Al via due progetti contro l’antibioticoresistenza

antibioticoresistenza
Il direttore di Araer, Claudio Bovo, alla presentazione di due progetti che puntano alla riduzione degli antibiotici in allevamento
Dalla collaborazione tra Araer e il Consorzio del Parmigiano Reggiano

Due progetti importanti accomunati da un impiego razionale dell’antimicrobico. Nati dalla collaborazione tra l’Araer (Associazione regionale allevatori dell’Emilia-Romagna) e il Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano, a cui l’Università degli Studi di Milano e l’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna hanno fornito un contributo scientifico certificandone di fatto l’eccellenza. Si tratta del Servizio dell’Araer a supporto dell’asciutta selettiva negli allevamenti di bovini che producono latte per la produzione di Parmigiano Reggiano e del “Progetto Ddd” che stabilisce la cosiddetta “Dose definita giornaliera” (l’unità standard di misura degli antimicrobici utilizzati, ndr) in alcuni allevamenti che conferiscono al Consorzio. Al centro di entrambi i progetti c’è l’impiego prudente del farmaco, di fatto la lotta all’antibioticoresistenza. Se ne è parlato nell’incontro del 21 dicembre 2021, presso la sede del Consorzio del Parmigiano Reggiano, davanti a un pubblico numeroso, composto da veterinari e operatori del settore, parte in presenza, nel pieno rispetto delle norme anti Covid, e parte in collegamento digitale. Sono intervenuti, come relatori, Paolo Moroni, responsabile scientifico di entrambi i progetti e docente presso il dipartimento di Medicina veterinaria all’Università di Milano e alla Cornell University di Ithaca, negli Stati Uniti; Patrizia Bassi dell’Izsler (Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna); Andrea Gavinelli, capo dell’unità Benessere animale e resistenza antimicrobica della Direzione generale Santé a Bruxelles, Giovanna Trambajolo, Chiara Casadio e Anna Padovani dell’Area sanità veterinaria e Igiene degli alimenti della Regione Emilia-Romagna.

Partendo dal Piano regionale di prevenzione e dalle nuove Linee guida sull’utilizzo prudente dell’antibiotico in allevamento Paolo Moroni ha gettato, un paio di anni fa, le basi dei due progetti, oggi realizzati e perfezionati in tutti i loro aspetti. Da gennaio 2022 l’Araer li sta promuovendo, in una serie d’incontri provinciali. Proprio quest’obiettivo diventerà, dal 28 gennaio 2022, una realtà ineludibile.

«D’ora in avanti non si potrà che parlare di asciutta selettiva delle bovine – ha sottolineato Moroni nel suo intervento –, una pratica che tutti gli allevatori dovranno adottare nel breve periodo». In che cosa consiste la terapia di asciutta selettiva?
Nel superare il trattamento sistematico definendo quando un animale è da trattare. «Nelle aziende dove sono presenti microrganismi contagiosi e che mostrano carenze gestionali – ha proseguito Moroni – l’asciutta selettiva delle bovine andrà incontro a un cammino più complesso. Andranno, pertanto, attuate adeguate misure d’igiene, buone prassi zootecniche, strategie di gestione capaci di ridurre al minimo lo sviluppo e la diffusione delle infezioni mammarie». In questo percorso Araer assumerà un ruolo centrale per il veterinario aziendale e l’allevatore nel progetto che prevede, come ha spiegato Moroni, un approccio all’asciutta selettiva molto attento da un punto di vista tecnico-scientifico, il supporto delle informazioni in possesso dell’allevatore, l’utilizzo di quelle inserite negli archivi e disponibili sul gestionale Si@llEvA per selezionare in modo appropriato gli animali da trattare nel rispetto delle linee guida della Regione Emilia-Romagna.

Per quanto riguarda il progetto Ddd sulla definizione della “Dose definita giornaliera”, Paolo Moroni ha chiarito lo scopo dell’iniziativa: fare la fotografia di alcune stalle da latte che conferiscono al Consorzio del Parmigiano Reggiano, sperimentando un razionale flusso di dati relativi alle Ddd da ClassyFarm al Consorzio per arrivare ad avere elementi statistici utili per avviare azioni di riduzione dell’uso dell’antibiotico in allevamento.

Soddisfatti dell’iniziativa il direttore di Araer, Claudio Bovo, e il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli. «Ci aspettano tempi di grandi innovazioni – ha detto Bovo – e non possiamo farci trovare impreparati. Questi progetti ambiziosi sono il frutto di un lavoro durato anni, che Araer ha fortemente voluto. Sapremo portarli avanti anche grazie a una struttura come la nostra, capace di analizzare ed elaborare dati attendibili a tutto vantaggio dell’attività dei nostri associati». «Legittimamente oggi il consumatore non si accontenta di acquistare un alimento buono. Vuole sapere anche come viene fatto – ha concluso Nicola Bertinelli – . Un’esigenza che vogliamo soddisfare senza dimenticare, tuttavia, che il comparto zootecnico non può essere messo sulla graticola anche rispetto al tema dell’antibioticoresistenza, visto che il mondo del latte incide su questo versante per un modesto 2%».

Al via due progetti contro l’antibioticoresistenza - Ultima modifica: 2022-01-19T10:37:11+01:00 da Lucia Berti

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