Prezzi prodotti zootecnici: – 2,1% medio settimanale per le materie grasse

prezzi prodotti zootecnici
I dati di riferimento per i prodotti lattiero-caseari e bovini rilevati dalle Camere di commercio ed elaborati da Borsa merci telematica italiana (Bmti) relativi alla settimana 31 ottobre-4 novembre 2022

I prezzi dei prodotti zootecnici rilevati dalle Commissioni delle Camere di commercio e delle Borse merci, in apertura di novembre, si sono mostrati al ribasso per le materie grasse. Stabili le quotazioni degli altri prodotti monitorati, ad eccezione degli incrementi registrati per il Grana Padano.

Latte

Rilevazioni sospese in apertura di novembre sulle principali piazze di scambio in virtù della festività di Ognissanti. Pur in assenza di quotazioni, in particolare a Milano e a Verona, la tendenza di fondo del mercato del latte spot appare orientarsi verso una fase ribassista, sulla scia dei primi segnali di debolezza riscontrati in chiusura di ottobre.

L’effetto negativo sui prezzi del latte spot prodotto dal rallentamento della domanda da parte dell’industria di trasformazione tende in questa fase a prevalere. Sul versante opposto vi è il persistente quadro di deficit della raccolta che, riducendo la disponibilità di materia prima, fornisce sostegno ai prezzi. Riguardo a quest'ultimo aspetto, sono proseguiti ad agosto i cali produttivi per alcuni dei principali produttori europei, in primis Francia e Germania. Secondo gli ultimi dati Eurostat, la raccolta francese ha registrato ad agosto una contrazione del -2,5% rispetto ai quantitativi prodotti ad agosto 2021, andando a sommarsi alle perdite produttive della prima parte dell’anno. In lieve calo ad agosto anche la produzione della Germania, primo produttore di latte in Europa. Di contro, continuano a manifestare segnali di ripresa Olanda (+2,2%) e Polonia (+1,9%). A livello aggregato la produzione complessiva europea fa segnare ad agosto una variazione su base annua negativa per il sesto mese consecutivo.

Sul versante prezzi, secondo le ultime stime del Milk market observatory della Commissione europea, le quotazioni medie del latte alla stalla in Europa hanno fatto registrare un nuovo massimo a settembre, con una crescita del +4% su base mensile e del +46% in termini tendenziali.

Materie grasse

Nella prima settimana di novembre prosegue la fase di marcata debolezza per i listini nazionali delle materie grasse, con i ribassi che investono tutti i principali mercati continentali. A Mantova e Cremona i listini del burro pastorizzato perdono, rispettivamente, il -2% e il -2,6% su base settimanale, mentre a Milano le quotazioni sono rimaste sospese in virtù della festività del 1° novembre.

Quotazioni del burro particolarmente deboli anche sui principali mercati europei: dinamica che prelude ad ulteriori ribassi sul mercato nazionale. Il burro di centrifuga di Kempten in Germania cede il -2,3% su base settimanale per attestarsi sui 6,53 €/kg, livello più basso da marzo. Nello spazio di un mese il benchmark tedesco ha perso il -7%, a conferma della solidità della fase ribassista in atto. Prezzi in drastico calo anche in Olanda (-3,9%) dove le quotazioni del Verse Boter hanno perso oltre il -17% rispetto all’ultima settimana di settembre. La maggiore disponibilità di prodotto in tutto il continente appare il fattore principale alla base dell’attuale fase ribassista.

Grana Padano

In apertura di novembre si consolida la tendenza rialzista per i listini all’ingrosso del Grana Padano, seppur in un contesto caratterizzato dall’assenza di rilevazioni sulle piazze di Milano e Verona a seguito delle festività. A Mantova le quotazioni danno seguito ai rialzi di ottobre con aumenti medi su base settimanale intorno al +0,5% per tutte le stagionature. La variazione su base annua supera il +30% per lo stagionato 10 mesi, attestato nella prima settimana di novembre su un prezzo medio di 9,15 €/kg.

Sostanziale stabilità per i principali formaggi europei che restano invariati sui livelli della settimana precedente ad eccezione dell’Emmentaler che arretra del -1,8% su base settimanale.

Parmigiano Reggiano

I prezzi all’ingrosso del Parmigiano Reggiano aprono il mese di novembre all’insegna della stabilità su tutte le principali piazze, sia per le brevi che per le lunghe stagionature.

A Parma la fase di staticità delle quotazioni persiste dal mese di giugno. Lo stagionato 12 mesi si mantiene su un prezzo medio di 10,73 €/kg e lo stagionato 24 mesi invariato sui 12,70 €/kg. In termini tendenziali la variazione media su base annua delle quotazioni si mantiene sul +2,5% a Parma e sul +3,1% a Reggio-Emilia.

Pecorino Romano

Quotazioni del Pecorino Romano sospese a Milano in corrispondenza del ponte di Ognissanti, dopo la performance positiva di ottobre che ha portato lo stagionato 5 mesi a stabilire a fine mese il nuovo massimo storico per la piazza a quota 13 €/kg. L’attuale tendenza rialzista appare ancora solida, nonostante i livelli record delle quotazioni, in virtù del persistente deficit di produzione che ha accompagnato il prodotto per l’intera annata.

Bovini vivi

Sostanziale stabilità in apertura di novembre nel mercato dei bovini da macello, seppur con timidi rialzi per i vitelloni da macello quotati a Mantova. Tra i principali capi, i vitelloni Charolaise aggiungono a Mantova un centesimo rispetto alle quotazioni della settimana precedente (+0,3%) per attestarsi sopra i 3,42 €/kg (peso vivo). Le razze da incroci nazionali quotate a Modena si mantengono stabili poco sotto quota 3 €/kg (2,99 €/kg, peso vivo). Continua a ridursi la variazione su base annua delle quotazioni medie dei vitelloni che scende sotto quota 20% per la prima volta da gennaio.

Stabili per la settima settimana consecutiva le quotazioni dei vitelli a carne bianca, sia a Mantova che Modena. In termini tendenziali scende al +7% la crescita media su base annua delle quotazioni, contro il +9% di fine ottobre.

Leggi le schede sui prezzi dei prodotti zootecnici

Prezzi prodotti zootecnici: – 2,1% medio settimanale per le materie grasse - Ultima modifica: 2022-11-08T23:06:16+01:00 da Alice Martini

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