La fecondazione artificiale? Si fa così

L'atto fecondativo.
Gli aspetti pratici della tecnica della F.A. per la specie bovina secondo l’esperienza degli specialisti Uofaa

Negli anni la tecnica base della F.A. (fecondazione artificiale) non ha avuto grandi evoluzioni, le attrezzature sono state perfezionate e si sono adottati più efficienti mestrui diluitori per il materiale seminale. Nel tempo si è ampliata la conoscenza dei nemaspermi dei riproduttori bovini e si è arrivati a una maggior efficienza delle dosi, confezionate in paillettes, impiegate per la fecondazione artificiale. Ulteriori approfondimenti hanno poi permesso di produrre con maggiore accuratezza il materiale seminale sessato a vantaggio dell’economia dell’allevamento che richiede la nascita di femmine per la rimonta.

Oggi, grazie a una tecnologia tutta italiana, nata per la specie suina, si sta diffondendo commercialmente l’uso del seme di toro micro incapsulato con alginato di bario. Questa preparazione consente una lenta attivazione del materiale seminale e una prolungata vitalità per aumentare la possibilità di intercettare l’ovocellula da fecondare.

Di nuovo nel contesto della fecondazione artificiale si sono sviluppate moderne tecnologie per ottimizzare la rilevazione dell’estro alle quali oltre agli ormai collaudati podometri e attivometri si sono aggiunti rilevatori dell’attività ruminale connessa con lo stato di calore e in particolare test diagnostici della presenza del progesterone nel latte che vengono fatti di routine quotidianamente in fase di mungitura. L’assenza del progesterone nel latte può indicare lo stato di calore della bovina.

Gli strumenti

Uno strumento ancora oggi in uso per la F.A è Ia pistolette, chiamata anche siringa, della lunghezza di cm 45, costruita in acciaio, costituita da un corpo tubolare, terminante con un rilievo conico, da un pistone e da una rondella di materiale plastico, per il fissaggio delle guaine necessarie per la protezione igienica della pistolette stessa. La pistolette, subito dopo l’uso deve essere smontata e pulita con un fazzolettino di carta imbevuto di alcool o con altro idoneo disinfettante evitando in ogni modo di bagnare l’interno del corpo tubolare che poi difficilmente risulterebbe asciugabile.

Recentemente sono stati prodotti nuovi modelli di pistolette sprovviste di rondella ma che assicurano il bloccaggio della guaina per avvitamento su un rilievo a spirale posto sul fondo del pistolet o con un apposito rilevanza della canula. Queste pistolettes risultano più pratiche nell’uso ed eliminano l’inconveniente della perdita e della fastidiosa pulizia della rondella. Per l’utilizzo sia delle paillettes mini da 0,25 che di quelle medie da 0,50 si sono prodotte da parte delle due principali case mondiali pistolettes universali munite di un apposita canula in grado di impiegare i due tipi di paillettes.

Le guaine, monouso, fabbricate in un particolare materiale plastico, assicurano la protezione sanitaria della pistolette durante l’inseminazione. Le guaine devono essere riparate dalla polvere quale veicolo di germi, dai raggi del sole per evitare che si deformino; occorre quindi aprire la confezione delle guaine con un piccolo taglio nell’angolo opposto alle punte della guaina e riporla poi nell’apposito astuccio porta guaine. Le guaine, nel caso di pistolette a rondella, sono munite di un taglio longitudinale sul fondo per sormontare il cono terminale del corpo della pistolette. Il modello di guaina senza taglio serve per la pistolette a bloccaggio con spirale o rilievo.

Oggi in Francia è prodotta una speciale guaina che non necessità più del classico tubicino colorato che consente di raccordare la dose con il foro di uscita della guaina stessa. Questa guaina possiede anche una caratteristica unica cioè quella di essere munita di due fori laterali di uscita del materiale seminale determinando un minor impatto con le mucose uterine.

Lo scongelamento delle dosi richiede un recipiente meglio un thermos che mantenga per più tempo possibile la temperatura dell’acqua a 35-37’ C.

Attualmente sono disponibili diversi modelli di scongelatori con termostati funzionanti a corrente elettrica di rete o a 12 Volt, collegabili alla batteria dell’automobile, che assicurano costantemente in modo automatico la giusta temperatura dell’acqua di scongelamento. L’operatore, per poter svolgere correttamente la sua attività, deve essere dotato di un termometro per il controllo del bagno di scongelamento, di fazzoletti di carta assorbente a perdere, di un paio di forbici pulite e affilate per un netto taglio della paillette o di una taglierina apposita; di pinzette di acciaio o plastica con apposita scanalatura per l’estrazione delle paillettes dal contenitore.

Si consiglia di riporre la strumentazione per la F.A. in un contenitore adatto, di facile pulizia; sono disponibili cassette apposite in acciaio inox o in materiale plastico, concepite per riporre tutte le attrezzature in modo ordinato e igienico.

L’intervento di F.A.

Il successo dell’inseminazione artificiale dipende in larga misura dalla capacità di far passare la pistolette attraverso la cervice e depositare il materiale seminale nel punto più idoneo. Per raggiungere tale punto si deve seguire una serie di fasi meccaniche, ogni atto deve essere compiuto in modo preciso e delicato. Prima di inserire la mano nel retto della bovina, occorre assicurarsi che le unghie siano corte e mettersi sempre i guanti fino alla spalla. I polpastrelli fanno da sensori dentro la vacca, perciò le unghie corte sono più sicure, sia per la vacca che per l’operatore. Per proteggere il braccio durante l’inserimento nel retto occorre fare uso di guanti impalpabili a perdere, di materiale plastico a cinque dita.

