Italatte: sospesa per due mesi la decurtazione di prezzo sul latte prodotto in esubero

Il prezzo indicizzato sarà pagato senza penalità anche se i produttori superano i volumi del 2020 negli ultimi due mesi di quest’anno

Lo stabilimento di Lactalis a Corteolona
La decurtazione di prezzo sulle consegne di latte eccedenti il riferimento produttivo di ciascuna stalla di latte ritorneranno nel 2022 prendendo però come riferimento la campagna 2021. Italatte accoglie, quindi, nell'ambito del sistema di programmazione delle produzioni attualmente in vigore, eventuali incrementi produttivi registrati durante l’ultimo anno.

Aumenta il prezzo del latte alla stalla degli allevatori che conferiscono a Italatte, società del gruppo francese Lactalis, a novembre e dicembre 2021. Il primo acquirente del latte nazionale (con i marchi Cademartori, Galbani, Parmalat e Invernizzi) ha infatti sospeso, per gli ultimi due mesi del 2021, il taglio di prezzo che sarebbe scattato sui quantitativi consegnati in esubero rispetto alla produzione di riferimento del 2020 di ciascun conferente.

L’azienda di trasformazione, che applica un prezzo del latte indicizzato, ha introdotto un meccanismo di programmazione delle produzioni sulle consegne di latte che prevede una decurtazione per gli allevamenti che superano il proprio quantitativo di riferimento.

Le decurtazioni sui pagamenti ritorneranno da gennaio 2022 ma si applicheranno sui tetti produttivi dell’annata 2021 riconoscendo in tal modo eventuali aumenti produttivi registrati nel corso dell’ultima annata.

Italatte  ha comunicato le novità con una lettera inviata ai conferenti come «segnale concreto e distensivo» nell’ambito di un sistema di programmazione delle produzioni in vigore da un anno. La possibilità di accettare come punto di riferimento il 2021 «rappresenta – si legge nella lettera - un forte contributo che Italatte vuole riconoscere alla filiera che sta soffrendo questo eccezionale incremento dei costi di produzione».

La multinazionale tende quindi una mano alle stalle, alle prese con i vertiginosi aumenti dei costi di produzione del latte in un contesto di mercato che in questo momento vede il latte spot sulla piazza di Milano salire ai 47,6 centesimi al litro a novembre 2021 secondo le rilevazioni Clal ed esportare addirittura in Germania, Paese attualmente deficitario, partite a 48 e 49 centesimi al litro, secondo quanto riferiscono alcuni grandi operatori delle settore.

Pagamenti superiori alla media di mercato nell’ultimo anno

Nella lettera si sottolinea anche come il sistema di indicizzazione del prezzo (in base a un paniere di prodotti che funzionano da indice per la rilevazione) abbia mostrato quest’anno una sostanziale coerenza con l’andamento dei mercati anche se spesso si è posizionato sopra alla media. A ottobre Italatte ha pagato i produttori di latte 38,5 centesimi al litro.

Annata difficile per l’aumento dei costi di produzione

L’azienda francese ha ricordato anche le difficoltà dell’annata caratterizzata dall’aumento dei costi di produzione del latte e dei costi di trasformazione,  «una situazione di mercato mai vista in precedenza». La crescita non ha riguardato infatti  solo le materie prime, ma anche l’energia, i trasporti e  altri fattori di costo.

Italatte: sospesa per due mesi la decurtazione di prezzo sul latte prodotto in esubero - Ultima modifica: 2021-11-27T07:56:24+01:00 da Francesca Baccino

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