Dopo quasi vent'anni torna in Italia il World Buffalo Congress: dal 28 al 30 ottobre Sorrento sarà alcentro di un confronto internazionale dedicato alla specie bufalina che coinvolgerà ricercatori, veterinari, allevatori, tecnici, imprese e istituzioni provenienti da oltre venti Paesi.
Il congresso, organizzato dall'Università degli Studi di Napoli "Federico II", attraverso il dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali, dal Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop e dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, rappresenta uno degli appuntamenti di maggiore rilievo mondiale per il comparto bufalino e costituisce un'occasione privilegiata per mettere in relazione ricerca scientifica, innovazione tecnologica e sistema produttivo.
Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, ha evidenziato come il ritorno del World Buffalo Congress in Italia rappresenti «un riconoscimento importante per tutto il sistema bufalino nazionale. Con questo Congresso - aggiunge - il Consorzio ribadisce il ruolo della Mozzarella di Bufala Campana Dop come espressione di una filiera organizzata, controllata e fortemente legata al territorio, nella quale la tutela della denominazione deve procedere di pari passo con la capacità di innovare e di affrontare i mercati mondiali».
Per la chiusura, la mattina del 30 ottobre, è stato invitato il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Il ritorno in Italia dell'evento assume un significato particolare anche alla luce della crescita e delle trasformazioni che stanno interessando la filiera bufalina a livello mondiale. Nel mondo si stimano oltre 220 milioni di bufali, concentrati soprattutto in Asia ma sempre più presenti anche in Europa e nelle Americhe.
La bufala non rappresenta soltanto una risorsa per la produzione di latte e carne, ma costituisce un patrimonio economico e sociale per milioni di allevatori e una filiera sempre più orientata verso innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle produzioni di qualità.
Una dimensione internazionale a livello scientifico
Grandi i numeri per il World Buffalo Congress 2026, che ne evidenziano l'elevata dimensione scientifica: sono 283 gli abstract arrivati da oltre venti Paesi, a testimonianza della forte partecipazione internazionale. L'Italia si colloca al primo posto con 82 contributi scientifici, pari al 28,5% del totale, davanti a India, con 40 abstract, e Pakistan, con 32.
Seguono Thailandia, Brasile, Filippine e Cina. Un risultato particolarmente significativo perché il patrimonio bufalino italiano rappresenta soltanto una quota limitata della popolazione mondiale. La leadership italiana, dunque, si fonda soprattutto sulla qualità della ricerca e sulla capacità di trasferire conoscenze e innovazione alla filiera produttiva.
L'elevato livello dei lavori è confermato anche dalla selezione operata dal Comitato Scientifico. A fronte di 181 comunicazioni orali inizialmente considerate, 103 studi saranno presentati oralmente, mentre 163 saranno esposti in formato poster.
I filoni di ricerca e i focus sulla filiera
I temi affrontati fotograferanno con chiarezza le nuove frontiere della ricerca. La genetica è l'area più rappresentata, con 50 abstract, seguita dalla riproduzione con 48 contributi e dalla salute e dal benessere animale con 46. Nel complesso, 119 contributi, oltre il 40% dell'intero congresso, riguardano innovazione tecnologica, miglioramento genetico e sostenibilità.
Per Giuseppe Campanile, docente di Zootecnia del dipartimento di medicina veterinaria e produzioni animali dell'Università Federico II di Napoli e presidente dell'International Buffalo Federation, «la bufala rappresenta una straordinaria opportunità per il futuro, anche in considerazione delle vicissitudini ambientali e climatiche che stanno affliggendo il nostro pianeta».









