Proseguono le attività di tutela e promozione della Mozzarella di bufala campana

Il consorzio: Dietro alla dop più importante del centro sud

La Mozzarella di bufala campana è il più importante marchio dop del centro-sud Italia. Nel 2011 sono stati prodotti 37 milioni e 500 mila kg di Mozzarella di bufala campana (+1,3% rispetto al 2010), di cui il 25% è stato esportato.

La Mozzarella di bufala campana è il più importante marchio dop del centro-sud Italia. Nel 2011 sono stati prodotti 37 milioni e 500 mila kg di Mozzarella di bufala campana (+1,3% rispetto al 2010), di cui il 25% è stato esportato. L’export si è rivolto principalmente a Francia, Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna, Svizzera e Giappone.

Il 58% della mozzarella dop viene prodotto tra le province di Caserta e Napoli, il 34% a Salerno, il 7% nel basso Lazio e l’1% tra Venafro (Is) e Foggia. Sono alcuni dei dati che ci ha fornito il Consorzio di tutela della Mozzarella di bufala campana. E il presidente, Domenico Raimondo, aggiunge: «Gli ottimi risultati sono frutto della scelta del Consorzio di puntare sempre sulla qualità del prodotto e sul lavoro di squadra dell’intera filiera, perché questo è l’unico modo per crescere e valorizzare al meglio la mozzarella dop, prodotto vetrina del made in Italy. Bisogna però non abbassare mai la guardia e dedicare il massimo impegno per tutelare questo prodotto che tutto il mondo ci invidia».

Il marchio della dop ha consentito di far conoscere il prodotto originale, il suo territorio e soprattutto il sapore inconfondibile, ma soprattutto ha consentito al consumatore di distinguere mozzarelle non certificate dalla Mozzarella di bufala campana, che è soggetta a tantissimi controlli, dall’allevamento della bufala fino alla vendita al consumatore.

«Solo i caseifici che superano l’impegnativo l’iter di certificazione possono ottenere il marchio della dop; successivamente tali aziende vengono monitorate costantemente attraverso analisi per garantire il rispetto del disciplinare ed alti standard qualitativi del prodotto messo in commercio».

 

All’estero

I dati commerciali sono positivi e incoraggianti, tuttavia, precisa il presidente, resta ancora molto da fare. «L’obiettivo del consorzio è quello di cogliere le nuove opportunità offerte dal mercato in Italia e all’estero e migliorare la redditività della filiera, iniziando dagli allevatori. Nell’ultimo anno, infatti, il consorzio di tutela ha apportato importanti modifiche allo statuto e aperto le porte anche agli allevatori, con lo scopo di innalzare le garanzie e la sicurezza lungo tutto il processo produttivo».

All’estero, continua Raimondo, sono state numerose le iniziative di promozione che hanno visto la mozzarella di bufala campana dop protagonista: «dall’Anuga di Colonia al Foodex di Tokyo, dal Korea Food Expo 2011 fino all’ultima missione, a Identità golose di Milano, dove abbiamo presentato il nuovo ricettario».

 

La contraffazione

Bisogna ricordare però che il comparto ogni anno subisce danni ingenti dalla contraffazione, fenomeno che rappresenta un vero problema.

«Secondo le nostre stime - aggiunge Raimondo - il mercato parallelo della contraffazione è un business da oltre 100 milioni di euro l’anno, con almeno 7 milioni di chili di mozzarella immesse irregolarmente sul mercato in Italia e all’estero. Ma siamo fiduciosi e convinti di sconfiggere questa piaga; d’altra parte sono oltre 15 mila i controlli che ogni anno vengono effettuati sul prodotto, e poi non dimentichaimo la trasparenza del nostro agire e la grande attenzione delle forze dell’ordine».

Il consorzio, inoltre, ha stretto importanti accordi con i consorzi di altri formaggi dop per il controllo reciproco della qualità al fine di tutelare al massimo i consumatori.

 

Repressione frodi

Il consorzio opera attraverso un proprio corpo ispettivo, la cui qualifica di agenti di pubblica sicurezza è attribuita da specifico decreto del ministero degli Interni. «Si opera nel prelievo dei campioni di Mozzarella di bufala campana e/o di produzioni similari, negli stabilimenti sia di produzione che al commercio su tutto il territorio nazionale, al fine di verificare la rispondenza del prodotto dop agli standard qualitativi previsti dal disciplinare di legge (D.P.C.M. 10/5/93, pubbl. su G.U. n.219 del 17/9/93)».

Tale attività è preventivamente regolamentata attraverso la definizione annuale di un protocollo operativo in ottemperanza al decreto ministeriale Mipaaf 12/10/2002. Questo protocollo viene stipulato di comune accordo con l’Ispettorato centrale repressione frodi (Icrf) di Napoli, sede di Portici, competente per territorio.

«I nostri ispettori operano in autonomia, per le ordinarie operazioni di vigilanza, o in coordinamento con gli ispettori dell’Icrf del Mipaaf per situazioni particolari. I campioni di Mozzarella di bufala campana prelevati dal commercio sono sottoposti ad analisi con metodi ufficiali nei laboratori pubblici dell’Icrf». E come mostra la figura pubblicata sopra (fonte Icrf - Mipaaf) la Mozzarella di bufala campana dop è stata nel 2003 il formaggio dop più controllato in assoluto.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome