Grana padano, crescono prezzi e consumi

Il direttore generale del consorzio Stefano Berni: record di adesioni al piano produttivo. Anche l'export va bene, in attesa di uno sblocco della questione Russia

Da una decina di settimane le quotazioni del Grana Padano Dop sono in netta ripresa ed il trend positivo ha delle motivazioni precise. “La prima è l'incremento vistoso dei consumi in Italia e l'impennata che nei primi sette mesi ha avuto l'export – spiega il direttore generale del Consorzio di Tutela, Stefano Berni -. In realtà le esportazioni da tempo sono in crescita, ma in questi mesi con percentuali maggiori”.
Di conseguenza, sottolinea il direttore generale del Consorzio, si è verificato il calo significativo delle scorte, “grazie anche ad un incremento produttivo nei dieci mesi gennaio/ottobre molto modesto – afferma Berni – ed il segmento cresciuto di più in Italia è il "Riserva" oltre 20 mesi, di cui si sono moltiplicate le marchiature. Tutti dati molto positivi che mi rallegrano. L'ultimo aspetto, che mi piace meno, è che in Italia siamo cresciuti anche a discapito del Parmigiano Reggiano per il differenziale del prezzo sia all'ingrosso che al consumo, mai così alto e per un tempo così prolungato”.
Il significativo incremento dei consumi sarà sostenuto dal Consorzio di Tutela con nuove iniziative sul mercato interno e all’estero. “Il 18 novembre è partita in Italia una nuova campagna di comunicazione, con una nuova agenzia creativa, Havas, che è quella dello spot Tim con il ragazzo che balla, considerato lo spot più ricordato e piaciuto attualmente on air. Credo quindi che piacerà molto la nuova campagna – spiega il direttore generale -. Per l'estero confidiamo che anche le recenti azioni di politica estera di Salvini facciano cessare l'embargo in Russia. Per noi quello è un mercato importante dove stavamo crescendo a rotta di collo che, però, ora ci vede fuori e temo dimenticati. Ma finito l'embargo ripartiremo”.
Ma è già tempo di previsioni e di programmazione per il 2019: “Vediamo di finire bene il 2018 – dice Berni -e ce ne sono tutte le condizioni. Prezzi e consumi in aumento, valore del latte spot incoraggiante e quindi produzioni di Grana Padano in leggerissima crescita. Ci sono le condizioni per pensare almeno ad un primo semestre 2019 positivo. Andremo bene purché i miei caseifici consorziati, nel 2019, non esagerino con le produzioni”.
A regolare il prossimo triennio sarà il piano produttivo triennale adottato dall’ultima assemblea generale pur con qualche polemica, in particolare sulla quota alla stalla. “Più che di polemiche parlerei di franco, libero e democratico confronto interno – commenta il direttore generale del Consorzio -. Scoglio superato perché già entro fine ottobre avevano aderito liberamente al Piano poco meno del 78% delle stalle. Si tratta di un record rispetto agli anni precedenti e ne bastava il 66,7%. Credo che entro fine anno supereremo largamente l'80% e tra i 126 caseifici ben 121 hanno aderito. Per cui avanti, dopo confronti seri, approfonditi e in totale libertà, addirittura con maggioranze bulgare ... Si dice ancora così?”.

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