Quote latte, Corte di Giustizia Ue: l’Italia è inadempiente, possibili penali se non si uniforma

L’Italia si dovrà uniformare alle indicazioni della Corte, esponendosi, in caso di inottemperanza, a una nuova causa da parte della Commissione

La Corte di Giustizia dell’Unione europea, con sentenza nella causa c-433/15, che vede contrapposte la Commissione europea e l’Italia per la questione del prelievo supplementare per il superamento delle quote latte nelle campagne lattiero-casearie dal 1995/1996 al 2008/2009, ha dichiarato l’Italia inadempiente alle obbligazioni derivanti dal diritto dell’Unione.
L’Italia - spiega un comunicato stampa della Corte - viene dichiarata inadempiente per “non aver predisposto, nell’arco di dodici anni, mezzi legislativi e amministrativi idonei ad assicurare il regolare recupero del prelievo supplementare dai produttori responsabili della sovrapproduzione”. “A seguito di tale sentenza, l’Italia si dovrà uniformare alle indicazioni della Corte, esponendosi, in caso di inottemperanza, a una nuova causa da parte della Commissione. Tale eventuale seconda causa di inadempimento potrebbe comportare una condanna del nostro paese al pagamento di penali”, conclude il comunicato stampa.

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