Così i consumi dei formaggi duri vaccini in Italia nel 2016

L'analisi del Consorzio di tutela del Grana Padano, basata su dati Iri relativi al 50% dei consumi Italia (Iper, Super, Superette, Discount solo peso imposto)

Secondo Iri, che monitorizza circa il 50% dei consumi Italia (Iper, Super, Superette, Discount solo peso imposto), nel 2016 è stato acquistato un corrispettivo in forme (a 37 kg in media) pari a 3.067.864 forme di formaggi duri vaccini. Di cui:
- 1.446.351 forme 
di Grana Padano, che nel 2016 cala del -1,3% e si attesta al 47,1% del totale;
-
1.084.567 forme di Parmigiano Reggiano, che nell’anno cala del -0,7% attestandosi al 35,4%;
-
536.945 forme di similare, che nell’anno cresce del +3,3% attestandosi al 17,5% del totale.
Lo comunica all'Informatore Zootecnico il Consorzio per la tutela del formaggio Grana Padano.
 

Il prezzo di vendita medio del Grana Padano è stato di 11,80 €/kg, con un -1,5% rispetto al 2015; quello del Parmigiano Reggiano di 15,83 €/kg, con un +1,1%; e quello dei similari di 10,10 €/kg, con un -3% rispetto al 2015.
Le forme intere e i pezzi di Grana Padano hanno rappresentato il 74,2%, con un calo di -0,3 punti quota, mentre il grattugiato e il senza crosta il 25,8% con una crescita di 0,1 punti quota.

Per il Grana Padano la prima area è il Sud con il 30,2% del totale, poi il Nord Ovest con il 28,4%, il Centro Sud con il 22,8% e infine il Nord Est con il 18,6%.
Il Grana Padano risulta primo in tutte le quattro aree ma l’area dove il distacco con il Parmigiano Reggiano è più alto è il Sud, in cui vengono consumate 436.864 forme di Grana Padano mentre di Parmigiano Reggiano ne sono state consumate 269.810.

Da tali dati, commenta il Consorzio, si desume «che nel 2016 sono state consumate circa 2.900.000 forme di Grana Padano in Italia e circa 1.740.000 all’estero. Il consumo italiano di formaggi duri vaccini identificati come categoria “grana” si attesta intorno ai 6.200.000 forme con un calo del -0,3% sul 2015. Deriva pertanto che il 37,5% del nostro formaggio va fuori dall’Italia, il che vale comunque il 62,5% dei consumi».

La crescita complessiva consumi del 2016, «che anticipiamo essere intorno al +1,5% circa (attendiamo a marzo il dato definitivo dell’export, che stimiamo si collocherà tra il +6% e il +7%) è da attribuire esclusivamente alle performances del segmento grattugiato e senza crosta, che è cresciuto dell’8% attestandosi a 1.300.000 forme».

«Non va quindi dimenticato, per il 2017, che i prezzi medi di vendita Italia al consumo nel 2016 sono stati per il Grana Padano di -1,5%, ma stanno crescendo; quelli del Parmigiano Reggiano del +1,1%; mentre quelli dei similari sono calati nel 2016 del -3%. Uno scenario, quello del 2017, che impone grande attenzione e grande prudenza produttiva: continuerà la pressione dei similari, cresciuti, lo ricordiamo ancora, del +3,3% nei consumi Italia in un comparto in leggero calo (-0,3%)».

 

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