La produzione di Parmigiano Reggiano è cresciuta di oltre il 5% dall’inizio dell’anno. Un aumento che rischia di superare la capacità del mercato di assorbire il prodotto, con possibili ripercussioni sui prezzi e sulla redditività dei caseifici.
Per questo il 14 ottobre l’assemblea generale dei consorziati, riunita a Reggio Emilia, ha approvato con il 97,9% delle preferenze il “Progetto Equilibrio”, un piano di misure per il 2026 e il 2027 con l’obiettivo di frenare la crescita produttiva, salvaguardare il valore del Parmigiano Reggiano e tutelare l’intera filiera.
Il piano prevede contributi economici più elevati per i caseifici che superano le quote produttive assegnate, con importi fino a 65 euro al quintale nel 2027 per chi registra gli sforamenti maggiori. Inoltre, sono stati inseriti nuovi vincoli (come una trattenuta del 5%) per chi vende le proprie quote aziendali all’esterno della filiera.
L'intero pacchetto entrerà ufficialmente in vigore non appena arriverà il via libera da parte del ministero dell'Agricoltura, atteso entro fine anno.
Ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del consorzio: «Quello di oggi è un passo importante, di profonda consapevolezza. I soci hanno capito che occorre fare un piccolo sacrificio per avere un grande beneficio nell'intera filiera».
Ha aggiunto Bertinelli: «La misura approvata ci consente di sostenere con maggiore efficacia le azioni del piano marketing, sia in questo finale di 2026 sia soprattutto per il 2027, azioni che saranno poi oggetto dell’assemblea di fine anno. Ci permette, inoltre, di rafforzare l'efficacia dei controlli, in sinergia con la serie di verifiche rafforzate legate al nuovo piano presentato oggi dall'organismo di controllo. L'obiettivo centrale del nostro mandato dal 2027 è concentrarci sulla qualità del prodotto, intervenendo a tutti i livelli per mantenerla sempre alta, pienamente all'altezza del posizionamento del marchio e del livello di valorizzazione che abbiamo raggiunto sul mercato».
L’assemblea ha inoltre ratificato la nomina di Guglielmo Garagnani a presidente della Sezione di Bologna, dopo le dimissioni di Giulio Ghiaroni. Garagnani entra anche nel consiglio di amministrazione e nel comitato esecutivo del consorzio per la restante durata del mandato, fino al 2028.
Valorizzazione dei dati degli allevatori, accordo Aia-Parmigiano a Montichiari
Trasformare i dati raccolti negli allevamenti in strumenti utili per le imprese, tutelare il valore del loro lavoro e accompagnare l’innovazione nella filiera. Con questi obiettivi Ettore Prandini, presidente dell’Associazione italiana allevatori (Aia), e Nicola Bertinelli, presidente del consorzio del Parmigiano Reggiano, hanno sottoscritto alla fiera Fazi di Montichiari un protocollo di collaborazione dedicato alla valorizzazione del dato zootecnico.
La formazione sarà parte integrante di questo percorso: l’intesa prevede la possibilità di attivare iniziative congiunte rivolte ad allevatori e tecnici per rafforzare la capacità di interpretare i dati, trasformarli in informazioni e ottimizzare i ritorni, sia tecnici che economici.
Commenta Ettore Prandini: “Dobbiamo compiere un salto di qualità: passare da un sistema che raccoglie e restituisce dati a un sistema che utilizza la conoscenza per orientare le produzioni. Mettere in relazione qualità del latte, alimentazione, performance produttive e costi significa offrire agli allevatori strumenti concreti per decidere come e dove migliorare. Ma significa anche consentire a una grande dop come il Parmigiano Reggiano di programmare le proprie strategie partendo da una conoscenza sempre più approfondita degli allevamenti. Il futuro della zootecnia italiana passa da qui: trasformare il dato in informazione, l’informazione in decisioni e le decisioni in valore per chi produce”.
Sottolinea a sua volta Nicola Bertinelli: “Il Consorzio negli ultimi anni ha fatto un lavoro enorme per costruire strumenti a supporto delle politiche di filiera, dal registro quote latte all’osservatorio dei dati commerciali in collaborazione con Nielsen, al Registro delle giacenze in collaborazione con Ismea. Con l’accordo siglato oggi diamo contenuti al tassello della filiera che ci mancava: quello dell’allevamento. Da questa collaborazione verrà amplificata e migliorata la capacità di guidare le scelte strategiche, e questo accordo diventerà certamente un modello di riferimento per molte altre filiere di formaggi dop”.










