Zootecnia di montagna, da Regione Lombardia 2,5 milioni per malghe e alpeggi

Dal 7 luglio prossimo al via il bando rivolto agli enti pubblici proprietari di strutture zootecniche in montagna

zootecnia montagna
Disponibili contributi fino al 90% per costruzioni, ristrutturazioni, energie rinnovabili, digitalizzazione e recupero del patrimonio rurale.

La Regione Lombardia investe sulla zootecnia di montagna con un nuovo bando da 2,5 milioni di euro del Csr destinato a sostenere la costruzione e l'ammodernamento di allevamenti, stalle, malghe e alpeggi nelle aree montane del territorio regionale. Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 10 del 7 luglio 2026.

L'iniziativa è rivolta agli enti pubblici proprietari di strutture a uso zootecnico situate nei comuni montani e punta a rafforzare la competitività delle aziende agricole che operano in territori spesso caratterizzati da condizioni produttive più difficili ma fondamentali per la tutela ambientale e la salvaguardia del paesaggio.

«L'agricoltura di montagna è molto più di un'attività economica – ha dichiarato l'assessore regionale all'Agricoltura Alessandro Beduschi – è tutela del paesaggio e presidio del territorio altrimenti a rischio abbandono. Con questo bando investiamo concretamente nelle malghe e negli alpeggi, riconoscendo il valore strategico di chi sceglie di restare e lavorare in montagna. Vogliamo che queste strutture siano sempre più moderne e competitive, perché il futuro dell'agricoltura lombarda passa anche, e soprattutto, dalla montagna».

Gli obiettivi della misura

Il bando è finalizzato al potenziamento e allo sviluppo delle aziende agricole zootecniche delle aree montane lombarde. Tra gli obiettivi figurano il miglioramento della produttività degli impianti, lo sviluppo delle filiere legate alla trasformazione, conservazione, commercializzazione e vendita diretta dei prodotti agricoli, l'efficientamento energetico delle strutture e la loro digitalizzazione.

Particolare attenzione viene inoltre riservata al recupero del patrimonio edilizio storico montano, come maggenghi, alpi e malghe, e alla valorizzazione della multifunzionalità delle aziende agricole.

Chi può partecipare

Possono presentare domanda i soggetti pubblici proprietari di terreni agricoli e fabbricati a uso zootecnico in montagna. Tra i beneficiari rientrano Province, Comuni, Comunità montane, Università, Parchi nazionali, enti gestori di aree naturali protette ed enti sanitari pubblici.

La dotazione finanziaria è suddivisa in 1 milione di euro per il 2027 e 1,5 milioni per il 2028.

Contributi fino al 90%

I contributi saranno concessi a fondo perduto. L'intensità dell'aiuto potrà raggiungere il 90% della spesa ammessa per i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, per le Comunità montane e per gli enti gestori di aree protette e siti Natura 2000. Per gli altri soggetti beneficiari il sostegno potrà coprire fino al 50% delle spese ammissibili.

I progetti dovranno prevedere investimenti compresi tra un minimo di 50.000 euro e un massimo di 400.000 euro. Almeno 30.000 euro dovranno essere destinati agli interventi relativi alla produzione primaria.

Le opere finanziabili

Gli interventi ammissibili comprendono la nuova costruzione e la ristrutturazione di edifici rurali e stalle, le opere di efficientamento energetico e l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, come fotovoltaico, idroelettrico e biomasse.

Tra le spese finanziabili rientrano anche la realizzazione di reti idriche, il miglioramento della connettività digitale nelle aree di alpeggio e malga e il recupero di fabbricati storici da valorizzare per finalità culturali o di pubblica utilità.

I progetti saranno classificati in due categorie: la tipologia A, relativa agli interventi per la produzione primaria, e la tipologia B, riguardante trasformazione, commercializzazione e vendita diretta. La presenza di entrambe le tipologie all'interno dello stesso progetto rappresenterà uno degli elementi premianti nella fase di valutazione.

«Questo bando – conclude Beduschi – è una risposta concreta alla necessità di non lasciare soli i nostri agricoltori montani nella sfida della modernizzazione. Un Comune piccolo, una Comunità montana, un Parco che investe nella propria zootecnia eroica con il sostegno di Regione Lombardia sta promuovendo un modello di sviluppo rurale che è alternativo all'abbandono e alla cementificazione».

Zootecnia di montagna, da Regione Lombardia 2,5 milioni per malghe e alpeggi - Ultima modifica: 2026-06-03T16:45:09+02:00 da Francesca Baccino

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