materiale compostato per le cuccette degli animali.
«In un processo di economia circolare – conclude Lorenzo Leso dell’Università di Firenze – non si può prescindere dal benessere animale e dall’alimentazione delle bovine, fattori in grado di rispondere concretamente alle aspettative dell’allevatore in termini di riduzione del farmaco, di miglioramento delle produzioni sul piano quantitativo e qualitativo, ma che allo stesso tempo vanno incontro alle esigenze del consumatore che mette il benessere animale tra i primi requisiti per l’acquisto di prodotti di derivazione zootecnica».

Verso Fieragricola 2020 l’evento di Novellara - Ultima modifica: 2019-06-20T10:34:36+00:00 da Lucia Berti

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