Mentre si lavora dentro la bovina occorre assumere un atteggiamento rilassato: i gomiti, le spalle, le anche e le ginocchia devono essere a proprio agio, infatti ci si dovrebbe appoggiare alla vacca e lasciare che sia lei a guidare. Dietro alla vacca occorre stare sempre obliqui, ciò aiuta a rilassare le spalle e a proteggersi da eventuali pericolosi calci.

Dovendo entrare nel retto, occorre bagnare con acqua o con una piccola quantità di lubrificante la mano guantata. Non usare saponi o detergenti o lubrificanti contenenti disinfettanti; questi generalmente irritano il retto della vacca.

Attraverso l’apertura anale inserire prima uno, poi tutte le dita tenute insieme, formando un cono e contemporaneamente tirando la coda della vacca per avere una forza uguale e opposta che favorisca la penetrazione nel retto.

Con il braccio inserito fino al polso, si apre la mano e si preme verso il basso cominciando a toccare da un lato all’altro, ciò aiuta a riconoscere l’ampiezza della cavita pelvica, notando l’assottigliamento frontale del pavimento pelvico che è chiamato orlo. Continuando il movimento di sfioramento, occorre premere i polpastrelli verso il pavimento pelvico poiché è là che la cervice, generalmente, si situa.

Quando la bovina è in calore le corna uterine sono ben turgide e di solito sono arrotolate come corna di montone.

Poiché la vagina è un canale virtuale, le pareti di questa formano delle pieghe contro le quali può fermarsi la pistolet; occorre distenderle spingendo con la mano nel retto la cervice verso la testa dell’animale.

Quando la pistolet si avvicina alla cervice, si deve porre il pollice, l’indice e il medio sull’estremità caudale della cervice che si raccorda con la vagina, mentre il resto della mano serve da imbuto per guidare la pistolet verso l’apertura del canale cervicale. Questa apertura si trova normalmente al centro della cervice, ma non sempre, per questo motivo può essere necessario sondare leggermente con la punta della pistolet. Successivamente è necessario dirigere la punta della pistolet verso l’alto fino a toccare il pollice, togliere il pollice e inserire la pistolet.

Un altro ostacolo alla penetrazione della pistolette nell’apertura cervicale è determinato dalla presenza del fornice cervicale, o sacca cieca, sacca creata dalla parte caudale della cervice che si protende nel lume vaginale. Il modo migliore di eliminare questo incaglio è premere dolcemente le pareti vaginali attorno all’estremità posteriore della cervice, con il pollice l’indice e il medio, in ogni caso occorre ricordare di afferrare la cervice nella sua parte iniziale e non centrale per evitare di rompere l’allineamento vagina-cervice.

Una volta dentro alla cervice la pistolette può avanzare abbastanza rapidamente; per far sì che la punta della pistolette continui ad avanzare lungo il canale cervicale, occorre manipolare Ia cervice, inclinandola, dondolandola con il pollice e i polpastrelli sulla punta della pistolette.

L’apertura cervicale risulta più facilmente penetrabile quando l’animale è in calore. Se la bovina fosse gravida, il tappo mucoso che si forma all’interno della cervice tende a frenare la penetrazione della pistolette e si ha la sensazione di dover penetrare in qualcosa di gommoso. A volte la cervice si curva invece di estendersi diritta in avanti, e l’estremità anteriore pende verso l’orlo pelvico. Quando ciò accade, la punta del pistolet cozza contro il tetto del canale cervicale. Il problema si risolvere facilmente alzando l’estremità anteriore della cervice permettendo così alla pistolet di procedere. A volte in vacche anziane l’intera cervice può essere situata ben oltre l’orlo pelvico, in questo caso la si dovrà alzare e retrarre per porla entro la cavità pelvica. Per fermare la pistolette sul punto giusto, mettere il dito indice sul limite anteriore della cervice. Questa è l’area in cui il consistente tessuto cervicale si trasforma nel più morbido tessuto uterino e quindi ha ancora una certa consistenza e il contatto con il pistolet non arreca danni. Premendo leggermente verso il basso con il polpastrello, si riuscirà a sentire la punta la pistolette che passa attraverso l’ultima plica cervicale.

Togliendo il dito bisogna far avanzare la pistolette per circa mezzo centimetro, quindi con lentezza si deposita il materiale seminale. Evitare di fare avanzare la pistolette nell’utero della vacca perché si potrebbe graffiare la delicata mucosa di cui è rivestito internamente, provocando danni e infezioni. L’inseminazione più sicura, che garantisce la più alta fertilità, si ha depositando il seme nel bersaglio, non in un punto della cervice prima del bersaglio e neppure avanti nei delicati tessuti uterini.

Attenzione perché le vacche normali possono dar segni di calore anche quando sono gravide, questo è stato riscontrato nella misura del 5%.

Se ci fosse una ragione qualunque per sospettare la gravidanza, bisogna essere cauti: invece di procedere fino in fondo verso il bersaglio con la pistolet, inserirla solo fino a due terzi o tre quarti della cervice prima di depositare il seme poiché passare la pistolette solo parzialmente attraverso la cervice, può evitare di causare un aborto, se la vacca è veramente gravida.

Seguire scrupolosamente quanto detto potrà assicurare all’allevatore il successo dell’intervento di F.A.

 

* L’autore è presidente Uofaa (Unione operatori di fecondazione artificiale animale, con sede a Inverno e Monteleone, Pavia).

 

COSA È LA UOFAA

La Uofaa (Unione operatori di fecondazione artificiale animale), ente di formazione accreditato Regione Lombardia, organizza annualmente corsi di formazione abilitanti alla fecondazione artificiale bovina su tutto il territorio italiano e dispone di materiale didattico e di testi specializzati, anche dvd interattivi.

La sede dell’Uofaa è situata a Inverno e Monteleone (Pv). Il sito internet è www.uofaa.it

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